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Articoli in gennaio, 2010

Pagelle…

Hanno già iniziato a consegnare le pagelle? Quand’è che arriveranno??
Grazie!

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Castelli e la prof. precaria ad Anno Zero

Cari tutti,

Vi segnalo un video in cui un’ insegnante precaria espone ad Anno zero alcune realtà del mondo della scuola e pone alcune domande. Ascoltate il contenuto ed il tono delle risposte di Castelli.

Link: http://www.youtube.com/watch?v=8umpNWGqD_Q

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Una terza speciale

Caotici ed effervescenti, arrivano a discutere tutti insieme ad alta voce. Fanno domande su domande e, prima che l’insegnante abbia finito di rispondere, ne fanno altre. Poi, per lo più, non son soddisfatti delle risposte. Insomma, anche se al prof costa fatica, potrebbe sembrare la classe ideale. Eppure, qualche volta, soprattutto alla quinta ora, son proprio irrequieti come se avessero la scabbia e distratti come se si sentissero già altrove.
Oggi, poi, c’è un’insolita effervescenza, un furtivo passare di mano in mano.
Che sarà mai?
Mi alzo di scatto: due mani si scambiano caramelle, manciate di caramelle.
Si bloccano un istante, sorridono: «Per far la vita meno amara, prof».
Quasi ne chiedo una anch’io.

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ancora sulla vittoria al contest Nokia

…tanto per gloriarci ancora per un’ultima volta!

Una competizione di 24 ore in cui 100 studenti degli ultimi anni della scuola superiore, in gruppo, sviluppano le loro soluzioni a un business challenge. La prima edizione si è tenuta a Milano il 19 e 20 novembre 2009 con la collaborazione di Nokia.
http://www.junioritalia.org/pagine/innovation.aspx
Nel video, rilasciato da qualche giorno da parte di Junior Achievement, organizzatrice del work shop NOKIA, appare finalmente anche l’immagine del nostro vincitore assoluto: Niccolò Sala della 5a ITC.

nokia_estratto da video

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Privatisti

Privatisti: arrivano, qualche volta, dagli istituti con presa d’atto del ministero specializzati in due cose: recupero anni e raccolta quattrini. La prima riesce poco; la seconda, mi dicono, va meglio.
Alcuni si illudono di poter comprare il successo scolastico.
Altri raccontano di quanto sia più seria la scuola privata: «I professori lavorano, non fanno come i fannulloni della pubblica: ci sono corsi anche il pomeriggio».
«Guarda che paghiamo, non vorrai farci buttare i soldi?» dice qualcun altro al figlio lazzarone.
Eppure, a volte funziona. Succede quando lo studente ci tiene davvero. É il caso di Elvio. Alla seconda bocciatura, mamma e papà gli avevano trovato un posto di lavoro. «Ma a settembre torno a scuola: recupero anni» aveva detto lui.
«Non vogliamo buttare i soldi»
«Ci metto tutti i miei risparmi e gli stipendi dell’estate. Se non bastano, pagherò la differenza quando ricomincerò a lavorare».
Elvio il diploma l’ha pagato, eppure se l’è anche meritato.
Ma come lui… ho conosciuto soltanto lui.

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Le 4 candele

Le 4 candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo in cui si trovavano era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione…
La prima diceva:
“Io sono la PACE, ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi”… e a poco a poco la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
“Io sono la FEDE. Purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me e per questo motivo non ha senso che io resti accesa”… appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
“Io sono l’AMORE. Non ho la forza per continuare e rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari!”… e senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
Inaspettatamente un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semi oscurità disse:
“Ma cosa fate! voi dovete rimanere accese! io ho paura del buio!”.. e così dicendo scoppiò in lacrime.
La quarta candela impietositasi disse:
“Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: io sono la SPERANZA”
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.
Che non si spenga mai la speranza dentro il nostro cuore, e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua SPERANZA: la FEDE, la PACE e l’AMORE!

Tanti auguri di buon anno!!!

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