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Articoli in novembre 3, 2008

Sempre meno giustizia

Questo articolo è presente nel Corriere della Sera del 31 Ottobre 2008

Intercettazioni a rischio Interviene il Guardasigilli
«Buco» da 300 milioni. Alfano convoca le società. La decisione dopo il debito evidenziato dal «Corriere» che si aggirerebbe intorno ai 300 milioni

ROMA – «Convocazione urgente», oggi alle 12 al ministero della Giustizia, per le tre società private che minacciano di bloccare gli apparati di ascolto per le intercettazioni telefoniche a partire dal 1° dicembre se lo Stato non salderà il debito di 140 milioni accumulato nell’ ultimo anno e mezzo. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha anche disposto che venga creata un’ «unità di monitoraggio» per le spese dovute alle intercettazioni e alle consulenze e ha annunciato il varo di una circolare indirizzata a tutte le procure con regole più stringenti per l’ omogeneizzazione dei criteri di spesa. Il buco denunciato dai responsabili delle tre società più importanti del settore – Research control systems, Area e Sio – è solo una parte del debito maturato per fatture non saldate dalla tesoreria per conto del ministero della Giustizia: così la cifra di 300 milioni – evidenziata ieri dal Corriere della Sera – non è lontana dalla realtà, confermano i tecnici di via Arenula. Il ministro ha voluto vedere i conti e, dopo aver disertato un convegno alla Luiss, ha convocato i capi dipartimento: in particolare dal responsabile del Dog (organizzazione giudiziaria), Luigi Birritteri, si è fatto guidare nella selva di diverse modalità contrattuali stipulate con le società private che affittano al ministero le apparecchiature per le intercettazioni. L’ ultimatum lanciato dalle tre società – che assicurano il 70 per cento delle prestazioni richieste dalle procure – arriva quando in commissione Giustizia della Camera sta per riprendere l’ iter del ddl Alfano che imporrà un nuovo giro di vite alle intercettazioni e alla pubblicazione degli atti giudiziari. In realtà, il disegno di legge sarebbe dovuto andare in aula il 27 ottobre ma è in forte ritardo a causa della coincidenza con la sessione di bilancio e perché il governo presto potrebbe presentare l’ emendamento che probabilmente limiterà la lista dei reati per i quali sarà possibile svolgere intercettazioni in futuro. D. Mart. 300 MILIONI DI EURO Il debito dello Stato italiano nei confronti delle società che realizzano le intercettazioni telefoniche

Martirano Dino

Penso che questo sia un fatto molto grave. Il nostro paese sta rischiando di non poter più usufruire delle intercettazioni telefoniche come mezzo per combattere la criminalità. Molti reati sono venuti alla luce proprio grazie ad esse, ne è un esempio la famosa “scalata ad Antonveneta”. Forse occorre rifletterci un po’ su…

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Brunetta e i ricercatori come capitani di ventura

Il ministro Brunetta nei giorni scorsi ha detto che: ” I ricercatori sono un po’ capitani di ventura, stabilizzarli è un farli morire.”
Questa idea è ingenua e falsamente romantica e penso che lui lo sappia.

Un ricercatore come ad esempio uno che si occupi di scienza, per lavorare al meglio ha bisogno di fondi duraturi, un laboratorio attrezzato, della possibilità di avere dei collaboratori validi e infine che tutto ciò sia garantito per un tempo congruo in modo da portare a termine la sua ricerca. E se il ricercatore deve invece occuparsi di sopravvivere la ricerca ne viene ovviamente sacrificata.
Negli USA come in altri Stati vengono accolti i ricercatori italiani, perché  non vale l’inverso? per gli scienziati stranieri è quasi impossibile lavorare in Italia. Anzi dall’italia i ricercatori più bravi sono costretti ad andarsene. Uno studente che ora si iscrivi a matematica o fisica se vorrà continuare a fare ricerca non potrà che proseguirla all’estero.

a questo proposito segnalo l’articolo con un’intervista al ricercatore italiano che ha sviluppato l’algoritmo di ricerca alla base di google. “Guadagno meno, resto per tigna”

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