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Sogni di scuole lontane

Settembre, andiamo. É tempo di migrare.
Ora in terra d’Italia i miei precari
lascian le scuole e vanno a ricercare
un altro posto in cui prestar servizio
e sempre sa di sale il trasmutare.

Han lavorato giorni e notti amare.
Deh, doni ai cuori esuli conforto
l’affetto c’han saputo suscitare.
Patir dovranno ancora questo torto
ed anni aspri di vagabondare,
pria che si quieti il loro affanno.

Non sa il ministro quanto danno
l’iniqua norma può arrecare.

3 commenti »

  1. LaLLa scrive:

    Bella poesia, mi è sempre piaciuta fin dalle elementari!
    prooooooooof come faremo senza di lei!!!

  2. zacca scrive:

    In qualche night?
    :D

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