-Vita da studente

Archiviato in: Essere Studenti, vita scolastica — depa: 1:51 pm - martedì, 9 febbraio 2010

(Testo svolto in terza C per la consegna: “Descrivi, usando un registro brillante ed ironico, una giornata da studente”)

Il cavaliere Lazybones si alza dal letto e apre la finestra della camera del castello: alcune goccioline di nebbia gelata si posano sulla sua faccia, a ricordargli che anche oggi è giorno di guerra. Con la velocità di un ghepardo azzoppato, si reca in bagno e con un po’ di acqua fresca inizia a svegliarsi. Sa che anche oggi è un duro giorno e quindi decide di mangiare i cereali speciali, quelli con il miele, la merendina con lo 0,0000001 % di grassi e il vasetto Actimel maxi-rinforzo. Finita la colazione, con non meno fatica, compie le ultime abluzioni prima di raggiungere il vestibolo, dove indossa la cotta di maglia made in Taiwan, la corazza 100% in puro ferro e gli stivali corazzati lavabili in lavatrice. Prima di uscire all’aperto si equipaggia con la lancia, lo spadone e lo scudo.

E’ accompagnato sul campo di battaglia dal suo scudiero, che non manca di propinargli frasi di raccomandazione sul comportamento da tenere in combattimento, accompagnate da incitamenti. Ovviamente Lazybones non ascolta, ma riflette e ripensa nella sua testa alla giornata di ieri; ha studiato e si è allenato a lungo per migliorare le sue abilità: oggi vuole uscire vincitore. Egli sa che, se non si prepara bene per una certa guerra i giorni precedenti, l’esito sarà negativo e tornerà al castello ferito e ammaccato.

Torna improvvisamente alla realtà perché è giunto a destinazione, allora scende da cavallo e si avvicina ai suoi compagni cavalieri; almeno con loro può scherzare e dimenticarsi per un attimo di ciò che li attende. Certo, a volte è con loro che si allena prima del combattimento, ma oggi si sente già ben preparato e allora racconta di quel bel cavallo che ha visto in una fiera il mese scorso.

Improvvisamente sente le trombe squillare: la battaglia è incominciata! Torme di cavalieri si lanciano al galoppo verso il campo di battaglia, chi meglio equipaggiato di altri, ma quasi tutti accompagnati dalla stessa voglia. Anche Lazybones e i suoi compagni si recano nella zona che dovranno difendere, ma il nemico ancora non si vede: i cavalieri ne approfittano per ripassare per l’ultima volta tutte le mosse che dovranno poi eseguire in combattimento.

Ecco, il battaglione nemico è arrivato! E’ una parte dell’immenso esercito guidato da generali anziani ed esperti, tutti comandati da re Learn. La sua vista basta ad inquietare i giovani cavalieri, che ammutoliscono non appena si avvicina. Nella prima ora, però, il nemico non attacca, si limita a studiare la zona dei combattimenti e poi si ritira. Era solo una pattuglia in avanscoperta e quindi Lazybones tira un sospiro di sollievo.

Ma già all’inizio della seconda ora, quando i cavalieri scorgono di nuovo il nemico, capiscono che è molto più agguerrito di prima e infatti si lancia all’attacco. Alcuni cavalieri, non appena odono il grido di guerra nemico, scappano, mentre altri l’hanno già fatto; Lazybones e altri coraggiosi, invece, restano per combattere.

I due schieramenti cozzano l’uno contro l’altro: il nemico è composto da mercenari meglio equipaggiati e preparati, ma Lazybones è determinato e combatte per la sopravvivenza e il suo onore. Durante il combattimento Lazybones vede molti suoi compagni cadere sotto i colpi nemici, ma sa che non può aiutarli, altrimenti rischia una fine anche peggiore. Il combattimento si protrae a lungo, finché Lazybones uccide un comandante nemico chiamato Otto e, aiutato da altri cavalieri, riesce a respingere l’attacco avversario: è una vittoria!

La terza ora si presenta un altro plotone nemico, ma questi mercenari non vogliono combattere, solo prendere lo stipendio. Finita la terza ora di combattimenti c’è il quarto d’ora santo, tregua momentanea decisa bilateralmente dai due schieramenti prima che iniziasse la guerra, e quindi Lazybones e gli altri cavalieri si concedono un po’ di riposo e svago.

Non appena la tregua termina, Lazybones e compagni si trovano a combattere per due ore consecutive contro i reparti scelti di re Learn. Lo scontro è durissimo e molti cavalieri sono stanchi. Lazybones, per fortuna, a colazione aveva bevuto Actimel maxi e quindi si sente ancora in forze. Ad un certo punto, Lazybones viene ferito e sta per essere finito da un colpo alle spalle, quando un suo compagno arriva in suo aiuto e lo salva. La situazione sembra comunque molto critica per i cavalieri e Lazybones, quando finalmente squillano le trombe e il nemico si ritira.

Molti cavalieri sono riversi sul campo di battaglia, altri invece hanno preferito le sdraio dell’ostello di fronte. Lazybones è sfinito, ma anche oggi è riuscito a salvarsi; lentamente si allontana dal campo di battaglia dopo aver risistemato il suo equipaggiamento e rimane a discutere con gli altri cavalieri. Poco dopo il suo scudiero torna a riprenderlo e si assicura sulla salute di Lazybones, chiedendogli anche ogni particolare della battaglia. Lazybones è stremato e riesce solo a dire: “Tutto bene”.

Lazybones arriva al suo castello e sale in camera sua. E’ steso sul letto e ripensando a tutte le cose brutte che accadono in guerra, sa che solo se diventerà re a sua volta potrà porre fine agli stermini che avvengono ogni giorno sui campi di battaglia.

-Open Day… ma guarda un pò chi c’è!

Archiviato in: vita scolastica — a.mealli: 12:12 pm - giovedì, 3 dicembre 2009

Tra i tanti possibili nuovi compagni di scuola anche la figlia di Tramezzani (ex calciatore dell’inter). La foto non poteva mancare.

openday con Tramezzani

-Open Day

Archiviato in: vita scolastica — a.mealli: 12:00 pm - sabato, 28 novembre 2009

sabato 28 novembre
ItaloCalvino_OpenDay_LR1Scuola gremita e tirata a lucido, ciceroni scatenati in giro per la scuola, genitori dinoccolati-frastornati-ammirati.
Non saprei stimare l’affluenza ma il successo dell’iniziativa è stato evidente. Complimenti a tutti!


tutte le immagini sono scaricabili dal link www.ledup.it/scuola/open_day.zip

-Grazie

Archiviato in: Vita da prof., vita scolastica — Maria Luisa Franchi: 3:31 pm - lunedì, 29 giugno 2009

Come ben sanno studenti e colleghi, non amo esprimermi su supporto telematico, ma, sia pure con ritardo, sento il dovere e il desiderio di rispondere alle attestazioni di affetto e stima che mi sono state rivolte.
Comincio dai colleghi, che ringrazio con tutto il cuore; il loro affetto è gratificante anche perché voglio sinceramente bene a tutti loro e li considero persone notevoli e degne di essere conosciute, ma continuo a non comprendere la ragioni della loro stima, che mi sembra esagerata.
Non credo davvero di essere la Prof. (con la P maiuscola) che essi vedono in me: non è un mistero il fatto che ami molto la letteratura e i miei studenti, ma che il lavoro di insegnante non sia mai stato il mio prediletto!
Forse è per questo che sono considerata, più che una professionista, una specie di mamma (voglio sperare che questa definizione non sia motivata dalle mie caratteristiche ‘steatopigie’!); qualcuno mi definisce bonariamente ‘chioccia’! Ne sono fiera, perché ho sempre ritenuto che fosse mio compito permettere che , da ogni pulcino, emerga un volatile dalle caratteristiche coerenti con la sua indole: ci sono le aquile, gli uccelli del paradiso, le rondini, i cigni, i galli e le galline… tutti belli, utili e perfetti. Ci sono anche uccelli che sono semplicemente ‘polli’, ma, se raggiungono una ironica consapevolezza di ciò, possono svolgere con soddisfazione un ruolo fondamentale nella vita dell’aia! Questo è quanto! Basta a spiegare la vostra stima? Non credo…, ma vi ringrazio di nuovo.
E ora rispondo ai miei fans under 20! (anche agli ex, che non sono più ventenni!)
Vi ringrazio perché mi avete permesso di non invecchiare dentro, di sentirmi speciale, di aiutarvi nei limiti delle mie possibilità, per le domande stimolanti e per le sciocchezze divertenti, per le battute e per la fatica che mantiene ‘vivi’.
Ammetto di aver provato, a volte, qualche tentazione omicida e di aver desiderato un mondo senza adolescenti, ma si è trattato di défaillances momentanee. Credo di aver sempre agito, in buona fede, per il vostro bene, anche quando ho preso decisioni dolorose.
Certo avrò sbagliato spesso, ma ai prof. succede quello che succede ai genitori: se i figli sono bravi, è questione di fortuna, se non lo sono, è colpa degli adulti disgraziati!
Ricordo quasi tutti i miei studenti (centinaia!); con qualcuno ho mantenuto rapporti oltre la scuola, di molti ho frequenti notizie. E’ una grande soddisfazione sapere che hanno realizzato le loro aspirazioni e hanno compiuto scelte autonome e consapevoli, anche se, a volte, difficili !
La cultura non paga, ma permette questi risultati. Se la scuola si riducesse a tabelloni, voti, promozioni, debiti o bocciature, non ci sarei rimasta per 38 anni!
Forse qualcuno la pensa così, ma in questo caso, invito tutti gli altri a seguire il consiglio che Virgilio dà a Dante: non ti curar di lor, ma guarda e passa…
Ciao ragazzi… per voi ci sarò sempre!

-Quattro di noi

Archiviato in: Vita da prof., vita scolastica — Angelo_Paganini: 3:01 pm - mercoledì, 17 giugno 2009
i colleghi che andranno in pensione

L’ultimo giorno di scuola è arrivato anche da noi. Saluto ai colleghi. Sono ben quattro a concludere il servizio: Maria Luisa Franchi, Renata Gallotti, Calogera Vizzini e Cosimo Lasorsa. Panta rhei: sembra di averli appena incontrati e già ci lasciano per la pensione.

Baci, abbraci e mormorii d’invidia. Benevola, certo, benevola, ma quanti «Potessi anch’io…»
Le colleghe chiedono l’una all’altra: «E a te, quanto manca?». Si perdono in conteggi astrusi e mi chiedono una consulenza. Non la so dare: alla pensione non voglio pensare. Sto così bene con queste persone. Non lo pensano anche gli altri?
In realtà lo pensano. Lo dicono, per tutti, i quattro festeggiati: sono stati tanto bene qui. Eppure se ne vanno contenti. Hanno dato il meglio: si meritano e si godranno il riposo.

I tavoli della sala prof sono imbanditi: un vero banchetto. Brindisi con il miglior vino del mondo: Prosecco di Valdobbiadene.
Godiamo allegri le gioie della convivialità.
Infine, foto di gruppo, scherzi e risate. Tanta voglia di pensione e sembriamo ancora scolaretti. Non è bello così?

foto di gruppo dei prof

-Sfida cruciverba 2C

Archiviato in: Essere Studenti, Generale, vita scolastica — depa: 9:47 am - venerdì, 12 giugno 2009

Ciao a tutti,

noi della 2c in questi giorni abbiamo preparato dei cruciverba “storici”, ovvero riguardanti gli argomenti di storia che abbiamo studiato (Roma-Alto Medioevo). Li proponiamo qui allegati per divertirvi un po’ e per lanciarvi una sfida. cruci1- cruci2-cruci3-cruci4-cruci5-cruci6-cruci7-cruci8

Provateli! Accettiamo comunque commenti e consigli per migliorarli perchè ci siamo accorti che qualche definizione è “sibillina”.

Depa, Giordy e Tias.

-a proposito di diplomi….

Archiviato in: Generale, vita scolastica — martina R.: 7:28 pm - martedì, 20 gennaio 2009

sono un ex studentessa del liceo e mi chiedevo, a proposito dei diplomi di maturità, quando sarà possibile ritirare i nostri, dello scorso anno, dato che, all’inizio di quest’anno scolastico, la segreteria mi aveva assicurato che avrebbero provveduto entro novembre circa e che comunque ci avrebbero avvisati telefonicamente.
spero in una risposta.
grazie martina reddavide

-Discussione in classe V D

Archiviato in: Generale, vita scolastica — camilla: 8:37 pm - martedì, 25 novembre 2008

In risposta all’illuminata affermazione del signor Sellitto (ohoh..gli do pure del Lei!)

:”La scuola non serve a nulla! Non serve a niente essere colti, l’importante è fare soldi!”

Frammento di Herman Hesse:
“La vera cultura non è quella che mira a un qualche scopo, ma, come ogni ricerca della perfezione, ha il suo significato in se stessa. Come la ricerca della forza, dell’agilità e della bellezza fisica non ha un suo fine ultimo (quello, ad esempio, di farci ricchi, celebri e potenti), ma ha la sua ricompensa in se stessa, in quanto esalta il nostro senso vitale e la nostra fiducia in noi stessi, ci rende più lieti e più felici e ci dà un più alto senso di sicurezza e di salute, così anche la ricerca della “cultura”, cioè di un perfezionamento intellettuale e spirituale, non è un cammino faticoso verso un qualche fine limitato, ma un fortificante e benefico allargamento della nostra coscienza, un arricchirsi delle nostre potenzialità di vita e di gioia. Per questo la vera cultura, come la vera educazione fisica, è insieme stimolo e appagamento, tocca sempre il traguardo ma non si ferma in nessun luogo, è un viaggio nell’infinito, un vibrare all’unisono con l’universo, un vivere con esso fuori del tempo”.

Capire questo non ci darà, forse, definitivamente la voglia di studiare, ma almeno la consapevolezza che, quando decidiamo di non farlo, perdiamo qualcosa di importante..non “niente”.

-Giornalino Noverasco

Archiviato in: Generale, vita scolastica — Panco: 4:32 pm - giovedì, 20 novembre 2008

Ha già mosso i primi timidi passi il progetto che prevede la creazione di un giornalino (che non capisco perchè non chiamare giornale), anche per la sede di Noverasco.

Siamo alla ricerca, oltre che del nome del giornale, di persone che scrivano gli articoli per il numero “pilota”. argomenti:

Politica, Società, Cultura, Sport, Recensioni (film/libri)

Da farmi avere entro il 15 Dicembre.

Per info contattatemi: Matteo Pancotti IG Liceo (ovviamente Noverasco!)

-bimbi, fate il tema contro il ministro!

Archiviato in: Essere Studenti, Generale, vita scolastica — Marco Mordini: 12:11 am - martedì, 18 novembre 2008

Articolo tratto da un quotidiano nazionale.

Milano – Da che mondo è mondo la politica è sempre rimasta fuori dagli insegnamenti, almeno fino ai tempi del liceo. Troppo noiosa, complicata e sporca per dei bimbi innocenti. Ma non tutti la pensano così, evidentemente. La denuncia di un nostro lettore, il papà Alessio Monti, pubblicata ieri sul Giornale ne è la prova: ci sono scuole come la «Pasquale Sottocorno» di Milano dove alunni di quarta elementare sono invitati a mettere per iscritto «cosa pensano della Gelmini».
É in questo istituto di periferia, contraddistinto da una forte componente di immigrati di etnie completamente diverse tra loro, che il decreto del ministro è diventato materia di discussione tra i 26 piccoli alunni di una classe quarta. Tanto che alla maestra di italiano è venuta un’idea: facciamo addirittura un compito sulla Gelmini. «I bambini erano così interessati e avevano così voglia di esprimere il loro punto di vista che ho proposto loro di scriverlo. É stata una battuta spontanea, in buona fede, cui non è seguito ovviamente alcun compito in classe e alcuna valutazione», si difende oggi l’insegnante, coadiuvata da una collega ben più combattiva di lei.

Alessio Monti, il papà che ha dato il via alla protesta, non fa sconti e rincara la dose: «La politica non deve entrare a scuola. E invece in quella di mio figlio si assiste all’esatto contrario. Striscioni con scritte anti-Gelmini sono rimasti appesi per due settimane alle finestre dell’edificio. E sa chi le ha realizzate quelle scritte? I ragazzini delle quinte, spinti dalle insegnanti. Poi sono arrivate le magliette con la frase “Gelmini vattene” e ora il tema sul ministro: mi sembra troppo per un’elementare».[...]

Che abbiano preso troppo alla lettera l’articolo 33 della costituzione?

Marco Mordini, ex-studente Liceo Scientifico.

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