-PRESIDE O SINDACO? TUTT’E DUE!

Archiviato in: Generale — Preside: 10:46 am - giovedì, 26 febbraio 2009

pita spesso che genitori, colleghi e studenti beneauguranti mi esternino anticipatamente il loro dispiacere, perché la mia elezione a Sindaco comporterebbe secondo loro il mio abbandono della presidenza del “Calvino”.

Desidero smentire questa ipotesi, contro la quale militano svariate argomentazioni.

In primo luogo, non intendo affatto privarmi del piacere di lavorare nella mia scuola: “mia” non perché io ne sia il proprietario, ma perché le ho dedicato tutto il mio impegno e la mia passione, ricercando pazientemente e costantemente la migliore interpretazione possibile del delicatissimo ruolo che deve ricoprire il preside di una scuola superiore collocata a Rozzano: la cui missione è quella di rispondere contemporaneamente a bisogni di inclusione sociale e a esigenze di crescita culturale della comunità cittadina. Scuola che accoglie ma scuola seria e impegnativa: un’equazione un po’ difficile da risolvere. Non ho la presunzione di essere l’unico a poter fare questo lavoro, ma penso di non doverlo, per ora, abbandonare.

In secondo luogo, in questi otto anni di lavoro ho cercato sempre di fare gioco di squadra, sia perché questo è l’unico modo per gestire con efficienza realtà complesse, sia perché sono convinto che il fine ultimo di un preside debba essere quello di far sì che la scuola sappia camminare sulle proprie gambe e sopravviva anche senza di lui. I risultati di questo lavoro oggi si vedono: c’è uno staff di collaboratori che lavora con me in perfetta sintonia, ci sono organi collegiali che lavorano in armonia ed esprimono un buon grado di efficienza, ci sono relazioni sindacali corrette con una chiara distinzione dei ruoli e delle resonsabilità, c’è un’amministrazione che da anni lavora con procedure certificate, godendo di autonomia e beneficiando di una direzione amministrativa di alto livello professionale.

Pur non essendo particolarmente modesto, non mi ritengo un uomo della Provvidenza e mi ispiro sempre alla finalità dell’educatore, il cui fine ultimo è far sì che la persona in formazione possa a un certo punto fare a meno di lui.

Terzo punto: se Rozzano mi vorrà sindaco, intendo adottare lo stesso criterio. Il governo di una città è incomparabilmente più articolato e somplesso rispetto alla gestione di una scuola, ma il metodo deve essere lo stesso: non serve un uomo solo al comando, ma una squadra di governo (la giunta comunale) i cui membri adottino le loro autonome determinazioni in sintonia con il “capo” e soprattutto con gli indirizzi espressi dal consiglio comunale. E la struttura amministrativa, la “macchina”, deve recuperare autonomia e soprattutto responsabilità, avere uno spazio suo, ben distinto dalla politica.

Quarto: ci sono sindaci, anche di città non secondarie, che sono contemporaneamente deputati: non so se il paragone calzi perfettamente, ma se ci riesce un onorevole ad amministrare il comune stando a Roma tutte le settimane, non vedo perché non dovrebbe riuscirci il preside di una scuola che sta nella stessa sede.

Infine, ciò che più conta è il piacere di stare a scuola, di cui non voglio privarmi. Stare fra i giovani e lavorare per loro è la mia vita: a questo (e allo stipendio) rinuncerei solo se vedessi che il progetto che ho descritto è troppo difficile da realizzare. Ma sono convinto che non sia così.

-Il Resto del Calvino n.2 – TUTTI FACEBOOK

Archiviato in: Generale — pablopardo: 2:02 pm - martedì, 24 febbraio 2009

Ci tengo a riportare anche qui sul blog della scuola l’articolo “Tutti Facebook” uscito in ultima pagina sul secondo numero del giornalino scolastico e da me scritto. perchè? perchè non so chi della redazione ha pensato bene di tagliare alcune frasi del testo originale, facendo saltare fuori un articolo che in un paio di punti non fila e dove ci sono due pezzi non collegati tra loro. Dato che nell’originale il discorso fila che è una meraviglia, lo copio tutto, senza inutili modifiche, qui. Se poi quelli della redazione ritengono necessario tagliare delle parti di qualche articolo che si scrive per il giornalino per motivi di spazio non c’è problema. Solo che poi andrebbe riletto tutto il testo e si dovrebbe vedere se ha ancora senso, e se così non è, si può rivedere un attimino l’impaginazione. perchè riservare metà pagina a un quadrato con 5 cerchi per far vedere come è fatto un campo di hockey, e far terminare l’articolo stesso alla pagina successiva magari è un pò troppo. perchè l’idea di scrivere il titolo enorme, lasciare spazi bianchi sopra e sotto questo, mettere in ogni pagina un riquadro che toglie ulteriore spazio magari non è una grandissima idea. Già il formato è piccolo, se poi si fa di tutto per togliere altro spazio…
Comunque dicevo… ecco l’articolo originale, riveduto e corretto anche dalla prof. Longhi (più di così che volete??)…

TUTTI FACEBOOK

Adesso che su Facebook c’è anche il preside, il social network più utilizzato al mondo è veramente completo. Per chi non è pratico del campo, offro solo un rapido identikit dell’argomento: Facebook (letteralmente, faccia-libro, o meglio, il libro delle facce) è uno dei mezzi di comunicazione più utilizzati al mondo. E pensare che nel 2004, l’allora 19enne Mark Zuckerberg (il genio fondatore del network) decise di creare un sistema online per poter rimanere in contatto con i compagni dell’università di Harvard al termine degli studi: evidentemente, la cara mail non gli bastava. Bene, sono passati 5 anni e Facebook conta la bellezza di 175 milioni (leggasi centosettantacinque milioni) di utenti iscritti attivi: dubito che tutta questa bella gente collegata da ogni parte del mondo sia stata compagna di classe di Mark. O almeno, io questo ragazzotto (che è oggi il più ricco under-25 del pianeta Terra) non l’ho mai avuto come vicino di banco. Dicevamo del numero impressionante di iscritti: ben il 15% del totale accede dall’Italia, il 30% dagli Stati Uniti d’America e c’è anche un dignitoso 3% della Groenlandia. Ma come funziona in pratica Facebook? Che cos’ha di così irresistibile da attrarre così tante persone? Sostanzialmente, neanche più di tanto di un comune sito internet, forum o blog, scegliete voi. É la moda del momento, e il caro Mark ci campa su. Che sia popolare l’avrete ormai capito: basta aggiungere solo che Chris Brown, dopo aver picchiato a sangue la fidanzata Rihanna settimana scorsa (chissà se davvero con un “umbrella” come dice qualcuno), ha cambiato il suo “stato sentimentale” da “in una relazione” a “single”, per farvi capire che è anche abbastanza divertente. Se decidete di iscrivervi dovete semplicemente inserire nei classici campi nome, cognome, indirizzo mail, residenza i vostri dati (ormai è quotidiana routine qualunque cosa si faccia), accettare le condizioni scritte in quei minuscoli box su decine e decine di righe che secondo me mai nessuno ha letto, e il gioco è fatto. Facebook è totalmente a vostra disposizione, o meglio, voi siete completamente a disposizione di questo. Mi spiego: se qualcuno avesse letto casualmente le condizioni di cui parlavo poco fa, avrebbe notato che da qualche giorno a questa parte sono sparite alcune semplici parole, che suonavano più o meno così: “Puoi rimuovere i tuoi contenuti dal sito in ogni momento, e se decidi di rimuoverli, la licenza scadrà automaticamente”. In poche parole, se ti stufavi del giochino potevi liberartene quando volevi, una roba usa e getta diciamo. Oggi non è più così: “Facebook d’ora in poi si appropria dei contenuti degli utenti. E ne può fare ciò che vuole. Per sempre. Anche quando le persone volessero rimuoverli”. Non è un nuovo padrone della Terra e non finirà con l’ucciderci tutti, tranquilli. Anche perché le parole minacciose non provengono direttamente dalla bocca o dalle manine fatate di Mark, quindi pericolo scampato. Altrimenti sarebbero scattate subito denunce su denunce e ciao ciao al simpatico passatempo. Semplicemente, esistono delle opzioni che permettono o meno, di condividere i contenuti caricati (foto, video, commenti e “tag”) con determinate persone, che possono essere solo i tuoi amici virtuali, gli amici degli amici, oppure tutti i 175 milioni di cui sopra. Per fare un esempio, se modifico il mio status scrivendo “Marco oggi non ha voglia di studiare per l’interrogazione”, tutti i miei amici possono leggerlo, preside, Veltroni, Paul Baccaglini, Bagatta e Chris Bosh compresi (senza dimenticarci di Mark, che come un narratore onnisciente può sapere tutto di tutti). Se invece carico delle foto private o voglio creare un gruppo intestato a qualcuno (anche a me stesso o a un professore, perché no!) posso decidere a chi mostrare le immagini e chi invitare nel gruppo. In questo caso, l’unico estraneo che può buttarci l’occhio e magari farsi 4 risate è sempre lui, il genio di Facebook.

Marco Paolini

PS: chiedo scusa a tutti i miei compagni di classe se oggi, dopo che ho notato le imprecisioni sull’articolo, ho sfasato per un paio d’ore…

-FINALMENTE APRE IL CANTIERE!

Archiviato in: Generale — Preside: 10:11 am - martedì, 24 febbraio 2009

Ieri mattina la Ditta vincitrice della gara d’appalto per la realizzazione dell’ampliamento del corpo est dell’edificio scolastico di via Guido Rossa ha iniziato a lavorare. Nei prossimi giorni verrà delimitata e recintata l’area del cantiere, dopo di che si darà inizio allo scavo delle fondamenta. I lavori dureranno circa 14 mesi: quindi il 2009/2010 sarà presumibilmente l’ultimo anno in cui utilizzeremo i locali della succursale.
L’ampliamento è un obiettivo a cui abbiamo lavorato fin dal mese di marzo 2002, quando presentai all’Amministrazione Provinciale i dati previsionali sull’incremento della popolazione scolastica, che già sotto la presidenza dell’amico Antonio Arrigoni, primo preside dell’autonomia di Rozzano, aveva manifestato un “trend” di sviluppo, chiaramente leggibile nei dati raccolti da Sergio Cappellini e Lorenza Marchesini nell’ambito del progetto “Scuola & territorio”.
Inizialmente ci siamo scontrati con l’incredulità dei funzionari e dell’assessore, perché nessuno credeva che la scuola superiore di Rozzano e Opera, partita con poco più di 700 alunni, sarebbe cresciuta fino ai 1200 studenti di oggi.
Di questo processo di crescita siamo tutti quanti giustamente orgogliosi, perché il successo ce lo siamo guadagnato lavorando e – lasciatemelo sottolineare ancora una volta! – lavorando bene.
La crescita della popolazione studentesca ci ha costretto a ricorrere alla rotazione delle classi sulle aule e a utilizzare i locali di viale Liguria, superando con senso pratico, e soprattutto con buon senso e disponibilità, i disagi che ne derivavano.
Dobbiamo ringraziare quegli studenti che, di fronte ai continui rinvii della Provincia, sono andati a Milano dall’Assessore a rivendicare quanto ci spettava, ottenendo l’anticipazione di un anno del finanziamento dell’opera.
Adesso si tratterà di sopportare con pazienza gli inevitabili disagi che deriveranno dalla presenza del cantiere. Contiamo, come al solito, sull’intelligente disponibilità degli studenti, dei genitori, del personale e dei docenti: ma adesso pensiamo soprattutto a goderci questa soddisfazione perché ce la siamo meritata.

-collettivo mercoledì

Archiviato in: Generale — monta: 5:25 pm - lunedì, 23 febbraio 2009

perchè mercoledì non si fa un veloce collettivo? ci vorrebbe un po’ di pubblicità alla sede… io domani sono alla luini mi sarebbe piaciuto farlo io ma proprio non posso allora chi? perchè non uno dei 3 rappresentanti?

-Persepolis

Archiviato in: Generale — Simone.Altamore: 10:42 pm - giovedì, 19 febbraio 2009

Come la nostra amata coordinatrice desiderava,non l’ha detto ma le ho letto nella mente,pubblico un argomento riguardo al cartone educativo di cui abbiamo preso visione oggi(19-02-09);

iniziamo con un minimo di trama generale per tutta quella parte della scuola che non ha visto il cartone o vuole dare una rinfrescata alla propria memoria…

la storia parla di una ragazza ventenne che ha vissuto in prima persone la guerra tra Iran e Iraq.Il cartone è tutto un lunghissimo flashback in cui ella ricorda la sua vita da quando aveva solo 7-8 anni circa:l’incarcerazione del caro amico del padre,l’uccisione del suo amato zio(che le raccontava le sue bellissime avventure e disavventure),il viaggio che è costretta a fare fino in francia dalla migliore amica della madre,i pomeriggi passati con Momo e la sua compagnia,il primo amore che scopre di essere omosessuale,il secondo amore che viene trovato a letto con un’altra ragazza(cosa che poi la manderà in depressione e la costringerà al vagabondaggio…cosa che poi la porterà fino in ospedale),il suo ritorno in Iran e la riconciliazione con l’amata nonna dal seno morbido e profumato e con il resto della famiglia.

E’ stata indubbiamente una bella esperienza dato che è un tipo di visione cinematografica che mi è giunta nuova. La scelta stilistica del bianco-nero ha dato un senso di ancor maggiore drammatismo delle scene drammatiche. La mia scena preferita è stata sicuramente quella in cui la ragazza dice:”ho sopportato la guerra in Iran e ora mi sto uccidendo solo per amore”(la frase non era proprio così ma con tutto quel chiasso sono riuscito a capire solo alcune parole,che ho poi collegato seguendo l’unico senso logico che mi venisse in mente).  

 

E la vostra impressione? Com è stato per voi questo lungometraggio?

 

P.S. A parte il pugno che mi è arrivato prima dello spettacolo è andato tutto perfetto. La mia classe non ha fatto il solito chiasso per cui è tanto nota…

 

P.P.S. Chiedo scusa per eventuali errori grammaticali(soprattutto alla prof Vaglio,mia prof d’italiano,alla prof. Formisano,prof di latino e coordinatrice, e al Prof. Paganino,prof di filosofia che ha criticato la mia recente pubblicazione sul forum eheh)

-Finale di filosofia

Archiviato in: Generale — touch90: 7:13 pm - mercoledì, 18 febbraio 2009

Consiglio a tutti di vedere questo video molto simpatico che ha come protagonisti i filosofi più studiati da noi studenti!

http://www.youtube.com/watch?v=MRscqlQKIII

-GRAZIE AL BLOG…

Archiviato in: Generale — Preside: 1:26 pm - martedì, 17 febbraio 2009

… ho potuto rendere omaggio al Professor Emilio Bigi, deceduto sabato scorso alla veneranda età di 93 anni.
Della sua scomparsa sono stato informato da una docente dell’Università di Milano, che aveva presente il mio post dal titolo “Con chi avete a che fare”, del gennaio 2006. Grazie a Paganini, a quel mio articolo si arrivava cercando Emilio Bigi sui motori di ricerca: e avevo già ricevuto commenti su di esso, anche da altri allievi seguiti dal Maestro in altre città durante la sua lunga carriera accademica.
Mi ha fatto particolarmente piacere (e mi ha anche commosso) sapere che il mio omaggio al Professor Bigi fosse annoverato fra i reperti internet destinati ad essergli mostrati in occasione del suo novantaduesimo compleanno. Oltre a Paganini, ringrazio anche Aniello Colavolpe che con la sua caricatura intitolata “il dirigente nella neve” ha sollecitato la riflessione che ha prodotto quello scritto.

-Un’interessante esperienza in università…

Archiviato in: Generale — cucciolaM: 6:56 pm - lunedì, 16 febbraio 2009

Avrei già dovuto scrivere questo articolo una settimana fa…ma impegni di vario genere non me ne hanno dato la possibilità! :P Comunque ciò che volevo comunicare ai ragazzi dell’Istituto riguarda l’uscita effettuata il 9 e il 16 Febbraio al Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia. Le classi che hanno partecipato sono state le quarte delle sezioni B, D ed F del liceo. Un pullman privato ci ha trasportati sia all’andata sia al ritorno. Non ho “intervistato” personalmente ogni studente che ha partecipato all’iniziativa(:p), ma credo che ognuno di noi abbia trovato quest’esperienza interssante e costruttiva.
Al Laboratorio abbiamo eseguito una serie di esperimenti seguendo le indicazioni delle fotocopie che ci erano state assegnate. Ora posso parlare solo di ciò che è stato eseguito nel Laboratorio in cui mi trovavo io, perchè ci hanno diviso in due gruppi. Abbiamo effettuao una serie di verifiche sperimentali tramite un programma presente sui computer chiamato “DATA STUDIO”. In questo modo, tramite un sensore che percepiva ogni singolo movimento abbiamo sperimentato e ottenuto sul monitor del pc dei grafici riguardanti moto rettilineo uniforme e uniformente accelerato e il rapporto di velocità, accelerazione e spazio in funzione del tempo.
Ciò che a mio parere è stato più significativo e coinvolegente è stata la sperimentazione del moto armonico tramite il sistema massa-molla. Può sembrare arabo forse per qualcuno di voi che legge questa frase, ma quello che voglio far capire, è che noi stessi abbiamo formulato ipotesi e abbiamo cercato di arrivare alla soluzione e alla creazione del grafico finale autonomamente, attraverso ciò che avevamo appreso nei precedenti esperimenti e tramite le nostre conoscenze sulla fisica (e aggiungerei anche tramite l’aiuto dei coordinatori del Laboratorio). La “soddisfazione finale” l’abbiamo ricevuta verificando con il nostro “amico sensore” la veridicità delle nostre ipotesi (che tra l’altro si sono rivelate corrette!! :P )

A conclusione di questo intervento e anche del nostro ciclo di esperienze, ritengo che quest’esperienza sia stata molto interessante e su certi aspetti anche divertente, poichè ci ha dato la possibilità di toccare con mano e da vicino il mondo dell’Università. Consiglierei questo a chiunque, anche a coloro che odiano la Fisica, perchè ciò che si apprende lì non sono le varie formulette “antipatiche”, mala sperimentazione concreta e personale di ciò che veramente vuole insegnare questa materia.
Ringrazio di cuore le prof. Tinelli e Salina che hanno promosso quest’iniziativa e ringrazio anche le prof.Acciavatti e Pelizzoni che ci hanno accompagnato a turno con la prof.Tinelli al Dipartimento.
A presto!
Monica 4^F liceo

P.S spero di non aver saltato niente :P

-NIENTE COGESTIONE

Archiviato in: Generale — AleGara: 4:59 pm - venerdì, 13 febbraio 2009

Per l’ITC è definitivamente saltata, complimenti! Addirittura 1 persona.. Anzi, dopo 40 minuti se n’è aggiunta una seconda.

Per il Liceo discorso diverso, solo oggi non c’è stata partecipazione (3 persone), però vi siete sempre impegnati le altre volte, quindi la faremo. però abbiamo bisogno di partecipazione più attiva, non basta solo dire “Io faccio il capogruppo”.
Sono molto amareggiato per l’ITC.. Che delusione..

-CHIUDO IL BAR…

Archiviato in: Generale — Preside: 11:07 am - venerdì, 13 febbraio 2009

… e faccio togliere le macchinette a Rozzano, se non si comincia a dimostrare un livello di educazione adeguato alla media europea.
Nonostante la disponibilità di bidoni e cestini, ci sono troppi maleducati che buttano cartacce, lattine, bottiglie di plastica, fazzoletti di carta nei cortili, nei fossati ai lati dell’edificio, nell’atrio, nei corridoi, sulle scale, nel giardino e addirittura sui pavimenti delle aule, dove – come è noto – non è consentito consumare alimenti e bevande.
Viene la depressione quando si entra in un’aula a fine lezione e si vedono i bidelli costretti a spazzare quintali di spazzatura lasciati un po’ dove capita. C’è gente che lascia sui tavoli perfino fazzoletti di carta sporchi.
Non parliamo poi delle cicche di sigaretta, perché bisognerebbe aprire un’altra discussione: se è lecito tollerare che nelle vicinanze della scuola dei ragazzi minorenni fumino, e se sia corretto che il personale docente e non docente dia il proprio cattivo esempio.
Il personale collaboratore scolastico è pagato per pulire, d’accordo, ma il lavoro degli operatori non deve essere aggravato dalla maleducazione degli studenti e dalla tolleranza degli insegnanti verso comportamenti che dovrebbero essere invece proibiti o – se mantenuti – sanzionati con la dovuta severità: imponendo agli interessati di stare a scuola al pomeriggio per pulire.
Stiamo iniziando un’azione di sensibilizzazione per la raccolta differenziata dei rifiuti, in cui Rozzano ha una delle percentuali più basse dell’intera provincia di Milano, a testimonianza della necessità e dell’urgenza di un’azione educativa in questa direzione: perché se non ci si fa carico del piccolo sacrificio di selezionare i rifiuti e di ridurne l’esagerata quantità, dopo arrivano gli inceneritori, e poi ci si lamenta del loro impatto ambientale.
Io appoggio con piena convinzione i docenti che stanno intraprendendo la loro meritoria azione formativa in questa direzione. Tuttavia, mi pare che, prima ancora della raccolta differenziata, ci sia proprio l’urgenza di cominciare ad esigere comportamenti rispettosi della buona educazione e della civiltà.
Ieri ho inviato la mia adesione all’iniziativa di Legambiente per la pulizia straordinaria delle scuole il prossimo 20 marzo: ma prima di quella data, e anche dopo, certe cattive abitudini devono già essere del tutto abbandonate.
Chi ha visto domenica scorsa su RAI3 le scuole di Stoccolma avrà avuto come me un moto di invidia, ma avrà sicuramente pensato anche che una scuola può essere bella anche se è un po’ più modesta, se chi ci vive la rispetta come si deve.
Se questo mio invito rimarrà inascoltato, non potrò far altro che agire sui principali “luoghi di produzione” dei rifiuti che vengono irresponsabilmente abbandonati in giro. Vi porterete la merendina da casa, come alle elementari e alle medie; e non c’è nessuna norma che imponga alla scuola di avere un bar o degli apparecchi di distribuzione automatica.
Se averli vi piace, adoperatevi per mantenerli. E siccome anche ai docenti e al preside piace bersi un caffè al bar, quando andiamo in classe, per cortesia, non lasciamo che i ragazzi facciano merenda, rifiutiamoci di fare lezione con le cartacce in giro.
Quando insegnavo io avevo una ricetta molto semplice: all’inizio delle lezioni, raccolta rifiuti; a fine lezione, recupero dei minuti persi all’inizio per questa operazione. Certo, era un sacrificio anche per me: ma dopo due-tre volte i ragazzi perdevano il vizio. E soprattutto recuperavano la dignità di vivere la loro giornata in un luogo decente.

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