Il sindaco non ha rivisto il testo dell’intervista.
Lorenzo Farina – Tommaso Santagostino
Nell’area di Rozzano al di là del Naviglio a Sud di Milanofiori la società Brioschi Sviluppo Immobiliare seguirà con le consociate Camabo e Intrafin lo sviluppo del progetto Milanofiori Sud. Il progetto prevede una superficie lorda di pavimento di 300.000 mq su una superficie complessiva di 1.100.000 mq.

L’area interessata è altamente strategica: si trova a 8 km da Milano e nelle immediate vicinanze del casello della Milano-Genova e della tangenziale Ovest.
A detta dei costruttori, lo sviluppo verticale degli edifici progettati sarà in perfetta armonia con l’estensione orizzontale e ricca di verde. Quest’integrazione avverrà anche grazie all’utilizzo di materiale ecocompatibile. Il progetto consiste anche nella creazione di spazi di lavoro, ricerca e abitazione di grande qualità, vivibilità e design.
Il comparto di costruzioni di Milanofiori Sud è tra i principali futuri sviluppi urbani europei per le dimensioni, l’elevata architettura e la vivibilità del progetto.
http://www.brioschi.it/home.php
Lorenzo Farina e Tommaso Santagostino
La riapertura dei navigli milanesi sarà una delle grandi innovazioni della città in occasione dell’Expo 2015.
I 2 obiettivi principali del progetto sono:
É veramente necessaria la riapertura dei navigli? Se negli anni ’30 sono stati chiusi deve esserci stato un motivo. Anche se Milano vuole mostrarsi nel migliore dei modi in occasione dell’Expo, sarebbe opportuno che pensasse di più alla qualità che alla quantità! In generale i lavori per l’Expo hanno impiegato già molto denaro, pertanto credo che il progetto dei navigli si possa evitare, e magari investire in altre vie di comunicazione, che non hanno bisogno di una ristrutturazione ma soltanto di una manutenzione, risparmiando denaro utile per altre iniziative. Inoltre la manutenzione di vie di comunicazione già esistenti gioverebbe non solo all’Expo, ma soprattutto ai cittadini milanesi; dato che Milano, dopo l’Expo, non si fermerà!
Ecco alcune cifre:
| Opera da ristrutturare | spesa in euro |
|---|---|
| Diramatore di Parabiago | 4.200.000 |
| Derivatore Valle Olona | 14.900.000 |
| Derivatore di Garbagnate | 5.700.000 |
| Ramo Olona del C.S.N.O. | 7.000.000 |
| Ramo Seveso del C.S.N.O. | 22.000.000 |
| Area Fiera Rho Deviatore Olona | 9.100.000 |
| Deviatore Olona: Vighignolo–Quinto Romano | 14.100.000 |
| Deviatore Olona: Quinto Romano-via Friuli | 17.000.000 |
| Deviatore Olona: via Friuli-Naviglio Grande | 21.700.000 |
| Naviglio Grande-Naviglio Pavese | 12.500.000 |
| Ristrutturazione Dighe del Panperduto | 7.500.000 |
| Rifacimento fondo Villoresi | 20.000.000 |
| Totale importo interventi idraulici | 131.000.000 |
Elisa Losito e Davide Iannone
Esattamente 128 anni fa veniva inaugurato l’Expo Nazionale di Milano.
Il 5 maggio del 1881 il re Umberto I e la regina, da soli tre anni al trono, parteciparono all’inaugurazione della prima grande fiera di Milano: un avvenimento che segnò per l’Italia una nuova epoca.
Gli italiani erano in tutto circa 20 milioni, di cui il 60% analfabeti. Vaste erano le sacche di povertà, ma il progresso sembrava bussare alle porte: la nazione aveva bisogno di un’esposizione per valorizzare le sue potenzialità economiche.
La mostra rimase aperta per sei mesi e visitatori superarono il milione, con punte di 25000 ingressi al giorno. L’Italia era uno Stato indipendente da soli vent’anni e non aveva ancora completato la sua unità. La grande fiera di Milano fu un miracolo economico per la giovane nazione.
Gli espositori del nucleo centrale della fiera, dedicato all’industria, furono in totale 7000, soprattutto lombardi.
Moltissimi furono gli stand dedicati alla giovane industria delle macchine. I visitatori poterono ammirare il gigantesco stand della ditta Elvetica, futura Breda, che produceva grandi macchine utensili.
Il settore chimico stava facendo i primi passi, ma a Milano esposero già i loro prodotti la Carlo Erba e la Pirelli, che produceva al momento un nuovo materiale, il caucciù.
Würher, Poretti e Metzger presentavano le diverse lavorazioni della birra; Branca, Bisleri e Buton offrivano amari e digestivi.
Un enorme reparto era riservato alle pregiate confezioni tessili della Fratelli Bocconi. Frette e Borsalino offrivano abbigliamento di lusso.
L’Italia si avviava sulla strada dell’industrializzazione, ma con evidenti punti deboli:
L’inaugurazione dell’Expo milanese non si concentrò solo nella zona fieristica della città, ma fu vissuta con grande euforia anche per le strade di Milano. Il Teatro alla Scala, la sera del 6 maggio, mise in scena il Ballo Excelsior, al cospetto del re e della regina, mentre il 25 maggio debuttò la nuova versione del Mefistofele di Boito.
Vennero organizzate mostre d’arte e lotterie.
Molti furono i commenti positivi sull’Expo di quell’anno. Il Gazzettino Rosa lo definì “la grande festa del lavoro italiano”.
Le critiche riguardarono soltanto aspetti marginali:
In ogni caso Milano venne incoronata “capitale economica” d’Italia. Un ruolo che non avrebbe più abbandonato.
Il 27 aprile 2009, Guglielmo Epifani, Segretario Generale della CGIL, ha gentilmente risposto alle nostre domande sull’Expo 2015.
È bello che un uomo tanto importante e tanto impegnato abbia voluto trovare il tempo per rispondere ad un gruppo di studenti.
Pubblichiamo domande e risposte come spunto di riflessione per tutti.
"Care studentesse e cari studenti,
rispondo di buon grado alle vostre domande che, unitamente alle questioni generali, danno rilevanza ai riflessi che un evento come quello dell’EXPO avrà su migliaia di lavoratrici e di lavoratori. So dei vostri contatti in merito con la Camera del Lavoro di Milano, per cui nel rispondere alle domande mi limiterò all’essenziale.
Un caro saluto e un augurio di proficuo lavoro.
Guglielmo Epifani "
Testo “ufficiale” delle risposte di Guglielmo Epifani

Il Parco Agricolo di Milano Sud è un parco regionale che comprende sessantun Comuni. Istituito nel 1990 per la salvaguardia e la tutela del territorio, ha poi assunto grande importanza anche nello sviluppo economico.
Fin dal Medioevo l’uomo ha operato modifiche nella regione a sud di Milano, cambiando il paesaggio, regolando il corso delle acque che venivano usate per scopi agricoli o come vie di commercio e di traffico.
Negli anni Sessanta nasce l’idea di costruire il Parco; tale idea si concretizza a livello legislativo e amministrativo tra gli anni Settanta e Ottanta; dagli anni Novanta si individuano gli strumenti necessari per recuperare e valorizzare il territorio.
Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 si svolgerà l’Expo, manifestazione fieristica che Milano si è aggiudicata lo scorso anno.
L’evento coinvolgerà non solo la metropoli milanese, ma anche le zone limitrofe, tra cui il Parco Sud.
Dal momento in cui Milano si è aggiudicata la manifestazione, sono stati messi in luce i vantaggi e gli svantaggi che ne potranno derivare. Anche riguardo al Parco Sud le opinioni sono discordanti e si inseriscono nel discorso generale sull’Expo.
I benefici individuati potrebbero essere i seguenti:
All’opposto si teme però:
A fronte dei benefici e degli svantaggi evidenziati, nel Parco sud si dovrà:
un nuovo look per alcune stazioni e reti ferroviarie più lunghe
Per l’Expo 2015, che prevede un grande piano di rinnovamento della città di Milano, verrà ristrutturata anche la metropolitana non solo dal punto di vista dell’articolazione delle reti, che saranno più estese, ma anche da quello estetico.
Le linee che rientrano nel progetto di prolungamento sono:
la LINEA 2, che da Cologno arriverà fino a Vimercate;
la LINEA 3, che da San Donato Milanese arriverà a Paullo.
E’ in cantiere, inoltre, un progetto preliminare per due nuove linee, la 4 e la 5, che rispettivamente saranno direzionate (?) da Policlinico a Linate e da Garibaldi FS a S.Siro.
Questi collegamenti saranno molto utili per contenere l’uso dei veicoli privati e ridurre sensibilmente lo smog e il traffico. Com’è prevedibile saranno acquistati nuovi treni che aumenteranno la capacità di trasporto: si stima che potranno essere trasportati fino a 24milioni di persone. L’obiettivo principale è comunque quello di collegare velocemente importanti poli economici e commerciali.
Per quanto riguarda il restyling della metropolitana, il sindaco L.Moratti afferma: «É importantissimo che Atm, nel restyling delle stazioni della metropolitana, recuperi i disegni di Noorda. Con il progetto della linea rossa Bob Noorda nel 1964 vinse il Compasso d’oro e le metropolitane di New York e di San Paolo si ispirarono a quella di Milano. Ho già concordato con il presidente Catania che per il restyling delle metropolitane siano ripresi quei disegni originali». La Moratti tranquillizza così tutti coloro che si erano preoccupati per un cambiamento della segnaletica della metropolitana milanese. L’Arte e la moda ispireranno la modernizzazione di 15 stazioni delle linee 1 e 2 , permeando così la città con richiami espliciti a ciò che ha reso famosa l’Italia nel mondo e che rappresenta un settore nevralgico per l’economia di Milano.
La prima stazione ad essere completata sarà Garibaldi e il progetto sarà curato dall’ architetto Davide Bruno, che intende ispirarsi alle passerelle della moda con lo scopo di rendere gli ambienti della metropolitana più luminosi grazie ai soffitti ricoperti di lamiera intagliata e ad un nuovo impianto di luci. La metropolitana assumerà dunque un aspetto più confortevole e rassicurante proprio grazie al miglioramento dell’illuminazione.
Il piano di ristrutturazione è partito nelle stazioni di Garibaldi e Loreto e già 30 milioni di euro sono stati messi in conto dall’azienda dei trasporti fino al 2010.
L’iniziativa è senz’altro meritoria, ma prima di pensare al lato estetico della metropolitana, bisognerebbe considerare di più la questione della sicurezza, soprattutto notturna, in tali ambienti. Il metrò è ormai diventato la “casa” di elemosinanti e zingari, piccoli e grandi delinquenti, che oltre ad intralciare l’accesso ai treni, rappresentano un vero e proprio motivo di tensione e paura per i viaggiatori.
Il problema della sicurezza dovrebbe venir prima di qualunque piano di abbellimento. Sempre più spesso si è traumatizzati dalle notizie di violenze che giungono a gran voce dai mass media, inferte anche nelle metropolitane. Sarebbe opportuno dunque porre più personale di sorveglianza, aumentare le vie di fuga e i sistemi d’allarme e soprattutto rendere i sistemi di sicurezza così visibili da scoraggiare in partenza i criminali e garantire chi viaggia, in particolar modo donne e anziani.
( Marta Lagrutta )