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Articoli in Essere Studenti

prove INVALSI

Riporto quanto ho trovato “girovagando”.

SCUOLA/ 1. Le prove Invalsi? Non è un test di 4 ore a rovinare il lavoro di ogni giorno
Elena Ugolini (INVALSI)
mercoledì 11 maggio 2011

Nel corso di questa settimana circa 2.250.000 studenti sono impegnati a svolgere le prove di italiano e matematica Invalsi. Sono gli alunni che frequentano la II e V primaria, la I secondaria di primo grado e la II superiore. Penso sia giusto usare il termine “prove” per indicare ciò che è contenuto nei fascicoli su cui sono chiamati a lavorare i nostri figli: si tratta di esercizi, problemi, domande sul testo costruite a partire da quadri di riferimento concettuali ben precisi. Non sostituiscono quelle che i docenti costruiscono ogni giorno per verificare ciò che i propri studenti hanno imparato, la loro capacità di argomentare, giudicare, esprimersi, trovare strade nuove per risolvere problemi. Le prove Invalsi non potranno mai prendere il posto di questo lavoro quotidiano che gli insegnanti svolgono e che gli studenti sono chiamati a fare. Hanno una funzione limitata, ben precisa, non esaustiva. Perché allora farle? Sono prove che hanno lo scopo di offrire alcuni elementi confrontabili su tutto il territorio nazionale per più di 550.000 studenti per ciascuno dei livelli coinvolti. Sarebbe possibile avere elementi comparabili sulla padronanza della nostra lingua facendo svolgere la “stessa” interrogazione orale a “tutti” i ragazzi, “contemporaneamente”? Possiamo ammettere, almeno come ipotesi di lavoro, che avere questi dati relativamente a tutto il territorio nazionale possa avere una qualche utilità?Un ragazzo di seconda superiore che con il proprio docente di italiano ha avuto la fortuna di leggere e studiare Shakespeare – lo dicevamo ieri in una trasmissione radiofonica con Paola Mastrocola – non avrà sicuramente avuto alcun problema a svolgere la prova Invalsi. Non sono necessari addestramenti particolari. Occorre “semplicemente” abituare i ragazzi al rigore, all’attenzione ad ogni singola parola, a non trarre conclusioni senza chiedersi il perché. È quello che chiede di fare ogni giorno chi insegna, chi aiuta a capire, a conoscere in profondità, a non rimanere in superficie. Niente a che vedere con quei libretti pieni di esercizi banali e ripetitivi usciti in concomitanza delle prove Invalsi, redatti, magari, dagli stessi autori di sussidiari e libri di testo usati regolarmente dentro le scuole.È opportuno dare il giusto valore a queste prove, che non sono né la risoluzione né la causa di tutti i problemi. Per farle svolgere gli insegnanti hanno dovuto rinunciare a circa 4 ore di scuola sulle 1000 previste nell’arco di un intero anno scolastico.

Quattro ore a fronte di 18 mesi di lavoro svolto da docenti ed esperti per mettere a punto i fascicoli, del tempo che i ricercatori dell’Invalsi impiegheranno per scrivere un rapporto dettagliato sui risultati di un campione rappresentativo di scuole controllato da osservatori esterni. I dati restituiti invece alle singole scuole che non hanno avuto la supervisione esterna, nel caso in cui non sia stata fatta bene la somministrazione, saranno carta straccia, a danno esclusivo di chi male le ha svolte. La buona notizia di ieri è che solo in 3 scuole delle 2.300 individuate per il campione della seconda superiore, ci sono state difficoltà. Lo scorso anno tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado avevano partecipato di buon grado alla rilevazione, senza caricarla di significati che non ha e che non potrà mai avere. È fin troppo evidente che misurare i risultati dei nostri studenti solo con test esterni standardizzati sarebbe un crimine, perché significherebbe depauperare una tradizione culturale, educativa e didattica che non ha niente a che fare con l’addestramento: non bisogna confondere il significato di questa operazione con i suoi sottoprodotti.
Ma tra questo estremo e la rinuncia a qualunque forma di comparazione esterna dei livelli di apprendimento degli studenti c’è la strada del sano realismo. Prima delle rilevazioni Invalsi un quadro contraddittorio della scuola italiana veniva offerto da una parte dagli esiti delle grandi indagini internazionali, che denunciavano l’esistenza di un profondo divario tra nord e sud e di una iniqua varianza di risultati tra scuole; e dall’altra dai risultati di un esame di Stato alla fine del secondo ciclo in cui il Paese compariva come un grande insieme indistinto, senza alcuna significativa differenza tra scuole. In realtà, chi sa che cosa c’è “dietro” un 80, un 90, un 100 come esito finale? Se la tradizione dell’esame di maturità, con la presenza del colloquio orale alla presenza di una commissione esterna, è a mio parere insostituibile; se non può esservi dubbio sull’esistenza di Indicazioni nazionali che mettono in evidenza il valore in sé della conoscenza come risposta ad una domanda di senso, tuttavia poter disporre di dati esterni comparabili sugli apprendimenti è di cruciale importanza. A meno di accettare la situazione attuale, in cui le università preferiscono proporre loro stesse prove selettive in ingresso, non potendo dare alcun valore al punteggio conseguito nell’esame di Stato. Pensiamoci.

… e noi del Calvino cosa ne pensiamo?

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Innovation & Creativity Challenge

Il 6 e 7 aprile presso la sede di ABB Italia a Sesto San Giovanni si è tenuta la terza edizione dell’Innovation & Creativity Challenge, tale evento è stato organizzato dalla Junior Achievement Italia.

In queste due giornate 90 giovani provenienti da 12 Istituti Superiori di Lombardia ed Emilia Romagna hanno lavorato per poter soddisfare le richieste del business challenge ovvero quello di integrare e sviluppare nuovi strumenti e piattaforme basate sulla tecnologia web 2.0 per promuovere una comunicazione multi-direzionale con due target specifici: i giovani neo laureati e diplomati e gli installatori di sistemi domotici.

Sul gradino più alto il progetto ABB 2.0 Future and Assistance, una piattaforma web 2.0 dedicata ai giovani e ai partner aziendali; un unico canale di business ma con sezioni specifiche per accedere all’azienda e alle selezioni di personale in modo non convenzionale, e per dare e ottenere informazioni e assistenza sui prodotti.

Premiati anche Imagine your future house, una casa domotica in progress da sperimentare e vivere in ambiente virtuale, commentando e progettando possibili nuove evoluzioni, e ABB Future, un sito dedicato ai giovani e ai professionisti di domotica per lo scambio di idee, concorsi e la promozione delle proprie attività.

I tre vincitori del Calvino (Matteo Cuttini 3aD I.T.C. Lorenza Pantusa 3aA I.T.C. e Rejdon Kopo 4aB I.T.C.), dopo un colloquio in lingua inglese saranno chiamati a rappresentare l’Italia all’European Innovation & Creativity Challenge che si terrà a Bruxelles dal 18 al 20 maggio.

Grossa è stata la soddisfazione dei 3 studenti e delle 2 docenti Paola Ventura ed Elvira Bonuso che hanno dato il loro impegno per poter far partecipare i ben 40 ragazzi della nostra scuola al contest.

Ora vorrei porgere i miei complimenti anche ai gruppi non vincitori per il loro impegno… COMPLIMENTI RAGAZZI!!!!

Matteo Cuttini

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Learning week. Le foto della presentazione

Selezionare le foto è sempre difficile… e trapela una certa soddisfazione in alcune foto che è difficile censurare per una semplice ragione di qualità estetica dell’immagine.

Così avrei scelto la soluzione ALBUM ONLINE.

Qui poche immagini di testimonianza dei vari gruppi di studenti con sullo sfondo la proiezione della loro presentazione aziendale.

Calvino-Rozzano-Learning-Week

il gruppo di partecipanti al completo, docenti ed eperti ALA ONLUS inclusi.

Azienda 4Ever, Wedding Planners. L. Ruberto, S. Serangeli, D. Savarino, L. Spelta

Azienda Dal Mattarello. Cchiu pasta pe’ tutti! S. Maiorana, M. Cuttini, D. Condemi, L. Cinqunta

Azienda Even Ti Amo. Wedding Planners. E. Casanova, G. Chiarello, F. D’Agnese, R. Digori, M. Ottoboni

Azienda Game Over. Videogames. S. Brignoli, L. Maiorano, R. Mari, L. Martino

Azienda SinEasy. Abbigliamento per i giovani. I. Fioricelli, S. Battaglia, K. Volokh, V. Sinisi, E. Barko

Azienda Break Point. Distributori automatici. T. Botti, A. R. De Crescenzo, A. Areniello, L. Catasta

 

 

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Learning week. Tiriamo le somme

qui mi trovo in veste di prof. simpatizzante.
Intendo dire: non ho meriti ma solo ammirazion-i per il bel lavoro portato avanti nelle terze classi dell’ITC.

Come sempre si dimostra, lavorare per progetto è entusiasmante.

Per i professori, che vedono fiorire interventi inattesi, atteggiamenti nuovi, entusiasmi a volte lungamente attesi.

Per gli studenti, che vedono ribaltato il palcoscenico. Sono loro in prima linea a determinare il successo di quello che si studia e si progetta insieme.

Tutto questo sarà possibile vederlo domani alle 11.15 in auditorium.
Non tutto, certo. Sarebbe stato necessario far parte dei vari gruppi di lavoro per capire come si sviluppano queste dinamiche educative.
Per due settimane, tutti i giorni dopo scuola, un gruppo di studenti delle varie classi si sono visti catapultare in un mondo adulto fatto di orari prolungati, sforzi comuni, confronti paritari sulla validità delle idee e sul come portarle avanti con responsabilità. L’affiancamento di alcuni docenti con esperti esterni della scuola – in questo caso della ONLUS ALA del Sud di Milano – è servita a far capire che i ragionamenti a scuola sono validi e sono proprio quelli che servono usciti da questo ‘dorato’ periodo di formazione.

Mi spiace tantissimo non poter essere tra i genitori e i docenti che domani assisteranno alla presentazione delle future aziende che i nostri ragazzi hanno ideato.
Faccio a tutti gli auguri. Nessuna bella idea ha successo senza una valida presentazione, ovviamente!

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Ringraziamenti

Salve a tutti sono ex studente ormai, e come molti appena ex studenti voglio scrivere qualcosa nel blog.

Mentre scrivo queste righe mi viene in mente un vecchio post “sassolini”, il mio vuol’ essere esattamente l’ opposto.

Io volevo ringraziare tutti, i miei compagni, il corpo insegnati, il preside, i collaboratori scolastici, insomma voglio ringraziare tutti quelli che hanno reso questi 5/6 anni della mia vita unici e istruttivi.

Quindi ecco iniziamo:

Ai miei compagni, grazie siete stati fantastici in questi anni, con voi ho vissuto tante cose belle e brutte, ho avuto da ridire con qualcuno, ma ho avuto moltissimo da sorridere con tutti voi siete stati il cuore pulsante della classe, grazie a voi e a le nostre cagate abbiamo saputo rendere simpatica la lezione più noiosa, grazie davvero.

Volevo ringraziare particolarmente i membri del “direttorio” che tra conquiste di banchi e assegnazione di premi ha saputo rendere divertenti le giornate tra quelle quattro mura.

Al corpo insegnati, non so se i miei insegnanti saranno d’accordo con quello che sto per dire ora però spero di si perche queste quattro parole se le meritano tantissimo. Leggi il resto »

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è proprio per tutti la PROVA DI ITALIANO?

Sotto l’intestazione del Ministero, il titolo recita:
P000 – ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE
SECONDARIA SUPERIORE ed il sottotitolo prosegue:
PROVA DI ITALIANO
(per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)

Ora, mi dico: sarebbe anche una bellissima traccia quella della tipologia A. Chi non non conosce Primo Levi? Ma sento dire: “ma noi non l’abbiamo fatto, prof!”
E… “ci sta!” per dirla come si usa tra quelli (i miei amati studenti, ndr) che hanno la fortuna di avere molti meno anni di me.
E nello stesso tempo mi chiedo: ma anche se l’avessero letto e studiato, quale curriculum studiorum è davvero in grado in questo momento storico di giustificare una traccia di esame di maturità in cui si chiede di affrontare un incipit siffatto:

“Poiché dispongo di input ibridi, ho accettato volentieri e con curiosità la proposta di comporre anch’io un’«antologia personale», non nel senso borgesiano di autoantologia, ma in quello di una raccolta, retrospettiva e in buona fede, che metta in luce le eventuali tracce di quanto è stato letto su quanto è stato scritto. L’ho accettata come un esperimento incruento, come ci si sottopone a una batteria di test; perché placet experiri e per vedere l’effetto che fa.”

Quanti giovani diciotto/diciannovenni/ventenni hanno un’idea, almeno pallida, di cosa significhi “nel senso borgesiano di autoantologia”, “ci si sottopone a una batteria di test” o “placet experiri“?

E del resto, quanti rappresentanti politici eletti sono in grado di cimentarsi in simil tenzone?
Non è che per “borgesiano” capiscono “borghese” e ci infilano un H di troppo?
Ed infine, amaramente… chi se ne accorgerebbe?

Mi scuso in anticipo con quanti smentiranno questo mio commento.

A. Mealli
geodocente in via di sparizione. Tra quelli che resistono strenuamente e per sempre rimpiangeranno questa orrenda deriva.
Perché se la geografia è inutile… il latino è sparito dal comune patrimonio culturale da tempo e la lettura “era vizio innocente e tradizionale, un’abitudine gratificante, una ginnastica mentale, un modo obbligatorio e compulsivo di riempire i vuoti di tempo, e una sorta di fata morgana nella direzione della sapienza”.

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MATh.en.JEANS

La grande avventura di “MATh.en.JEANS” si è conclusa.

“MATh.en.JEANS” è l’acronimo di “Méthode d’Apprentissage des Théories mathématiques en Jumelant des Établissements pour une Approche Nouvelle du Savoir” che in italiano si può tradurre come “Metodo di apprendimento delle Teorie matematiche attraverso il gemellaggio degli istituti scolastici per un approccio nuovo al sapere”.

Gli studenti dell’I.I.S. “Italo Calvino” sono stati coinvolti nei seguenti tre temi di ricerca :

  • ’Poligoni di Reuleaux’ (classi 3A-3C-4C liceo Rozzano e 3E-4E liceo Noverasco), seguiti nel percorso da Andrea Montoli, dottorando presso il Dipartimento di Matematica “F. Enriques”
  • ‘Poliedri uniformi e no’ (classi 3E-4E liceo Noverasco, 1B-2A-3D liceo e 2C I.T.C. Rozzano ), seguiti nel percorso da Alessandro Cattaneo, ricercatore junior presso il Centro “matematita”
  • ‘Circonferenze e sfere’ (classi 4A-4D-5D liceo Rozzano), seguiti nel percorso da Alice Garbagnati, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Matematica “F. Enriques”.

Lavorando come è stato proposto dai ricercatori, per lanciarsi nello studio di un problema, non è stato necessario possedere “prima” tutti gli strumenti per risolvere la questione.

Certezze e risposte hanno ceduto il posto al dubbio e alla discussione.

Lungi dall’essere riservato ad una élite, il progetto è stato rivolto a tutti.

Attraverso la rappresentazione, la formulazione, il dibattito e la critica l’attività ha aiutato ad acquisire conoscenze e a valorizzare le capacità creative.

I laboratori di “MATh.en.JEANS” hanno creato per gli allievi, compresi quelli meno motivati o quelli che sono scolasticamente più deboli, un luogo di scoperta, di creatività e d’investimento possibile e un ambiente che ha incoraggiato e valorizzato le loro iniziative.

E, non ultimo, questo progetto ha consentito di acquisire “un metodo” di avvio alla ricerca …

Fare della ricerca matematica è un modo per scoprire la matematica in modo diverso, dall’interno.

Sabato 24 aprile presso il Dipartimento di Matematica dell’università di Milano si è svolto il convegno conclusivo nel corso del quale è avvenuta la presentazione “ufficiale” dei risultati a cui sono pervenuti i ragazzi.

Gli studenti che hanno partecipato a MATh.en.JEANS con il tema di ricerca dal titolo ‘Poligoni di Reuleaux’ sono stati invitati a presentarlo a Mirabilandia in occasione delle gare di matematica organizzate da Kangourou i giorni 9-10-11 maggio 2010.

i giovani matematici del Calvino a Mirabilandia

mathenjeans la galleria fotografica
breve descrizione fotografia
1 mattina presto in metrò 1 mattina presto in metrò
2 comincia la nostra giornata… comincia la nostra giornata
3 allestimento banchetto allestimento banchetto
4 Le nostre creazioni 4 Le nostre creazioni
5 le nostre creazioni 5 le nostre creazioni
6 il nostro cartellone 6 il nostro cartellone
7 Colleoni e Refrigeri 7 Colleoni e Refrigeri
8 Le nostre ragazze 8 Le nostre ragazze
9 La Gualazzini testa la nostra preparazione 9 La Gualazzini testa la nostra preparazione
10 La Gualazzini è felice 10 La Gualazzini felice
11 Siamo pronti 11 Siamo pronti
12 La seconda A 12 La seconda A
13 Serena Salvi si prepara al gran momento 13 Serena Salvi si prepara al gran momento
14 Serena 14 serena
15 Il gruppo si riunisce prima della presentazione 15 Il gruppo si riunisce prima della presentazione
16 Il pubblico arriva 16 Il pubblico arriva
17 Iniziamo la nostra esposizione 17 Iniziamo la nostra esposizione
18 esposizione parte 1 18 esposizione parte 1
19 esposizione parte 2 19 esposizione parte 2
20 esposizione parte 3 20 esposizione parte 3
21 esposizione parte 4 21 esposizione parte 4
22 esposizione parte 5 22 esposizione parte 5
23 esposizione parte 6 23 esposizione parte 6
24 esposizione parte 7 24 esposizione parte 7
25 esposizione parte 8
26 esposizione parte 9 26 esposizione parte 9
27 esposizione parte 10 27 esposizione parte 10
28 esposizione parte 11 28 esposizione parte 11
29 esposizione parte 12 29 esposizione parte 12
30 I nostri compagni della sezione di Istituto Agrario 30 I nostri compagni della sezione di Istituto Agrario
31 I nostri avversari del San Carlo 31 I nostri avversari del San Carlo
32 Francesca espone 32 Francesca espone

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20/4/2010 Triangolare di Calcio

Il giorno 20 aprile 2010 sono stati disputati i triangolari di Istituto di calcio.

Un goal di Alampi allo scadere assegna il triangolare di calcio all’ITC.
Molto corrette le squadre in campo, grazie anche all’ottima conduzione dell’arbitro Daniel Cadirola (terza A Liceo). Equilibrate le partite.
Si segnala la prova dignitosa della rappresentativa di Noverasco: ha dovuto affrontare l’impegno senza le quarte e le quinte (in uscita didattica).
Un po’ di rammarico tra i liceali, relegati al secondo posto nonostante la rete inviolata.

Partita Risultato Marcatori
Liceo Rozzano – Noverasco 1-0 Astone
Liceo Rozzano – ITC 0-0 -
ITC – Noverasco 2-0 Li Fauci – Alampi

Classifica finale

Posizione Squadra Punti reti fatte reti subite
1 ITC 4 2 0
2 Liceo Rozzano 4 1 0
3 Noverasco 0 0 3

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Wien, Ich liebe Dich

24 marzo 2010. Dodici ore in pullman: canti e simpatia.

acquerello di Marco Pigni - il pullman che ci ha portato a Vienna

Hotel al di là delle aspettative, ma nostalgia della cucina di mamma.

acquerello di Marco Pigni - Hotel Hillinger

Quanta vita attorno al duomo (e anche dentro).

acquerello di Marco Pigni - Duomo di Vienna

Romantico il giro in carrozza, but too expensive

acquerello di Marco Pigni - Tipica carrozza viennese

Sacher e caffé: ti senti davvero viennese.

acquerello di Marco Pigni - caffé viennese

Ma i viennesi mangiano gelato italiano.

acquerello di Marco Pigni - Rotenturmstrasse, gelateria italiana

Wurstel e kebab: incontro di culture.

acquerello di Marco Pigni - il chiosco punto di riferimento per ritrovare il pullman

E i tram coi colori austriaci…

acquerello di Marco Pigni - il tram vicino alla fermata del pullman

Wien, Ich liebe dich

La quinta B

Acquerelli di Marco Pigni

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Vita da studente

(Testo svolto in terza C per la consegna: “Descrivi, usando un registro brillante ed ironico, una giornata da studente”)

Il cavaliere Lazybones si alza dal letto e apre la finestra della camera del castello: alcune goccioline di nebbia gelata si posano sulla sua faccia, a ricordargli che anche oggi è giorno di guerra. Con la velocità di un ghepardo azzoppato, si reca in bagno e con un po’ di acqua fresca inizia a svegliarsi. Sa che anche oggi è un duro giorno e quindi decide di mangiare i cereali speciali, quelli con il miele, la merendina con lo 0,0000001 % di grassi e il vasetto Actimel maxi-rinforzo. Finita la colazione, con non meno fatica, compie le ultime abluzioni prima di raggiungere il vestibolo, dove indossa la cotta di maglia made in Taiwan, la corazza 100% in puro ferro e gli stivali corazzati lavabili in lavatrice. Prima di uscire all’aperto si equipaggia con la lancia, lo spadone e lo scudo.

E’ accompagnato sul campo di battaglia dal suo scudiero, che non manca di propinargli frasi di raccomandazione sul comportamento da tenere in combattimento, accompagnate da incitamenti. Ovviamente Lazybones non ascolta, ma riflette e ripensa nella sua testa alla giornata di ieri; ha studiato e si è allenato a lungo per migliorare le sue abilità: oggi vuole uscire vincitore. Egli sa che, se non si prepara bene per una certa guerra i giorni precedenti, l’esito sarà negativo e tornerà al castello ferito e ammaccato.

Torna improvvisamente alla realtà perché è giunto a destinazione, allora scende da cavallo e si avvicina ai suoi compagni cavalieri; almeno con loro può scherzare e dimenticarsi per un attimo di ciò che li attende. Certo, a volte è con loro che si allena prima del combattimento, ma oggi si sente già ben preparato e allora racconta di quel bel cavallo che ha visto in una fiera il mese scorso.

Improvvisamente sente le trombe squillare: la battaglia è incominciata! Torme di cavalieri si lanciano al galoppo verso il campo di battaglia, chi meglio equipaggiato di altri, ma quasi tutti accompagnati dalla stessa voglia. Anche Lazybones e i suoi compagni si recano nella zona che dovranno difendere, ma il nemico ancora non si vede: i cavalieri ne approfittano per ripassare per l’ultima volta tutte le mosse che dovranno poi eseguire in combattimento.

Ecco, il battaglione nemico è arrivato! E’ una parte dell’immenso esercito guidato da generali anziani ed esperti, tutti comandati da re Learn. La sua vista basta ad inquietare i giovani cavalieri, che ammutoliscono non appena si avvicina. Nella prima ora, però, il nemico non attacca, si limita a studiare la zona dei combattimenti e poi si ritira. Era solo una pattuglia in avanscoperta e quindi Lazybones tira un sospiro di sollievo.

Ma già all’inizio della seconda ora, quando i cavalieri scorgono di nuovo il nemico, capiscono che è molto più agguerrito di prima e infatti si lancia all’attacco. Alcuni cavalieri, non appena odono il grido di guerra nemico, scappano, mentre altri l’hanno già fatto; Lazybones e altri coraggiosi, invece, restano per combattere.

I due schieramenti cozzano l’uno contro l’altro: il nemico è composto da mercenari meglio equipaggiati e preparati, ma Lazybones è determinato e combatte per la sopravvivenza e il suo onore. Durante il combattimento Lazybones vede molti suoi compagni cadere sotto i colpi nemici, ma sa che non può aiutarli, altrimenti rischia una fine anche peggiore. Il combattimento si protrae a lungo, finché Lazybones uccide un comandante nemico chiamato Otto e, aiutato da altri cavalieri, riesce a respingere l’attacco avversario: è una vittoria!

La terza ora si presenta un altro plotone nemico, ma questi mercenari non vogliono combattere, solo prendere lo stipendio. Finita la terza ora di combattimenti c’è il quarto d’ora santo, tregua momentanea decisa bilateralmente dai due schieramenti prima che iniziasse la guerra, e quindi Lazybones e gli altri cavalieri si concedono un po’ di riposo e svago.

Non appena la tregua termina, Lazybones e compagni si trovano a combattere per due ore consecutive contro i reparti scelti di re Learn. Lo scontro è durissimo e molti cavalieri sono stanchi. Lazybones, per fortuna, a colazione aveva bevuto Actimel maxi e quindi si sente ancora in forze. Ad un certo punto, Lazybones viene ferito e sta per essere finito da un colpo alle spalle, quando un suo compagno arriva in suo aiuto e lo salva. La situazione sembra comunque molto critica per i cavalieri e Lazybones, quando finalmente squillano le trombe e il nemico si ritira.

Molti cavalieri sono riversi sul campo di battaglia, altri invece hanno preferito le sdraio dell’ostello di fronte. Lazybones è sfinito, ma anche oggi è riuscito a salvarsi; lentamente si allontana dal campo di battaglia dopo aver risistemato il suo equipaggiamento e rimane a discutere con gli altri cavalieri. Poco dopo il suo scudiero torna a riprenderlo e si assicura sulla salute di Lazybones, chiedendogli anche ogni particolare della battaglia. Lazybones è stremato e riesce solo a dire: “Tutto bene”.

Lazybones arriva al suo castello e sale in camera sua. E’ steso sul letto e ripensando a tutte le cose brutte che accadono in guerra, sa che solo se diventerà re a sua volta potrà porre fine agli stermini che avvengono ogni giorno sui campi di battaglia.

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