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	<title>Calvinoblog</title>
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	<description>Il Blog per chi studia, insegna, lavora all&#039;Istituto Calvino</description>
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		<title>Bibliografia per la tesina</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo_Paganini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[bibliografia]]></category>
		<category><![CDATA[tesina]]></category>

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		<description><![CDATA[Diligente la signorina Tuzzi e scrupolosa, mi chiede indicazioni per la sua tesina: «Devo mettere i numeri di pagina? Devo scrivere qualcosa nell’intestazione?»
Sui numeri di pagina son tutti d’accordo: ci vogliono. E l’intestazione? Forse in un testo breve non è indispensabile, ma la metterei: Nome, Cognome, Titolo.
«E la bibliografia? Devo mettere la bibliografia anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diligente la signorina Tuzzi e scrupolosa, mi chiede indicazioni per la sua tesina: «Devo mettere i numeri di pagina? Devo scrivere qualcosa nell’intestazione?»<br />
Sui numeri di pagina son tutti d’accordo: ci vogliono. E l’intestazione? Forse in un testo breve non è indispensabile, ma la metterei: Nome, Cognome, <em>Titolo</em>.<br />
«E la bibliografia? Devo mettere la bibliografia anche se metto le note a piè di pagina?»<br />
«È un servizio in più offerto al lettore. Per quanto precise siano le tue note, sarà contento di trovare raccolte insieme tutte le indicazioni bibliografiche che possono interessargli».<br />
«E come devo elencare i libri?»<br />
«Segui il buon senso: se ci sono argomenti diversi, suddividili. In ogni raggruppamento segui l’ordine alfabetico per autore. Se di un autore citi più libri, segui l’ordine cronologico. Ovviamente, se in qualche sezione della bibliografia l’ordine cronologico delle pubblicazioni dovesse contare più dell’ordine alfabetico, non esitare».<br />
«E come devo compilare le voci della bibliografia?»<br />
«Ci sono degli standard, ma non si tratta di leggi imperative. Quando adotti un criterio, però, segui sempre quello».<br />
«Un esempio? Mi faccia un esempio».<br />
«Eccolo: Cognome, Nome, <em>Titolo del libro</em>, Luogo di Pubblicazione, Casa editrice, anno di pubblicazione. Molti, però, mettono l’anno di pubblicazione, tra parentesi, subito dopo il nome dell’autore. Se il libro è una traduzione, è meglio indicare prima l’edizione originale».<br />
«E se devo indicare un articolo tratto da una rivista o un contributo tratto da una raccolta?»<br />
«Allora Cognome, Nome, “Titolo dell’articolo”, <em>Nome della rivista o titolo della raccolta</em>, Luogo di pubblicazione, numero della rivista, data di pubblicazione, numeri delle pagine. Anche in questo caso l’anno di pubblicazione può andare subito dopo il nome dell’autore e va messo tra parentesi».</p>
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		<title>Prova di lettura</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>.Panco.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[M&#8217;è capitato di leggere la mail che segue, con oggetto il titolo del post.
Se credete, leggete il testo riportato di seguito e provate ad individuare il personaggio.
&#8220;Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>M&#8217;è capitato di leggere la mail che segue, con oggetto il titolo del post.</p>
<p>Se credete, leggete il testo riportato di seguito e provate ad individuare il personaggio.</p>
<p><em>&#8220;Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.</em></p>
<p><em>Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.</em></p>
<p><em>La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.</em></p>
<p><em>Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.</em></p>
<p><em>Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.</em></p>
<p><em>Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt&#8217;al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po&#8217; ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo.</em></p>
<p><em>Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.</em></p>
<p><em>Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.&#8221;</em></p>
<p>Qualunque cosa abbiate pensato, si tratta di un testo scritto da Elsa Morante nel <strong>1945</strong> e si riferisce a <strong>Mussolini</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Liceo, caro liceo.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>touch90</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene si. Dopo 5 anni di liceo scientifico mi sono iscritto alla Facoltà di Economia. La cosa che mi sono sentito dire più spesso è stata : &#8221; Beh, a questo punto potevi fare benissimo l&#8217;istituto tecnico perchè ora parti da zero!&#8221;. Devo dire che le prime volte davo pienamente ragione a chi mi diceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si. Dopo 5 anni di liceo scientifico mi sono iscritto alla Facoltà di Economia. La cosa che mi sono sentito dire più spesso è stata : &#8221; Beh, a questo punto potevi fare benissimo l&#8217;istituto tecnico perchè ora parti da zero!&#8221;. Devo dire che le prime volte davo pienamente ragione a chi mi diceva questo ma, dopo 7 mesi, mi sono pienamente ricreduto. Non mi sono trovato in difficoltà infatti quando in microeconomia il professore ha parlato dello stato di natura di Hobbes per introdurre la scelta razionale ed il diritto di proprietà ( mentre alcuni &#8220;colleghi&#8221; si chiedevano molto incuriositi cosa fosse il Leviatano..); per metà semestre posso dire di &#8220;aver vissuto di rendita&#8221; per quanto riguarda la matematica: l&#8217;80 % del programma d&#8217;esame era il programma di quinta liceo. Anche il latino fa la sua parte: molte citazioni fatte in diritto, anche se non le conosco, le colgo grazie a cinque anni passati a far noiosissime versioni. E poi ci sono inglese e storia economica: altre due materie fatte molto bene al liceo. C&#8217;è poi anche qualche materia in cui effettivamente parto da zero, ma non si può pretendere tutto dalla vita! <img src='http://www.istitutocalvino.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  . Resto quindi dell&#8217;idea di essere orgoglioso di aver fatto il Liceo rispetto ad altre scuole: mi ha dato una solida base culturale e mi ha fornito le competenze necessarie per affrontare qualsiasi situazione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il grande padre Po è stato avvelenato da uno dei suoi figli : il Lambro</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 13:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni sto seguendo con grande trepidazione e rabbia (visto che con tutta probabilità si è trattato di un atto doloso, intenzionale) il destino del grande padre Po e con lui il destino della nostra salute e della nostra economia.
I fatti :  nella notte tra lunedì e martedì scorsi vi è stata la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sto seguendo con grande trepidazione e rabbia (visto che con tutta probabilità si è trattato di un atto doloso, intenzionale) il destino del grande padre Po e con lui il destino della nostra salute e della nostra economia.<br />
I fatti :  nella notte tra lunedì e martedì scorsi vi è stata la fuoriuscita di metri cubi di oli combustibili dalle cisterne della raffineria Lombarda Petroli a Villasanta, nella provincia di Monza e Brianza. La marea nera si è riversata sul fiume Lambro e con una lunghezza di almeno 50 km e con uno spessore tra i 10 e i 15 cm ha percorso il fiume lombardo per poi giungere al Po nei pressi di Piacenza e lambire anche la provincia di Parma. Gli sbarramenti predisposti, da ultimo quello presso l’isola Serafini, hanno impedito il peggio.<br />
Evito di commentare, ma vi lascio il seguente collegamento a 100 ambiente (l&#8217;Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) è stato istituito nel 1968 con il compito di svolgere attività di ricerca nei settori della qualità ambientale, della gestione e protezione delle risorse idriche e nello sviluppo di metodologie e tecnologie per la potabilizzazione e il trattamento delle acque di scarico).<br />
<a href="http://www.100ambiente.it/index.php?/archives/660-Fiume-Lambro.-Il-punto-della-situazione-secondo-il-IRSA-CNR.html">http://www.100ambiente.it/index.php?/archives/660-Fiume-Lambro.-Il-punto-della-situazione-secondo-il-IRSA-CNR.html</a></p>
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		<title>Forse che senza filosofia gli uomini non avrebbero la morale?</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2010/02/forse-che-senza-filosofia-gli-uomini-non-avrebbero-la-morale/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 07:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo_Paganini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da prof.]]></category>

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		<description><![CDATA[«Forse che senza filosofia gli uomini non avrebbero la morale? Sarebbe attribuirle troppo». Lo dice una giovane acuta. Ha ragione.
La morale è nata prima della filosofia. Esiste ovunque ci siano esseri umani.
Però&#8230; basta scoprire l&#8217;esistenza di morali diverse per porsi una domanda più alta. E questa è già filosofia.
Le risposte, poi, divergono. 
Ci può essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Forse che senza filosofia gli uomini non avrebbero la morale? Sarebbe attribuirle troppo». Lo dice una giovane acuta. Ha ragione.<br />
La morale è nata prima della filosofia. Esiste ovunque ci siano esseri umani.<br />
Però&#8230; basta scoprire l&#8217;esistenza di morali diverse per porsi una domanda più alta. E questa è già filosofia.<br />
Le risposte, poi, divergono. <span id="more-2636"></span><br />
Ci può essere l&#8217;ingenua resa di Protagora (ciascuno ha ragione dal suo punto di vista) e ci possono essere i vari nichilismi che tanto oltre Protagora non vanno.<br />
Ci può essere la soluzione fideistica di Occam, di Lutero, di Pascal, di Kierkegaard. Ed è una fuga all&#8217;indietro, anche quando si maschera da filosofia.<br />
Infine, ci possono essere seri tentativi di dare una risposta razionale. In fondo, la constatazione che culture diverse hanno diversi sistemi di norme morali non è una prova del carattere naturale del relativismo morale. È solo un dato di fatto. Proprio da questo dato di fatto ebbe inizio la riflessione razionale sul problema di un bene universalmente valido.<br />
E poi, non dimentichiamolo, vi sono comportamenti umani universalmente ammirati ed altri altrettanto universalmente riprovati.<br />
Quando sottolineiamo le differenze morali tra le diverse culture, troppo facilmente dimentichiamo che le somiglianze sono molto più numerose e più rilevanti. Presso tutte le culture vi sono doveri familiari, ovunque l’avarizia viene disprezzata, e la generosità apprezzata, il coraggio apprezzato e la viltà disprezzata. Si tratta, è vero, di comportamenti che hanno un’utilità biologica e sociale, ma questa non è un’obiezione. Non si può certo pretendere che gli uomini apprezzino comportamenti biologicamente e socialmente dannosi.<br />
E, allora, come trovare un criterio morale universalmente valido e, soprattutto, come fondarlo?<br />
Partiamo dalla seconda parte della domanda perché è senza dubbio preliminare. Si tratta dell&#8217;argomento apparentemente più forte della filosofia contemporanea contro la possibilità di una fondazione razionale dell’etica: il punto di vista della ragione non può essere fondato razionalmente, perché questo includerebbe un circolo logico. Perciò al posto di una fondazione razionale ultima rimarrebbe a favore della ragione soltanto una prerazionale (e per questo <em>irrazionale</em>) decisione ultima, una decisione <em>a favore di</em>, che, per principio, potrebbe essere rifiutata.<br />
Come rispondere?<br />
Se <em>fondare</em> significa derivare qualcosa da qualcos’altro, allora l’argomento non può essere respinto. Questo concetto di fondazione potrebbe però essere in realtà un pregiudizio: il pregiudizio tipico di chi assume il punto di vista della razionalità logica della scienza, come se questa costituisse il tutto della ragione.<br />
Chi fa filosofia dovrebbe chiedersi se la ragione, di cui si serve, abbia bisogno di una fondazione mediante una deduzione da qualcos’altro, o non sia invece intrascendibile e, in qualche modo, <em>a priori</em>. Chi mette in discussione la possibilità di una fondazione razionale ultima dell’etica mediante argomenti come quello del circolo logico, sta già seriamente argomentando in maniera razionale ed ha già necessariamente accettato il punto di vista della ragione; egli, dunque, cade in un’<em>autocontraddizione pragmatica</em>. Non si tratta di una contraddizione di tipo logico. Infatti non afferma e nega contemporaneamente e dallo stesso punto di vista un predicato di un soggetto. È  una contraddizione pragmatica  perché mi servo della ragione per criticare la ragione. Nego a parole ed affermo con il mio operare il valore della ragione stessa.<br />
E se qualcuno rifiutasse completamente, per principio, il valore della ragione e rinunciasse perciò a qualsiasi argomentazione razionale? Costui sarebbe, per usare l’espressione di Aristotele, «come una pianta». Chi, per principio, rifiuta l’argomentazione, non può in alcun modo contribuire alla discussione sulla possibilità della fondazione ultima della ragione. Come può, infatti, partecipare ad una discussione argomentata chi non vuole argomentare?</p>
<p>La sto facendo davvero troppo lunga. Per oggi, mi fermo qui.</p>
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		<title>Video scandalo, Milano condanna Google</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2010/02/video-scandalo-milano-condanna-google/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>.Panco.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre dirigenti di Google sono stati condannati dal tribunale di Milano per un video publicato, ovviamente, da un utente della nota piattaforma.
L&#8217;accusa è quella di aver consentito la pubblicazione del video in cui un ragazzo autistico viene seviziato da alcuni coetanei.
Personalmente ritengo la sentenza del Tribunale un gesto insensato e privo di ogni consapevolezza, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre dirigenti di Google sono stati condannati dal tribunale di Milano per un video publicato, ovviamente, da un utente della nota piattaforma.<br />
L&#8217;accusa è quella di aver consentito la pubblicazione del video in cui un ragazzo autistico viene seviziato da alcuni coetanei.<br />
Personalmente ritengo la sentenza del Tribunale un gesto insensato e privo di ogni consapevolezza, in poche parole lo ritengo uno schifo.<br />
E&#8217; difatti impossibile per Google, proprietaria di YouTube, visionare ogni singolo video caricato sulla piattaforma stessa; difatti YouTube cancella o intima la rimozione di video appena vi sono delle segnalazioni.</p>
<p>Porterei alcuni esempi tratti dal post sull&#8217;argomento sul blog di Beppe Grillo (beppegrillo.it): &#8220;Se viene scritto su un muro un insulto diffamatorio, non si può condannare il proprietario dello stabile per averlo permesso o non averlo cancellato immediatamente. Se si usa il telefono per diffondere notizie che dovrebbero essere protette dalla privacy non si denuncia la compagnia telefonica.&#8221;</p>
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		<title>Libero Arbitrio?</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2010/02/libero-arbitrio-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 19:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>wnrclm</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Capisco che sia un altro il tema di moda, spero che un post di filosofia non indigni nessuno.
Visto che mi capita spesso di parlare di questo argomento, ho pensato di provare a scrivere la base da cui è partito il discorso le volte che ne ho discusso; anche perchè tempo fa dissi di non essere soddisfatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco che sia un altro il tema di moda, spero che un post di filosofia non indigni nessuno.</p>
<p>Visto che mi capita spesso di parlare di questo argomento, ho pensato di provare a scrivere la base da cui è partito il discorso le volte che ne ho discusso; anche perchè tempo fa dissi di non essere soddisfatto del blog XD</p>
<p>Dunque, la domanda è abbastanza lineare.<br />
Esiste il libero arbitrio? Esiste ciò che comunemente si chiama &#8220;scelta&#8221;? Esiste la possibilità di comportarsi in modo diverso da come, di fatto, ci si comporta?<br />
Per considerare la questione si può partire dalla visione cosiddetta &#8220;determinista&#8221;, la quale afferma che per ogni evento ci sono delle cause, ivi comprese le &#8220;scelte&#8221; umane; è un po&#8217; il &#8220;principio di ragion sufficiente&#8221; di Leibniz.<br />
Ad esempio, un goloso che si trovi di fronte alla possibilità di mangiare una fetta di torta o una pesca, sceglierebbe, secondo questa visione, la torta se in quelle condizioni sarà più forte la sua tendenza a mangiare molti dolci, la pesca se invece prevarrà il desiderio di non ingrassare.<br />
Dunque la &#8220;scelta&#8221; non sarebbe altro che la presa di coscienza della propria volontà e le scelte sarebbero causate/determinate, in linea generale, dalle caratteristiche innate ed acquisite dell&#8217;agente e da condizioni esterne.</p>
<p>Non sto ad anticipare e discutere quali potrebbero essere le varie obiezioni e implicazioni possibili su questo argomento, in quel caso sarebbe più adatto scrivere questo articolo in un diario piuttosto che su un blog, farei però notare la conseguenza di una generica negazione del determinismo, che costringe ad accettare che le scelte e le relative azioni umane &#8220;semplicemente accadano&#8221;, senza una causa.<br />
Sembrerebbe dunque che un&#8217;affermazione del libero arbitrio tolga all&#8217;uomo maggior libertà e padronanza delle proprie azioni piuttosto che accettare che esse siano determinate.</p>
<p>Boh, spero a qualcuno interessi =)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SCUOLA FALLITA</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2010/02/scuola-fallita/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni ho sentito i ragazzi delle mie classi discutere tra loro delle più disparate amenità : le varie partite di calcio disputate e i risultati ottenuti dalle squadre coinvolte. Nessuno ha citato minimamente la trasmissione televisiva Presa Diretta di domenica 14 febbraio, in cui veniva denunciato lo stato di degrado della scuola pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ho sentito i ragazzi delle mie classi discutere tra loro delle più disparate amenità : le varie partite di calcio disputate e i risultati ottenuti dalle squadre coinvolte. Nessuno ha citato minimamente la trasmissione televisiva Presa Diretta di domenica 14 febbraio, in cui veniva denunciato lo stato di degrado della scuola pubblica italiana. Eppure questo argomento ci dovrebbe coinvolgere in prima persona più di una partita di pallone. Ritengo doveroso lasciare il collegamento al filmato del servizio trasmesso</p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Socrate</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2010/02/intervista-a-socrate/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 06:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste impossibili]]></category>

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		<description><![CDATA[A: Buonasera Socrate
Socrate: Buonasera a lei giovane giornalista
A: Socrate lei ha affermato che “il sapiente è colui che sa di non sapere”, mi può contestualizzare la sua affermazione?
Socrate: Intendevo dire in modo provocatorio che del Tutto non si può dire nulla con sicurezza; colui che sa di non sapere si sforza per cercare una verità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A</strong>: Buonasera Socrate<br />
<strong>Socrate</strong>: Buonasera a lei giovane giornalista<br />
<strong>A</strong>: Socrate lei ha affermato che “il sapiente è colui che sa di non sapere”, mi può contestualizzare la sua affermazione?<br />
<strong>Socrate</strong>: Intendevo dire in modo provocatorio che del Tutto non si può dire nulla con sicurezza; colui che sa di non sapere si sforza per cercare una verità, chi invece presuntuosamente pensa di sapere non si sforza, rimane nelle sue convinzioni, nella sua ignoranza. La mia era una denuncia verso tutti coloro che pensano di saperla lunga sugli uomini e sulla loro natura. Volevo evidenziare i limiti della scienza e invogliare coloro che mi ascoltano a cercare una verità.<br />
<strong>A</strong>: Risposta davvero esauriente!<br />
Un&#8217;altra domanda. Lei è famosissimo in tutto il mondo anche per quello che oggi definiamo ironia socratica. Io non credo che il suo interesse fosse quello di prendere in giro l’interlocutore, vero?<span id="more-2617"></span><br />
<strong>Socrate</strong>: sì, sicuramente non lo facevo per prendere in giro il mio interlocutore. Io penso che il primo passo per cominciare un discorso sia essere consapevoli della propria ignoranza, essere dunque pronti ad imparare. L’ironia è lo strumento da me utilizzato per far capire al mio interlocutore l’inconsistenza delle sue persuasioni e spingerlo, insinuando in lui il dubbio, a cercare una nuova risposta, una nuova verità.<br />
<strong>A</strong>: Allora avevo ragione, non lo faceva per schernire l’interlocutore.<br />
Ci tenevo a precisare con lei la teoria delle virtù come valore, come scienza, le va?<br />
<strong>Socrate</strong>: sì, certamente. Io credo che la virtù sia una scienza, una ricerca continua; per virtù io intendo il mezzo per realizzare il bene, per essere felici. E virtuosi si diventa soltanto attraverso la cultura, il ragionare, il pensare, il riflettere, facendo filosofia. La virtù per me è unica, la si può insegnare e a mio avviso dovrebbe essere patrimonio di ognuno di noi. Differentemente dai greci io penso che la virtù non sia un dono della natura o degli dei, ma una sudata conquista.<br />
<strong>A</strong>: Socrate, in molti l’hanno accusata di corrompere i giovani, di “ammazzare” la vita, cosa mi dice a proposito?<br />
<strong>Socrate</strong>: È vero, io però non ho mai voluto imporre la mia dottrina. Il mio desiderio invece è quello di aiutare l&#8217;uomo a sviluppare un suo personale punto di vista sulle cose, ossia fare emergere le verità che sono in ognuno di noi (maieutica). Inoltre io non volevo assolutamente “ammazzare” la vita, ma semplicemente contrapporre al caos degli istinti umani l’ordine della ragione, proporre quindi una vita guidata dalla ragione.<br />
<strong>A</strong>: Lei, se non sbaglio, non concorda pienamente con i sofisti; bene, mi può spiegare cosa non trovava corretto nel pensiero dei sofisti ?<br />
<strong>Socrate</strong>: Io non concordo con i sofisti perché mi rifiuto di ridurre la filosofia a un mestiere, a semplice retorica o ad un discorso fine a se stesso. Il mio obiettivo è far emergere la verità mentre spesso i sofisti cercano solo di vincere e avere la meglio sull’interlocutore attraverso lunghi e ammalianti discorsi.<br />
<strong>A</strong>: La sua è un’etica teleologica, perché?<br />
<strong>Socrate</strong>: perché la mia etica ha un obiettivo che si riflette nell’eudemonismo, ossia la ricerca della felicità. Questa può essere raggiunta attraverso il sapere, ossia attraverso la virtù; il virtuoso è colui che sa, che è felice perché ha trovato delle verità, delle risposte.<br />
<strong>A</strong>: Cosa mi dice rispetto a chi fa del male?<br />
<strong>Socrate</strong>: A mio avviso chi fa del male lo fa per ignoranza del bene in quanto nessuno fa del male sapendo di farlo.<br />
<strong>A</strong>: Lei inoltre è stato accusato di andare contro le leggi dello Stato e della Democrazia, ad esempio lo accusò Policrate. Cosa ci può dire?<br />
<strong>Socrate</strong>: Io penso che ciò sia falso, Atene è la mia Patria.<br />
Dalla mia città mi sono allontanato solo tre volte per compiere il mio dovere di soldato. Ho sempre rispettato le leggi dello Stato e ho sempre sostenuto di dover credere alle leggi, nella giustizia, e per questo motivo ho sempre affermato che è meglio subire un’ingiustizia piuttosto che contrastarla rischiando così di danneggiare le leggi dello Stato. A mio avviso le leggi sono parte di noi e sono parte di me le leggi della mia Atene.<br />
<strong>A</strong>: Per concludere, Socrate, le volevo chiedere di espormi il suo pensiero riguardo le antiche divinità greche, le va?<br />
<strong>Socrate</strong>: Si, io non condividevo l’immagine antropomorfica delle divinità greche perché non penso che gli dei possano essere crudeli, egoisti e superbi. Sostengo invece che gli dei collaborino per realizzare il bene e che a noi chiedano questo : contribuire a realizzare del bene ; questo è secondo me l’unico culto utile agli dei ed è questo che ci chiedono.<br />
<strong>A</strong>: scusi Socrate, un’ultima curiosità, perché non ha scritto nulla?<br />
<strong>Socrate</strong>: Io penso semplicemente che la ricerca filosofica, intesa come l’interessante esame dell’uomo e di se stessi, non possa essere continuata dopo la morte di un filosofo da uno scritto, poiché si troverebbe dopo la morte dello scrittore indifeso.<br />
<strong>A</strong>: La ringrazio molto Socrate per le risposte e la disponibilità; per fortuna almeno questa volta non ha gettato il dubbio e l&#8217;inquietudine al suo interlocutore, mi devo ritenere fortunato?<br />
<strong>Socrate</strong>: Sì, molto.</p>
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		<title>Caz&#8230; Ho preso una multa!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 20:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo messaggio deve servire a tutti quelli che come me hanno preso la patente fra invidia e ostilità altrui.
1° regola: non farti vedere dalla polizia con qualcuno dietro. Se vedi una macchina della polizia liberati del passeggero. E&#8217; preferibile dotarlo di un paracadute.
2° regola (nuova): non superare il rosso vicino all&#8217;edicola di  Fizzonasco
La preservazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo messaggio deve servire a tutti quelli che come me hanno preso la patente fra invidia e ostilità altrui.</em></p>
<p>1° regola: non farti vedere dalla polizia con qualcuno dietro. Se vedi una macchina della polizia liberati del passeggero. E&#8217; preferibile dotarlo di un paracadute.</p>
<p>2° regola (nuova): non superare il rosso vicino all&#8217;edicola di  Fizzonasco</p>
<p>La preservazione di un dogmatismo ferreo che avidamente gli automobilisti più anziani imparano nel tepore delle loro vetture è per noi giovani guidatori una condanna. Al raccordo fra via Fizzonasco e via Curiel un apparecchietto di dubbia utilità cattura fotografie, fino ad ora di pranzo, durante la permanenza del rosso. Se anche voi credevate che quel rosso fosse un rosso come un altro, un semplice segnale di precedenza, fareste meglio cambiare idea.</p>
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