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Articoli in settembre, 2010

Riflessioni al cioccolato

Gli ultimi morsi sono quelli più dolci, che in bocca vorrebbero rimanere di più, frantumati il triplo dai molari per sentirne di più il gusto e che ti fanno rimpiangere di aver buttato tutto giù troppo velocemente.

Sarà questo quello che i vecchi pensano quando decidono di volersi svegliare presto, nelle ore in cui giovani chiedono altri cinque minuti alla sveglia.
Pronti a voler vivere come le vespe, che vicino all’acqua e al sole si agitano e vanno a riposarsi dopo il tramonto, quando i loro sensi non vedono più.

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Vado con il vento 2- il ritorno del “copia incolla”

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“La crisi di fronte a cui il mondo ha chiuso gli occhi…”

“Quella foto del bimbo pakistano
simbolo dell’orrore dimenticato

.. No, non abbiamo modificato la foto, quei puntini neri sono MOSCHE.

Per motivi di copyright non si può pubblicare l’articolo però, se siete interessati, seguite questo link:

http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/07/news/la_foto_di_reza-6817715/index.html?ref=search

Il giornalista crea compassione in ognuno di noi, da un punto di vista è giusto, siamo tutti uomini e non vorremmo che altre persone stessero peggio di noi… ma cosa ne pensate sul fatto che il governo Pakistano spende un sacco di soldi per tecnologie nucleari e ne guadagna altrettanti commerciando l’uranio arricchito mentre la sua popolazione è ridotta in questo stato? Non si dovrebbe fare qualcosa più radicale di elargire qualche aiuto umanitario?

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Mordere le curve

Non semplicemente girare il manubrio, bisogna morderle le curve.
Mi innamoro degli amici ogni giorno. Mi illudo nei sogni e mi faccio strada fra i fantasmi che ho sostituito alle persone reali.

Loro sono i miei fratelli. Mi sento svuotati i polmoni se non li vedo, se non sento la loro voce; se passa giorno senza che dia a loro attenzioni, senza che io spenda una sigaretta bruciata con loro.

Tanto alcool insieme che scioglie la lingua e satura agli occhi i colori come nebbia o una stretta di mano.

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Testi Open Source-idee

Immaginate dei testi scolastici Open Source, in formato .pdf ed ePub; creati dalle scuole stesse e condivisi in rete; letti sugli eBook-reader o dai normali computer. Immaginate il risparmio immenso per le famiglie. Immaginate un progetto comune cui lavorare. Immaginate le case editrici. Rallegratevi. Immaginate, il futuro.

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La vespa in classe

Inizia la scuola anche qui: Tizzano Val Parma.
Sono in classe con un gruppo di bambini di quinta elementare. Discutiamo di che cosa siano mai la storia e la geografia e ci perdiamo in mille rivoli di saperi ed ignoranze disperse.
Parliamo anche della Costituzione: articolo 1!
Quasi due ore di conversazione impegnativa: sono stupito dalla resistenza.

Un ronzio: c’è una vespa nell’aula.
«Non ci voleva», penso. So come va in una quinta liceo quando entra una vespa. Che faranno mai in una quinta elementare?
Si agitano, infatti, e segnalano la presenza estranea.
«Non disturbatela e non vi farà nulla», dico poco fiducioso.
Eppure funziona. I bimbi si ricompongono tranquilli, la lezione continua.

Perché non è così anche al liceo?

Prof in prestito

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La sensualità tradotta in lingua.

Cordelia mi odia e mi teme.

Che cosa teme una ragazza? Lo spirito.
Perchè? Perchè lo spirito rappresenta la negazione di tutto il suo essere femminile.

Per un uomo, la bellezza, un fisico attraente, eccetera , sono dei buoni mezzi. Con essi si possono anche fare varie conquiste, tuttavia non si perverrà mai a una vittoria completa.
Perchè?
Perchè con essi si viene in guerra con una ragazza nel suo stesso campo, e nel suo campo ella è insuperabile.
Con mezzi simili si può portare una ragazza ad arrossire, ad abbassare gli occhi, ma mai ad essere oppressa da quell’indescrivibile ansia che tanto rende interessante la bellezza.

Diario del seduttore – Kierkegaard

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Amo la mia ansia

Rimbaldo trascina un morto e pensa: “O morto, io corro corro per arrivare qui come te e farmi tirar per i calcagni. Cos’è questa furia che mi spinge, questa smania di battaglia e d’amori, vista dal punto donde guardano i tuoi occhi sbarrati, la tua testa riversa che sbatacchia sulle pietre? Ci penso, o morto, mi ci fai pensare; ma cosa cambia? Nulla. Non ci sono altri giorni che quei nostri giorni prima della tomba, per noi vivi e anche per voi morti. Che mi sia dato di non sprecarli, di no sprecare nulla di ciò che sono e di ciò che potrei essere. Di compiere azioni egregie per l’esercito franco. Di abbracciare, abbracciato la fiera Bradamante. Spero che tu abbia speso i tuoi giorni non peggio, o morto. Comunque per te i dadi hanno già dato i loro numeri. Per me ancora vorticano del bussolotto.
Ed io amo, o morto, la mia ansia, non la tua pace.”

Italo Calvino, Il cavaliere inesistente.

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Per uno sforzo collettivo

Come avevo detto al collegio dei docenti di giugno, da lontano le cose diventano un pochino più difficili. Al momento, poi, sono anche senza ADSL.
Il sito della scuola dovrebbe, allora, diventare un’impresa collettiva.
Che fare?
Una cosa è alla portata di tutti: segnalarmi dati mancanti, pagine obsolete, errori.
Se poi qualcuno, tra i prof o il personale ATA, vuole imparare a pubblicare le notizie, basta chiedere e darò le istruzioni necessarie. Io interverrò successivamente per correggere eventuali errori di codice generati dal software.

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Curiosità bizzarra(?)

Mi sembra quantomeno curioso che sia stata pubblicata una comunicazione per quanto riguarda gli orari di lezione del 13, quando i rimandati di Noverasco non hanno ancora notizie; e in generale non ci siano indicazioni (sempre per Noverasco) nè per quanto riguarda le classi, nè per quanto riguarda i libri.
Continuiamo ad “avere fiducia” come scritto nella sezione “classi”.

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