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Articoli in Eventi Culturali e Musicali

Primo premio

Finalmente!

  • 2005-2006: premio speciale
  • 2006-2007: quarto premio
  • 2007-2008: primo premio

Lo abbiamo voluto e ce l’abbiamo fatta.
La quinta B è probabilmente la classe più premiata della storia del Calvino e, se c’è giustizia a questo mondo, gli esami saranno una conferma.
Per ora ci godiamo questa soddisfazione.

Una speranza per la Terra

Il lavoro è ancora anonimo, come richiesto dalle regole del concorso Fausto Sartori, ma rimedieremo presto.

Un grosso grazie a porte aperte sul web e ad Alberto Ardizzone al cui lavoro ci siamo ispirati.

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s-concerto di primavera

Venerdì 23 maggio, alle ore 21 -ma anche prima- comincia il concerto di primavera.
Mi ritrovo a fare i vocalizzi con il coro del Liceo che sono le nove meno un quarto.
Esco dall’aula professori e il Pigni, la Di Somma e Elisa Pini mi dicono che devo presentare… mi cambio e comincia la serata.
Aprono la serata l’ensemble della Civica di Rozzano, seguono due solisti della Civica con pianoforte e arpa.
Poi finalmente appare Simone, il presentatore che stavo sostituendo. La serata procede bene, suonano ben nove ragazzi quasi tutti brani di musica classica fatta eccezione per me e per Luca Cirio che abbiamo sempre portato un brano di musica leggera in versione acustica.
Poi tocca al Coro del Liceo insieme al Coro W.Byrd diretto dall’impeccabile Francesco Girardi: un successone.

fotografia del coro

Un solo dubbio e qui il mio sconcerto: ma dove sono finite le nuove leve? Cioè… io ho contato che su nove ragazzi che suonano/cantano/ecc… sette ragazzi sono usciti dal liceo l’anno scorso. E quelli nuovi?

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Desenzano:l’esperienza conclusiva di tre anni di teatro

Giovedì 22 maggio il gruppo avanzato del laboratorio teatrale (costituito da: Elisabetta, Andrea, Lucie, Federica, Simone, Isabel, Giulia, Serena, Elisa, Greta e la sottoscritta) si è ritrovato con la prof.ssa Glorioso in stazione centrale. Ore 11.05 (circa) si parte alla volta di Desenzano sul Garda, provincia di Brescia, per la seconda replica dello spettacolo Cinque anni di desiderio.

Giunti a destinazione ci incamminiamo, valigie alla mano, alla ricerca dell’ Hotel Villa Maria. Durante la camminata, durata un po’ più del previsto, abbiamo l’occasione di ammirare la bella e ricca provincia che si affaccia sul lago. Intanto cerchiamo di non illuderci riguardo all’hotel che ci ospiterà; siamo pur sempre studenti e si sa, su vitto e alloggio si cerca sempre di risparmiare!

Ma alla fine della sfacchinata ecco apparire davanti ai nostri occhi i musicisti Capra, Cirio e Masi (arrivati in macchina), i quali ci accolgono in un hotel a quattro stelle! Entriamo in reception per dividerci nelle stanze e ritirare le chiavi e i nostri sogni da vacanza stile depliant iniziano a prender corpo…ma il bello deve ancora arrivare…Per raggiungere le camere non dobbiamo, come accade di solito, prendere un ascensore o trascinare le valigie su per le scale..si ritorna fuori..si adocchia la piscina(buon segno!) e ci si immerge in un fantastico giardino tra rose, aceri, ulivi e fontanelle.

Non realizziamo ancora la situazione fino al momento in cui, seguendo dei vialetti, ci ritroviamo di fronte a villette che hanno tutto meno che l’aspetto di una camera d’albergo!Sala, cucina, bagno,camera da letto e cameretta….è una casa!Immaginate i commenti:nooooooo non ci credo…!!..e io che pensavo di perdere oc…ma tu dove sei?nella villa di fronte! ..è fantastico…

Ore 15.30 lasciamo la nostra dimora per recarci al castello, luogo in cui avremmo dovuto recitare. Dico avremmo perché il palco era stato allestito all’aperto, nel piazzale interno del castello. Molto suggestivo, ma le nuvole nere sopra di noi ci hanno costretto ad optare per un normalissimo teatro.

Seguono un’italiana, prove luci, training, riscaldamento voce e poi dritti in scena! Il pubblico non è numeroso ma questo non ci impedisce di dare del nostro meglio e il risultato è un successo!

Questo spettacolo a Desenzano non è stato semplicemente una replica, ma la conclusione di un lungo lavoro che, per me, è durato tre anni. Ho infatti iniziato a frequentare il laboratorio teatrale in terza e questa esperienza si è rivelata, oltre che una semplice attività extra-scolastica, un vero e proprio percorso formativo.

Un percorso che si è sviluppato contemporaneamente su due livelli: uno più esterno (per quanto riguarda le relazioni) e uno più interno (per quanto riguarda la crescita personale). Ci siamo infatti ritrovati a lavorare in gruppo mettendo alla prova le nostre capacità di collaborazione, d’ascolto, ci siamo confrontati, aiutati, divertiti, in un ambiente in cui ogni personalità era libera di esprimersi. Abbiamo avuto l’occasione di fermarci a pensare cosa per noi fosse importante,cosa avremmo voluto raccontare, abbiamo avuto l’occasione di interrogarci su personaggi, fatti e situazioni diversi e abbiamo avuto l’occasione di immedesimarci in essi, andando a cogliere sfumature che magari dall’esterno non avremmo colto.

Questo percorso è stata una crescita continua e che non si è conclusa con il debutto. Una dimostrazione sono proprio le repliche: se quella dell’11 maggio al Fellini è stata decisamente meglio della prima a scuola, quella di Desenzano è stata un ulteriore miglioramento.

Finalmente più padroni delle sequenze, abbiamo trovato un buon ritmo (fondamentale per uno spettacolo della durata di un’ora e venti!), siamo entrati nella storia, ci siamo divertiti a raccontarla, siamo così riusciti a sottolineare meglio le diverse sfumature che caratterizzano lo spettacolo.

E la cosa secondo me più bella e che non ti stancheresti mai di farlo.. ogni volta è qualcosa di diverso, ogni volta è un’ emozione.

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito!

Fra’.

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Summer School 2008

Associazione PerformingArts

Con il sostegno della Regione Lombardia

e in collaborazione con L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

presenta

Summer School PerformingArts II edizione

Fondazione Minoprio, Vertemate con Minoprio (CO)

12-19 luglio 2008

Una full immersion di una settimana con l’obiettivo di sviluppare nei ragazzi conoscenze e competenze nelle discipline espressive (musica, poesia, scrittura, arti sceniche, pittura e disegno).

La scuola è aperta a chiunque abbia voglia di mettere "le mani in pasta", infatti si lavorerà, cercando di tornare a livello pratico sui principi elementari delle arti: suono, parola, segno, movimento, scena.

Si lavorerà con artisti e professionisti dei vari settori, tra cui Michele Abbondanza, Angelo Branduardi, Rossana Casale, Marcello Chiarenza.

È possibile scaricare il materiale informativo e vedere il video della I edizione della Summer School PerformingArts all’indirizzo www.performingarts.it

La partecipazione è gratuita.

Per informazioni:

333 2380224

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La Cina fa schifo!

Il mio titolo è volutamente provocatorio, e ci tengo a dire che in questo momento potrei insultare il governo cinese per ore senza prendere fiato.
Il motivo? E’ presto detto, è sotto gli occhi di tutti!
Lhasa, Tibet: esplode la protesta contro il governo cinese per l’occupazione del suolo tibetano che si protrae ormai da immemore tempo.
Il governo di Pechino, memore di quanto dimostrato al mondo ai tempi di Piazza Tienanmen ai tempi dell’aprile – giugno 1989 (per chi non ricordasse http://it.youtube.com/watch?v=7YODKW6-ECQ) decide di mandare l’esercito a “riportare l’ordine”!
Ovviamente i giornalisti, specialmente stranieri, vengono espulsi da Lhasa; le poche voci che narrano della carneficina in corso appartengono a studenti, in particolare stranieri.
“Qui i poliziotti sono nascosti nelle auto e sono in borghese, e sparano sulla folla di nascosto” narra una studentessa italo-indiana.
Uomini e donne che lottano per quei princìpi di libertà e identità che ha caratterizzato l’essere umano dai tempi della sua nascita; una sola voce si staglia dalla folla inferocita contro l’oppressione cinese: libertà
Il governo cinese stima solo 10 morti, quello tibetano è passato da 100 a quasi 800 in quattro giorni!
A chi dobbiamo credere?
……………………………………………………………………………………………………………..
E così, mentre il sangue tappa la gola ai dissidenti, i tibetani in tutto il mondo protestano: non è stata risparmiata una sola città, da Milano a Roma a Parigi a Londra a New York, passando per tutte quelle che ora non ricordo…
E indovinate un po’ come prendono queste notizie i nostri politici? La Merkel sostiene che effettivamente “è una situazione spiacevole, e spero che tutto si possa concludere al più presto”. Cara crucca Merkel, perché non regalare altri fucili e mitra ai cinesi? così finiscono prima,no!?
Berlusconi parla di “Tibet piaga mondiale: Pechino deve incontrare il Dalai Lama”.
Di Pietro parla di “una situazione vergognosa”, e come lui tanti altri che ora non ricordo.
Ma NESSUNO che prenda una vera e propria decisione! Nessuno!!!
Il messaggio che passa è chiaro! Io Cina sono legittimata a fare quello che c***o mi pare!

Posso esprimere una mia opinione adesso? IO SONO DISGUSTATO! e spero proprio di non essere l’unico a pensarla così. Io voglio dire basta all’indifferenza, voglio dire basta ai massacri giustificati! Voglio dire basta all’ingiustizia che ci passa sotto il naso e di cui non avvertiamo nemmeno la puzza!
Purtroppo o per fortuna però mi rendo conto di essere solo una voce (mi auguro non troppo isolata) che osa urlare a pieni polmoni una sola, semplice parola: BOICOTTAGGIO.
Occorre boicottare la Cina, in tutto e per tutto, evitando di comprare – ad esempio – qualsiasi prodotto proveniente dalla Cina, dal braccialetto alla macchina fotografica!
Mi rendo conto che è una cosa molto difficile da realizzare, ma non è impossibile, e credo che se anche lo fosse, non sarebbe comunque un motivo per smettere di lottare!
Voglio usare le stesse parole che usò Salvador Allende prima di togliersi la vita per non cadere nelle mani di quel maledetto di Pinochet:
La storia è nostra e la fanno i popoli…

P.S. Lascio un link di Youtube perché si veda la protesta tibetana e l’assoluta mancanza di violenza da parte dei dissidenti.

http://it.youtube.com/watch?v=SBhhOPXMCFk&feature=related

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Assemblea del Dott. Targetti

Il mio intervento è sicuramente poco tempestivo, in quanto riguardante l’assemblea del Dott. Targetti di Venerdì 22 Febbraio, ma alcuni problemini con la mia connessione Internet mi hanno obbligata a posticipare la pubblicazione di questo post.
Innanzitutto, un breve resoconto degli argomenti trattati.
Le prime questioni toccate dal Dott. Targetti sono state la Costituzione Italiana, un’attempata “signora” ormai giunta al suo sessantesimo anno di vita, e la definizione del cosiddetto “Stato di Diritto” con i suoi tre principi di Legalità, Indipendenza dei Poteri e Ricorribilità. A seguire, il Dott. ha attuato una distinzione tra i tre tipi di Giustizia (Civile, Penale e Amministrativa) e ha poi chiarito il funzionamento dell’apparato giudiziario italiano, spesso “oscuro” a noi ragazzi, spiegando il significato e i relativi compiti di TAR, Corte d’Appello, Corte d’Assise…

Oltre all’utilità di questa assemblea per le informazioni e i chiarimenti ricevuti (le mie idee sulla Giustizia italiana erano finora parecchio confuse :D ), ho apprezzato anche alcuni spunti di riflessione suggeriti dal Dott. Targetti.
La Costituzione italiana è ormai una presenza silenziosa nelle nostre vite, ma se non ci fosse, con ognuno dei suoi articoli, come cambierebbe ogni aspetto della nostra quotidianità, dai rapporti civili fino alla Politica e la Magistratura?
In particolare il Dottore, riguardo l’ambito della magistratura, ha citato l’Art. 101: “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”. Può sembrare un principio ovvio, ma se ciò nn fosse sancito rigorosamente da un Articolo, le sentenze dei giudici potrebbere essere soggette alle ingerenze del Capo del Governo o di altre figure a lui superiori.

Si è parlato inoltre del problema della lentezza delle procedure giudiziare, analizzando le cause di tale problema.
Talvolta si tende ad incolpare con molta leggerezza i giudici per la loro inefficienza, ma non si pensa ad un altro importante fattore. Nel momento in cui noi cittadini godiamo di un numero sempre maggiore di diritti, è normale che aumenti anche il numero di processi contro chi vìola i nostri diritti (si tenga presente che noi italiani abbiamo anche la fama di essere un popolo molto litigioso :D )
L’apparato giudiziario è come un’ automobile: procede tanto più veloce quanto diminuisce il numero di passeggeri (= il numero di processi), mentre arranca se i “passeggeri” sono numerosi.
Ringrazio dunque, seppur in ritardo, il Dott. Targetti per il suo intervento, sperando che questa esperienza si ripeta per le classi dei prossimi anni.

Greta

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Conferenza/spettacolo “Medieval British Ballads in a European context”

Oggi le terze del liceo e alcune seconde hanno partecipato alla conferenza del prof. Giordano Dall’Armellina tenutasi nell’auditorium. Questa conferenza secondo me è stata bellissima: interessante, divertente, educativa… Il prof. è stato bravissimo, sapeva benissimo molte lingue e molti dialetti italiani ed è riuscito a tenere viva la nostra attenzione e la nostra partecipazione. La mia classe, la 3A, era forse la più interessata: abbiamo cantato insieme al prof. quando la maggior parte degli altri studenti non partecipava al punto che lo stesso professore si è congratulato con noi. E’ stato un incontro molto interessante e siamo riusciti a seguire tutto, pur essendo la spiegazione interamente in inglese, grazie alla preparazione che avevamo fatto in previsione di questa conferenza. Ci siamo soprattutto divertiti…tanto da tornare tutti in classe canticchiando qualche ballata! Dovremmo chiedergli di portarci con lui in tournée! Chi fosse interessato a visitare il sito del prof. Dall’Armellina è www.dallarmellinagiordano.it
Morettina*

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ASSEMBLEA DI VENERDI’

Alessandro ZangaraNon scrivo per riportare le tematiche toccate, quello lo farò successivamente, ma volevo solo dire che sono soddisfatto del comportamento tenuto da noi studenti a metà.
Infatti diciamo che c’è stata una discreta attenzione, anche se come al solito dal fondo dell’auditorium si sentiva un po’ di chiacchericcio.
Ovviamente da sopra il palco, e lo dico per esperienza diretta, si capisce meglio il livello di attenzione generale, e quindi quella espressa prima è l’opinione che mi sono fatto stando seduto tra gli altri studenti.
Trovo però veramente di cattivo gusto il fatto che, al suono della campanella, la grande maggioranza delle persone abbiano iniziato ad applaudire e ad iniziare ad uscire dall’auditorium mentre il Dott. Targetti stava ancora parlando, dimostrando così poco rispetto e molta maleducazione.
Nonostante ciò, un gruppetto abbastanza corposo ha dimostrato il proprio interesse saltandosi il sacro intervallo e anche parte dell’ora successiva per conversare col Magistrato, fare domande e scambiare opinioni.
Sperando che l’assemblea sia stata utile e interessante vi saluto
bella,
Zac.

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Muore lentamente…

Buonasera a tutti…
Scrivo su questo blog perché voglio condividere questo bellissimo video estrapolato dalla trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio. Il video in questione altro non è che una rivisitazione fatta da Luciana Littizzetto sulla celebre nonché bellissima poesia di Pablo Neruda “lentamente muore”.
La domanda sorge (più o meno) spontanea: perché quel metro e quaranta di donna storpia di punto una poesia come questa?
E’ presto detto! Tutto è nato da un discorso pronunciato in Parlamento da quel bravo e onest’uomo che è Clementino Mascella (manteniamo l’anonimato), in cui l’ex guardasigilli conclude leggendo la poesia di Neruda.
Che dire? Questo video dimostra che la differenza tra un comico e un politico è veramente minima…
http://it.youtube.com/watch?v=PbwrM6vOXfM

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Per non dimenticare

Eccoci arrivati ad Auschwitz: ad accoglierci una nebbia fitta e densa, presagio di un’esperienza che ci avrebbe segnato la vita.

Ingresso nel campo Auschwitz 1 - Cancello con la scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi)

Binari grigi, filo spinato ovunque e tutto intorno a noi baracche, testimoni di un genocidio inspiegabile e senza senso. La terra, dimora di molte vittime, sembra fremere e urlare di dolore sotto i nostri piedi mentre nei nostri cuori solo rabbia.

il reticolato - alta tensione
Binario a Birkenau

Non potremo mai scordare quelle foto appese nel museo: sguardi attoniti e impauriti ci scrutano dalle piccole cornici, fredde che chiedono di essere ricordate.
Guardando attorno le descrizioni di Primo Levi sembrano prendere vita.
E’ difficile non immaginare uomini, donne e bambini, ormai diventati numeri, girare per il campo immenso in balia del gelo che immobilizza gli arti, incapaci di far scendere sul loro viso anche solo una lacrima.
I camini dei forni crematori sembrano ancora fumare insaziabili.

Forni crematori ad Auscwitz 1

Molti sono gli stagni dove, a distanza di mezzo secolo, galleggiano frammenti di ossa umane. Nelle teche ci sono oggetti di tutti i generi muti e immobili ma allo stesso tempo intrinsechi di una straordinaria carica emotiva. Capelli, tutine di bambini ormai consunte, occhiali deformi e scarpe logore giacciono inermi davanti ai nostri occhi increduli.

Bambola rotta in una teca del museo di Auschwitz

Ci ritroviamo in un corridoio freddo, umido, contaminato dalla muffa invadente e davanti a noi si ergono delle celle, alcune anche di infime dimensioni, dimentiche della luce del sole dove molti prigionieri (tra cui anche il celebre Padre Kolbe) hanno trovato la morte abbandonati a se stessi.
Custoditi qua e là vi sono anche autentici documenti tedeschi compilati minuziosamente e machiavellicamente, partecipi e collaboratori di un piano spietato.

Barattoli vuoti del gas Zyklon B

Imponenti si ergono alcuni Blocks dove dottori malati compivano crudeli esperimenti su corpi innocenti. A testimoniare ciò la foto di un bambino di appena due anni: occhi persi, spauriti e un corpo che di umano ha ben poco.

Piccola vittima degli esperimenti del dottor Josef  Mengele, il “dottor morte” di Auschwitz

Infine più di 600 persone hanno acceso una candela in onore di quelle vittime che per giorni, mesi o addirittura anni sono state costrette a vivere un incubo da cui era impossibile evadere; che ogni mattina lottavano per far sì che la loro speranza di essere liberi non potesse rimanere un flebile sogno.
Ogni nostra singola fiammella sia quindi testimonianza giorno per giorno di questo triste capitolo della storia che coinvolse l’intera umanità.

Carla Diani e Stefano Lenzi

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