<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Calvinoblog &#187; Generale</title>
	<atom:link href="http://www.istitutocalvino.it/blog/category/generale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.istitutocalvino.it/blog</link>
	<description>Il Blog per chi studia, insegna, lavora all&#039;Istituto Calvino</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 14:41:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Emergenza freddo</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/02/emergenza-freddo/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/02/emergenza-freddo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3972</guid>
		<description><![CDATA[Foto del Comitato Prov. di Milano &#8220;L&#8217;impegno delle Unità di Strada della Croce Rossa Italiana Comitato Prov. di Milano a favore dei senza fissa dimora. Un impegno costante,365 giorni all&#8217;anno, che si intensifica nei periodi più freddi.&#8221; Molti senzatetto anche in questo periodo dell&#8217;anno rimangono in strada, sotto mucchi di coperte per rimanere il più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/417894_2926951426013_1627749976_2493530_1253577085_n.jpg" alt="uds" /><br />
Foto del Comitato Prov. di Milano</p>
<p>&#8220;L&#8217;impegno delle Unità di Strada della Croce Rossa Italiana Comitato Prov. di Milano a favore dei senza fissa dimora. Un impegno costante,365 giorni all&#8217;anno, che si intensifica nei periodi più freddi.&#8221;</p>
<p>Molti senzatetto anche in questo periodo dell&#8217;anno rimangono in strada, sotto mucchi di coperte per rimanere il più caldi possibile, dietro siepi magari, per evitare di essere disturbati o peggio. Il freddo è pungente a Milano, e già dopo poche tappe nonostante la mia maglia termica, maglietta, pile e giacca sotto la divisa iniziano gli spasmi per le temperature molto basse che mi accompagneranno ancora per un paio d&#8217;ore.<br />
E&#8217; inevitabile chiedersi come facciano loro a resistere, ogni giorno ed ogni notte, sempre in compagnia del freddo, sempre con la paura che qualcuno possa rubare loro le coperte, od altri oggetti faticosamente raccolti. Non rifiutano quasi mai del the caldo, magari dei biscotti o delle coperte; loro sono tanti, davvero tanti, non ne conosciamo il numero preciso, eppure mettiamo tutto il nostro impegno per assisterli al meglio, i nostri mezzi girano senza sosta e noi con loro. Chissà che una seganalazione del Comune o della Polizia Locale non si trasformi in una tragedia, per fortuna le possibilità sono poche. Conviene però essere preparati, attenti e capaci. Quale momento migliore e più utile per unirsi a noi?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/02/emergenza-freddo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Terremoto 1 e 2</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/terremoto-1-e-2/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/terremoto-1-e-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Paganini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3958</guid>
		<description><![CDATA[Amici, colleghi, parenti… tutti chiedono del terremoto. Scrivere non sembra più un problema per i miei ragazzetti. Gli errori di ortografia sono sempre tanti, ma la frasi vengono, magari un po’ sghembe, magari sgrammaticate, però sono frasi e si capiscono. Qualcuno ci ha anche preso gusto ed insiste per scrivere nel blog le sue piccole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amici, colleghi, parenti… tutti chiedono del terremoto.</p>
<p>Scrivere non sembra più un problema per i miei ragazzetti. Gli errori di ortografia sono sempre tanti, ma la frasi vengono, magari un po’ sghembe, magari sgrammaticate, però sono frasi e si capiscono. Qualcuno ci ha anche preso gusto ed insiste per scrivere nel blog le sue piccole storie.<br />
La lettura, invece, è sempre motivo di sofferenza. Leggono, certo. Sembra anche che leggano bene, ma capire è ancora una missione impossibile.</p>
<p>Forse per questo eravamo tutti concentrati in un lavoro di comprensione del testo: una pagina del diario di Pigafetta, con tante domande a cui rispondere e, ahimè, le risposte erano un disastro.<br />
Lavoravano quieti, però. Non ci siamo accorti della scossa, ma la voce della collega dell’aula accanto si è sentita benissimo: «Fuori tutti, terremoto!»<span id="more-3958"></span><br />
Abbiamo pensato ad un’esercitazione a sorpresa. I bimbi si son messi subito in fila, io ho preso il registro con il foglio per le evacuazioni e, via, all’uscita di sicurezza ed al punto di raccolta prescritto. «Tutto perfetto» ho pensato compiaciuto, dopo aver compilato il modulo.<br />
«Fatto – ho detto allora alle colleghe – rientriamo?»<br />
Dalla loro espressione ho capito che non stavamo simulando.</p>
<p>Troppo freddo, però. Sono rientrato a prendere giacche e cappottini, poi ho proposto di portare i bimbi nel vicino <em>campetto</em> comunale.<br />
Coretto dei piccoli di seconda: «Evviva! Vogliamo il terremoto tutti i giorni».<br />
Dettaglio curioso: l’unica crepa provocata dal terremoto è sul muro della mia aula…</p>
<p>Così scrivevo nel mio diario mercoledì 25 gennaio.</p>
<p>Oggi, invece, il terremoto l’abbiamo sentito tutti. Siamo usciti senza panico, ma nessuno gridava: «Evviva!»</p>
<p>Poi ho saputo dalla radio che la scossa è stata praticamente sotto casa mia, tra Berceto e Corniglio.<br />
<a href="http://www.iesn.it/index.php/neews/212-evento-fortissimo-appennino-parmense.html" title="link ad un sito esterno">L&#8217;epicentro è indicato a Lat. 44.48n e Long. 10.00e </a><br />
Casa mia Lat. 44.491148n, Long. 10.063727e</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/terremoto-1-e-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salvi per caso</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/salvi-per-caso/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/salvi-per-caso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3952</guid>
		<description><![CDATA[Si legge nella circolare Prot. n.0000330 del 20 gennaio 2012, a firma del Ministro F.to Francesco Profumo: “La Legge 211 del 20 luglio del 2000 ha istituito in Italia, come in molti altri Paesi del mondo, il &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, allo scopo di tramandare e rafforzare nei giovani la consapevolezza della Shoah, renderne sempre vivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si legge nella circolare Prot. n.0000330 del 20 gennaio 2012, a firma del Ministro F.to Francesco Profumo:   </p>
<p>“La Legge 211 del 20 luglio del 2000 ha istituito in Italia, come in molti altri Paesi del mondo, il &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, allo scopo di tramandare e rafforzare nei giovani la consapevolezza della Shoah, renderne sempre vivo il ricordo e tributare il doveroso omaggio alle vittime e a chi si oppose al progetto di sterminio nazista, sacrificando la propria libertà e la propria vita.<br />
E&#8217; stata scelta in Italia, come nella maggior parte dei paesi del mondo, la data del 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 vennero aperti i cancelli del campo di sterminio nazista di Auschwitz…”</p>
<p>Pubblico la testimonianza scritta, lasciata ai propri figli e nipoti, di un giovane di allora  che visse la prigionia da settembre del 1943 a maggio del 1945, prima nei campi di concentramento M. STAMMLAGER VI-J, KREFELD FICHTENHAIN e ARBEITS-KOMMANDO Nr. 1162J e poi nel campo di lavoro AUGUST ENGEL – VELBERT (lavoro svolto in condizione di schiavitù). </p>
<p>“Sono stato fatto prigioniero il 9 settembre 1943 alla stazione ferroviaria di Reggio Emilia ed a breve tempo sono stato spedito in Germania, chiuso in un vagone merci senza vitto né acqua. Dopo cinque giorni di viaggio infernale e diverse ore di marcia, sono giunto al campo di concentramento di Meppen, situato a pochi chilometri dal confine olandese. Dieci giorni dopo sono stato portato a Velbert in  Renania nell’acciaieria AUGUST ENGEL, dove sono rimasto fino alla primavera del 1945 fra stenti, fatica e fame. All’inizio il vitto era accettabile ma in seguito le razioni cominciarono a diminuire ed in proporzione diminuiva il mio peso ridotto ormai a 37 chili (altezza 175 cm). In quelle condizioni ero diventato un automa, senza volontà né spirito di conservazione; non ricordavo e nemmeno pensavo alla mia famiglia, ero diventato un numero, il numero 120 e nulla più.<br />
Giunse la primavera del 1945, mi incolonnarono con altri provenienti da altri campi e ci fecero camminare per una settimana, senza sosta, giorno e notte mangiando l’erba del ciglio della strada e bevendo l’acqua dei canali. Eravamo partiti in duemila circa ma verso la fine della settimana di passione (era la Settimana Santa del 1945) eravamo rimasti poche centinaia di relitti umani. L’intento era di portarci fuori in tempo dalla sacca della Rhur, ma l’ottava armata americana chiuse il cerchio e ci fermammo. Dopo tre giorni eravamo liberi. Eravamo a Meinerzhagen (Altena) dove gli americani avevano organizzato dei centri di raccolta degli ex deportati e internati. Seguirono spostamenti vari e poi finalmente a casa.<br />
Era il 12 settembre 1945, avevo 23 anni, ma mi sentivo vecchio e stanco.”</p>
<p>Inutile dire che il ricordo di quello che si è visto e vissuto rimane indelebile nell’animo e condiziona pesantemente la vita futura di un individuo. </p>
<p>In queste poche righe “il giovane di allora” ha semplicemente esposto i fatti ed ha omesso alcuni particolari, che ha invece raccontato di persona. Ne cito solo due, che mi sembrano significativi :<br />
1)	durante il periodo vissuto a Velbert, un soldato tedesco aveva cercato di far pervenire loro del cibo ed aveva pagato con la vita quel gesto di umanità. Una volta liberato il “il giovane di allora” con altri due sopravvissuti si recò a casa del soldato tedesco per aiutare la moglie con figli piccoli e per garantire loro protezione in quel periodo di rappresaglie;<br />
2)	la sera precedente la liberazione i tedeschi portarono ai pochi prigionieri rimasti barattoli di marmellata avvelenata, in modo da non lasciare testimoni. Per fortuna un vecchio alpino capì immediatamente quale fosse l’intento degli aguzzini, che nel frattempo si erano dati alla fuga, lasciandoli rinchiusi in un capannone. Cercò di bloccare i giovani affamati, ma solo alcuni riuscirono a salvarsi.</p>
<p>Spero che il ricordo dei genocidi non venga mai meno e si diffonda tra i giovani la consapevolezza di quali enormi e devastanti effetti possa determinare l&#8217;odio dell&#8217;uomo contro l&#8217;uomo.<br />
Mi piace citare questa frase del Premio Nobel  Gunter Grass<br />
“Anche se i nostri figli e nipoti non sono colpevoli, porteranno sempre la responsabilità di far sì che il passato non si ripeta” </p>
<p>Vi consiglio il seguente filmato (“SALVI PER CASO” di Antonio Ferrari e Alessia Rastelli)  , se avete la curiosità di ascoltare la testimonianza di otto degli ultimi testimoni viventi (Goti Bauer, Benjamin Capon, Liliana Segre, Heinz Salvator Kounio, Franco Schonheit, Nina Benroubi, Nedo Fiano, Rachel Revah)</p>
<p><a href="http://video.corriere.it/salvi-per-caso/index.shtml" title="link ad un sito esterno">http://video.corriere.it/salvi-per-caso/index.shtml</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/salvi-per-caso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Marco piega a mille all&#8217;ora&#8221; di Stefano Picchi</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/marco-piega-a-mille-allora-di-stefano-picchi/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/marco-piega-a-mille-allora-di-stefano-picchi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3941</guid>
		<description><![CDATA[Dedicato a Marco che ieri avrebbe compiuto 25 anni http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/112063/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dedicato a Marco che ieri avrebbe compiuto 25 anni</p>
<p><a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/112063/" title="link ad un sito esterno">http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/112063/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/marco-piega-a-mille-allora-di-stefano-picchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>la sposa bambina torturata dal marito</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/la-sposa-bambina-torturata-dal-marito/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/la-sposa-bambina-torturata-dal-marito/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3937</guid>
		<description><![CDATA[Vi segnalo questo articolo trovato sul sito del Corriere della Sera http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/01/08/afghanistan-la-sposa-bambina-torturata-dal-marito-diventa-un-simbolo-dei-diritti-umani/ fotografia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo questo articolo trovato sul sito del Corriere della Sera</p>
<p><a href="http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/01/08/afghanistan-la-sposa-bambina-torturata-dal-marito-diventa-un-simbolo-dei-diritti-umani/" title="link ad un sito esterno">http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/01/08/afghanistan-la-sposa-bambina-torturata-dal-marito-diventa-un-simbolo-dei-diritti-umani/</a></p>
<p><a href='http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/la-sposa-bambina-torturata-dal-marito/foto-2/' rel='attachment wp-att-3944'>fotografia</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/la-sposa-bambina-torturata-dal-marito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crescono i senzatetto.</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/3928/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/3928/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3928</guid>
		<description><![CDATA[http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/104896/ Un servizio di Maarten Veeger sui senza fissa dimora di Milano, in particolare quelli assistiti dal comitato provinciale di Milano di Croce Rossa Italiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/104896/" title="link ad un sito esterno">http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/104896/</a></p>
<p>Un servizio di Maarten Veeger sui senza fissa dimora di Milano, in particolare quelli assistiti dal comitato provinciale di Milano di  Croce Rossa Italiana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2012/01/3928/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;alunna alla sua prof&#8230;</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/12/unalunna-alla-sua-prof/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/12/unalunna-alla-sua-prof/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3923</guid>
		<description><![CDATA[Girovagando nel cyber-spazio ho trovato nel sito &#8220;I DOCENTI SCAPIGLIATI&#8221; questa lettera scritta da una studentessa. Quanta verità e saggezza in queste poche righe. Quanta ammirazione, quanta gratitudine e quanto amore trasmette questa ragazza. Lettera ad una professoressa di Isabella Stoppa Dopo quattro anni mi sono accorta che… cazzo fare l’insegnante è il mestiere più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girovagando nel cyber-spazio ho trovato nel sito &#8220;I DOCENTI SCAPIGLIATI&#8221; questa lettera scritta da una studentessa.<br />
Quanta verità e saggezza in queste poche righe. Quanta ammirazione, quanta gratitudine e quanto amore trasmette questa ragazza. </p>
<p>Lettera ad una professoressa<br />
di Isabella Stoppa</p>
<p>Dopo quattro anni mi sono accorta che… cazzo fare l’insegnante è il mestiere più difficile del mondo. Bisogna saper conciliare conoscenza, pazienza, voglia.</p>
<p>Voglia di insegnare, voglia di comunicare, voglia di sapersi divertire, e di sapersi mettere in gioco.<br />
Bisogna saper dosare la severità con la morbidezza, essere umani. Perché, quando si entra in una classe e questa non ha voglia di seguire una lezione ci si sente un po’ come Don Chisciotte quando voleva combattere contro i mulini a vento.  Una battaglia persa!<br />
Bisogna saper camminare a piccoli passi e mettersi dall&#8217;altra parte. Dietro quel banco, magari l’ultimo, con la testa affollata di pensieri…di grandi piani per conquistare l’universo in una sola giornata! Quanto diventa difficile ascoltare!<br />
Bisogna saper catturare l’attenzione seppure l’argomento sia noioso da morire. L’attenzione di tutti, anche di quello studente dallo sguardo scettico che già quando varchi la soglia è prevenuto e ti guarda con quell’aria giudicante di chi non vede l’ora che sbagli.<br />
Ma soprattutto bisogna sapersi mettere in gioco e giocare fino all’ultimo minuto, dare tutto e tentare tutto. E quando non ti sentirai più la forza di andare avanti ecco: è in quel momento che avrai vinto. E ora come il piccolo principe guardava il suo fiore prepararsi tu guarderai il tuo&#8230; &#8220;Il piccolo principe, che assisteva alla formazione di un bocciolo enorme, sentiva che ne sarebbe uscita un&#8217;apparizione miracolosa, ma il fiore non smetteva più di prepararsi ad essere bello, al riparo della sua camera verde. Sceglieva con cura i suoi colori, si vestiva lentamente, aggiustava i suoi petali ad uno ad uno. Non voleva uscire sgualcito come un papavero. Non voleva apparire che nel pieno splendore della sua bellezza.”.<br />
Tu l’hai aiutato a prepararsi alla vita dandogli nozioni, sgridate ma soprattutto amore. Tenevi ad ognuno di loro come se fosse l’unico e gli volevi bene ugualmente anche se glielo dimostravi in maniera diversa.<br />
Fare l’insegnante non è un semplice mestiere, e chi solo lo ha mai pensato non è degno di sedersi dietro quella cattedra. E’ un gioco di relazioni, strategie e pura follia.<br />
E’ a lei che voglio dedicare queste righe perché nessuno, come direbbe de Saint-Exupèry, ha saputo meglio di lei sopportare dei bruchi.<br />
“Si devono pur sopportare dei bruchi se si vogliono vedere le farfalle&#8230; Dicono siano così belle!”<br />
Con affetto<br />
una sua alunna</p>
<p>Isabella Stoppa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/12/unalunna-alla-sua-prof/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buon Natale al fantastico mondo del Calvino</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/12/buon-natale-al-fantastico-mondo-del-calvino/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/12/buon-natale-al-fantastico-mondo-del-calvino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 21:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3911</guid>
		<description><![CDATA[Io che fantasia non ho, auguro a tutti un Sereno Natale e mi piace farlo con Lo zampognaro Se comandasse lo zampognaro Che scende per il viale, sai che cosa direbbe il giorno di Natale? &#8220;Voglio che in ogni casa spunti dal pavimento un albero fiorito di stelle d&#8217;oro e d&#8217;argento&#8221;. Se comandasse il passero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io che fantasia non ho, auguro a tutti un Sereno Natale e mi piace farlo con  </p>
<p>Lo zampognaro</p>
<p> Se comandasse lo zampognaro<br />
Che scende per il viale,<br />
sai che cosa direbbe<br />
il giorno di Natale?</p>
<p>&#8220;Voglio che in ogni casa<br />
spunti dal pavimento<br />
un albero fiorito<br />
di stelle d&#8217;oro e d&#8217;argento&#8221;.</p>
<p>Se comandasse il passero<br />
Che sulla neve zampetta,<br />
sai che cosa direbbe<br />
con la voce che cinguetta?<br />
&#8220;Voglio che i bimbi trovino,<br />
quando il lume sarà acceso<br />
tutti i doni sognati<br />
più uno, per buon peso&#8221;.</p>
<p>Se comandasse il pastore<br />
Del presepe di cartone<br />
Sai che legge farebbe<br />
Firmandola col lungo bastone?</p>
<p>&#8221; Voglio che oggi non pianga<br />
nel mondo un solo bambino,<br />
che abbiano lo stesso sorriso<br />
il bianco, il moro, il giallino&#8221;.</p>
<p>Sapete che cosa vi dico<br />
Io che non comando niente?<br />
Tutte queste belle cose<br />
Accadranno facilmente;</p>
<p>se ci diamo la mano<br />
i miracoli si faranno<br />
e il giorno di Natale<br />
durerà tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Gianni Rodari</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/12/buon-natale-al-fantastico-mondo-del-calvino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che strano sogno&#8230;</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/11/che-strano-sogno/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/11/che-strano-sogno/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 16:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nimenhao</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da prof.]]></category>
		<category><![CDATA[vita scolastica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3913</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;I sogni sembrano reali finché ci siamo dentro, non ti pare? Solo quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c&#8217;era qualcosa di strano.&#8221; Sveglio. Ho ricordi confusi di quello che ho appena sognato, ma se mi trema ancora la mano non deve essere stato molto piacevole. Respiro a fondo e cerco di calmarmi. Ora ricordo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;I sogni sembrano reali finché ci siamo dentro, non ti pare? Solo quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c&#8217;era qualcosa di strano.&#8221;</em></p>
<p>Sveglio.</p>
<p>Ho ricordi confusi di quello che ho appena sognato, ma se mi trema ancora la mano non deve essere stato molto piacevole. Respiro a fondo e cerco di calmarmi.</p>
<p>Ora ricordo. Ho fatto un incubo. Uno di quelli che, una volta svegli, viene spontaneo dire “per fortuna era solo un incubo”.</p>
<p>Allora, vediamo se riesco a raccontarlo. Chiedo scusa già da adesso se quello che sto per raccontare risulterà un po’ confuso, ma abbiate pietà: non è facile ricomporre i cocci di un sogno come il mio&#8230;</p>
<p>Ero&#8230; un professore. Esatto, un professore di liceo, almeno credo. E mi lamentavo&#8230; mi lamentavo con un collega. Credo fosse perché i miei studenti erano demotivati durante le mie spiegazioni e quando interrogavo o facevo verifiche, le mie classi erano piene di banchi vuoti. Ero arrabbiato per questo perché, ero assolutamente convinto che le mie spiegazioni fossero chiarissime e non capivo perché fossi sempre interrotto per chiedere delucidazioni.</p>
<p>Ero un bravo professore che agiva per il bene dei suoi ragazzi! Era per il loro bene se li tenevo sotto torchio con le interrogazioni e li caricavo di lavoro! E loro come mi ripagavano? Con continue assenze strategiche? Non lo potevo tollerare.</p>
<p>Ricordo di essermi lamentato di una ragazza che un giorno mi disse una cosa del tipo “Lei ci dà da studiare come se non avessimo anche altre materie”. Ma come si permetteva? Io le davo una mano e lei me la mordeva? Che maleducazione!</p>
<p>Ricordo che mi lamentavo dei risultati imbarazzanti di tutte le mie valutazioni, che gran parte degli studenti andasse a ripetizioni e che a fine anno c’era sempre un numero consistente di rimandati nella mia materia. Com’era possibile? Io gli insegnavo in modo addirittura troppo semplice, non poteva essere colpa mia! Ero sicuro di non sbagliare in niente.</p>
<p>Ricordo, infine, che il mio collega mi disse qualcosa – sono certo che sia qui che è cominciato il vero e proprio incubo –, ma non ricordo cosa&#8230; So che è stato in quel momento che mi sono sentito crollare il mondo addosso e ho cominciato ad urlare e disperarmi (ed è proprio dopo questo fatto che mi sono svegliato).</p>
<p>Ecco! Mi disse con un tono particolarmente severo: “Questa situazione è colpa tua. Se decine di studenti hanno problemi con te, non è possibile credere che sia solo ed esclusivamente colpa loro. Stai sbagliando tutto.” Ed ecco spiegato perché mi sono disperato: ero cieco. Le mie certezze si basavano su presupposti assolutamente sbagliati, quindi con quella frase le mie certezze erano venute a crollare come un castello di carte.</p>
<p>Ora sono più calmo. Meno male che era solo un sogno. Dopo tutto, professori così non esistono neanche&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/11/che-strano-sogno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Me ne vado all’estero</title>
		<link>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/11/me-ne-vado-all%e2%80%99estero/</link>
		<comments>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/11/me-ne-vado-all%e2%80%99estero/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 20:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Gualazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutocalvino.it/blog/?p=3909</guid>
		<description><![CDATA[Riporto i dati contenuti nell&#8217;articolo di Laura Pulici da http://ulisse.sissa.it/scienza7/notizia/2011/nov/Uesp111125n001/ Ogni anno circa 50mila italiani lasciano il bel Paese per trasferirsi all’estero. Nel 2009 se ne sono andati più di 48mila, il 16% con una laurea in tasca, nel 2000 erano il 9,7%. Questi “cervelli in fuga” – giovani e brillanti neolaureati, ricercatori e professionisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto i dati contenuti nell&#8217;articolo di Laura Pulici da <a href="http://ulisse.sissa.it/scienza7/notizia/2011/nov/Uesp111125n001/">http://ulisse.sissa.it/scienza7/notizia/2011/nov/Uesp111125n001/<br />
</a></p>
<blockquote><p>Ogni anno circa 50mila italiani lasciano il bel Paese per trasferirsi all’estero. Nel 2009 se ne sono andati più di 48mila, il 16% con una laurea in tasca, nel 2000 erano il 9,7%. Questi “cervelli in fuga” – giovani e brillanti neolaureati, ricercatori e professionisti – hanno portato con sé 4 miliardi di euro. È questo, infatti, il valore economico dei 301 brevetti depositati dai 20 principali scienziati italiani emigrati all’estero, secondo i calcoli dell’Istituto per la Competitività (ICom). Del resto il 35% dei 500 migliori ricercatori italiani lavora all’estero. Se consideriamo i primi 100, addirittura uno su due ha abbandonato il nostro Paese.<br />
C’è chi, come l’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio, considera il fenomeno non come una fuga, ma una “fisiologica mobilità all’estero”. “Non c’è un’emorragia di intelligenze italiane, ma normale mobilità nell’ambito della ricerca, che ha caratteristiche diverse da quelle di altri lavori, come i metalmeccanici, che non prevedono mobilità”, ha affermato Fazio a Cernobbio qualche settimana fa, suscitando non poche polemiche tra gli altri scienziati presenti.<br />
Quello che distingue l’Italia dagli altri Paesi sviluppati è il bilancio negativo tra “brain drain” e “brain gain”, cioè la scarsa capacità di università, centri di ricerca e industrie italiane di attrarre ricercatori e professionisti oltre confine. In media per ogni “cervello” che entra in Italia, ne esce uno e mezzo.<br />
Tuttavia, in Italia, la ricerca si fa e anche con buoni risultati in rapporto alla scarsità di stanziamenti. Come rileva lo studio dell’ICom, abbiamo un numero di ricercatori più basso rispetto agli altri Paesi del G7, ma con un indice di produttività individuale superiore alla media dei principali Paesi europei. Tutto questo in un clima di carenze di risorse, nessun riconoscimento del merito e sottoinquadramenti. Solo per fare un esempio, secondo i calcoli di Almalaurea, se un neolaureato italiano all’estero guadagna in media 1.568 euro al mese, il suo collega rimasto in Italia ne prende solo 1.054.<br />
Proprio per frenare la fuga dei cervelli italiani è in vigore la legge 238/2010 che garantisce sgravi fiscali ai talenti che desiderano tornare a lavorare in Italia. Per ora, anche se non c’è una statistica ufficiale, sono pochi ad averne usufruito. Chissà perché.</p></blockquote>
<p>Ogni commento è superfluo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.istitutocalvino.it/blog/2011/11/me-ne-vado-all%e2%80%99estero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

