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Articoli in febbraio 17, 2010

Caz… Ho preso una multa!

Questo messaggio deve servire a tutti quelli che come me hanno preso la patente fra invidia e ostilità altrui.

1° regola: non farti vedere dalla polizia con qualcuno dietro. Se vedi una macchina della polizia liberati del passeggero. E’ preferibile dotarlo di un paracadute.

2° regola (nuova): non superare il rosso vicino all’edicola di  Fizzonasco

La preservazione di un dogmatismo ferreo che avidamente gli automobilisti più anziani imparano nel tepore delle loro vetture è per noi giovani guidatori una condanna. Al raccordo fra via Fizzonasco e via Curiel un apparecchietto di dubbia utilità cattura fotografie, fino ad ora di pranzo, durante la permanenza del rosso. Se anche voi credevate che quel rosso fosse un rosso come un altro, un semplice segnale di precedenza, fareste meglio cambiare idea.

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IL FESTIVAL DELLA FUFFA

Chi frequenta questo blog abbastanza spesso di sicuro sarà in attesa di questo mio post. Il binomio “Sanremo”-”il Cirio sta zitto” non è realizzabile.
Ebbene, stasera è andata in onda la prima puntata del Festival della Musica Italiana.
Un festival in cui si sono celebrati i più celebri aforismi del filosofo premio No-Bèl Antonio Cassano, che se la ride affermando di non leggere mai libri.
Un festival presentato da una grandissima Antonella Clerici insalamellata in abiti improponibili e con la professionalità di un animatore dell’oratorio di Quartoggiaro. Presentare Sanremo e non sapere cos’è un ear-monitor nè cosa sia il click è veramente una cosa fichissima.
Un festival in cui i fonici si sono esibiti in voli pindarici impastando la musica come garzoni che stanno imparando a fare i panettieri.
Un festival in cui Povia è riuscito a entrare nel guinness dei primati per la percentuale di note non prese: ha sfiorato l’amplein (non so bene come si scriva)…98%. Cazzo, se non fosse stato per quella nota leggermente calante ma accettabile.
Un festival in cui un principe canta il suo amore per l’Italia quando è vissuto per tutta la vita in Svizzera, accompagnato da un nano famoso per aver cantato una canzone sulla bellezza del membro maschile afroamericano. Di fianco a loro, un tenore che si cantava la sua arietta convinto che fosse la Tosca.
Un festival in cui viene recitata una strofa di Morgan come se fosse un sonetto del Guicciardini.
Un festival in cui non ho mica capito perchè mi veniva da cantare una canzone di Caparezza sulla base della canzone di Fabrizio Moro (che ha perso la sfida con Povia: ha steccato solo il 96% della canzone).

Se questa è veramente musica, allora scusatemi amici, non ho mai capito un cazzo di nulla. Vado a dare fuoco alla mia Stratocaster e al mio caro basso Yamaha.

C’è stato un solo momento in cui ho visto musica, arte e professionalità: parlo dell’esibizione di Marco Mengoni, fresco di vincita a X-Factor. Quel ragazzo apre le chiappe al mondo, amici.

Imparate a farvi una vostra cultura musicale. Ascoltatevi tutto, anche quello che non vi piace. Il bello lo si riconosce solo se puoi avere qualcosa di brutto con cui paragonarlo. Ma tutto questo fatelo da soli, non fidatevi della Rai, nè di Mediaset. Forse ogni tanto di MTV e DeeJay TV, ma a notte fonda.

SPEGNETE LA TIVU’, ALIMENTATE LA VOSTRA MENTE.

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