
La mia avventura in questo liceo è iniziata tardi, purtroppo, quel lontano 15 marzo 2005 quando mi trasferii dal liceo Einstein per cercare di non perdere un ulteriore anno scolastico… Mi è andata bene, l’anno non lo persi e conobbi tanti splendidi ragazzi e ragazze che mi hanno accompagnato durante tutto questo lungo e impervio viaggio che ci ha portato a quel tanto sudato pezzo di carta…
Ho avuto la fortuna di circondarmi di persone sincere, e nonostante ci sia voluto un po’ di tempo per riuscire a integrarmi, ho passato due anni e mezzo in una classe profondamente unita, cosa che – purtroppo – ho appreso non esserci stata nelle altre quinte…
così per piacere e per “sdebitarmi” ho deciso di fare questo video in onore della mia ormai ex classe, la 5E… in quattro minuti ho cercato di ripercorrere tre anni della nostra vita; non mi è stato possibile aggiungere filmati perché Vista è un sistema operativo del cavolo…
Detto ciò lascio il collegamento per vedere il video su Youtube, sperando che vi piaccia…
-Un video…
-A PROPOSITO DI ESAMI
Leggo con molto interesse i commenti sull’esame di stato ospitati dal blog, perché mettono in luce alcune contraddizioni nell’atteggiamento degli studenti, a cui chiedo semplicemente: della scuola ve ne frega qualcosa?
Se la risposta è “sì”, allora studiate e i risultati verranno, tanto in pagella quanto nell’esame; se la risposta è “no”, allora fate pure i vostri comodi, ma senza recriminare se uscite con un 60 strapelato o poco più; e state attenti nel valutare i colloqui d’esame!
Ricordatevi che c’è molta gente che esce contenta dal colloquio perché disinvoltamente “ha parlato”: ma magari ha detto un mucchio di fesserie, mentre altri, anche se con meno “fluency” e con incespicamenti dovuti all’emozione, hanno detto cose intelligenti e hanno fatto trasparire una preparazione più solida. I “commissari” di esami ne hanno fatti tanti e – diversamente da voi studenti – hanno l’esperienza che serve per guardare un po’ più in là delle apparenze.
Va poi sottolineato che l’esame, così com’è congegnato attualmente, dà valore al curriculum scolastico in due modi: attraverso il “credito” (in misura modesta) e, all’esame, con la presenza di commissari “interni”. Questi ultimi, inevitabilmente e – dico io – anche giustamente, valutano le “performance” dell’esame proiettandole sullo sfondo di un profilo complessivo dello studente che conoscono molto bene. E questo, scusatemi, è fondamentalmente giusto perché l’esame si colloca alla fine di un percorso di cinque anni che non può e non deve essere ignorato.
Dunque a me non dispiace che chi ha vissuto la scuola superiore con scanzonata superficialità, senza impegno, affrontando l’esame sperando nelle copiature e nella fortuna, abbia sessanta o poco più: mi dispiace semmai che, a volte, prove d’esame non convincenti impediscano alla commissione di riconoscere appieno i meriti e le qualità di chi ha lavorato.
Quando si lavora in commissione, ci si chiede sempre se conta di più l’esame o la “carriera”, ma è una domanda mal posta, perché una carriera scolastica di qualità sfocia naturalmente in un esame fatto bene. Certo, possono verificarsi delle cadute impreviste (per l’emozione o per circostanze particolarmente sfortunate) e in tali casi considero corretto che la commissione le “inquadri” nel profilo dello studente che emerge da tutte e quattro le prove: e che quindi, nel valutare l’ultima e nel concedere il “bonus”, sappia fare le giuste compensazioni.
In questo contesto, è completamente fuori luogo la pretesa che tutti siano nelle stesse condizioni e che “nessuno sia minimamente avvantaggiato”: la logica che ispira l’esame di stato oggi non è questa, come ho cercato di dimostrare.
Ci si deve quindi adeguare, studiando per l’intero triennio: perché, alla fine, di fronte a una bocciatura o a un “60″ anche i più allegri e disinvolti ci rimangono male e piangono lacrime di coccodrillo.
Termino con tre spunti di riflessione:
a) mettiamoci bene in testa che la valutazione è sempre fatta da altri e non corrisponde mai a quello che noi pensiamo di valere;
b) nonostante gli studenti di quinta siano adulti maggiorenni, continua ad aleggiare nei loro discorsi la falsa e infantile convinzione che gli esami siano “una lotteria” dal risultato assolutamente casuale. Mica vero: se si è preparati e si vale, gli esami si passano bene, eccome. E la preparazione che serve non è quella mnemonica (inevitabilmente labile e di corto respiro), ma quella pazientemente interiorizzata “con amore”, valorizzando le interconnessioni fra i diversi campi del sapere;
c) voti e punteggi (scusate se lo ripeto una volta ancora) sono attribuiti alla prestazione, non alla persona: perché come persone, uniche e irripetibili, valiamo tutti “cento” e forse più.
Buone vacanze e buona fortuna dal vostro preside che ha tanto trepidato e sofferto per voi!
-Opinioni sull esame
Leggendo con piacere l’articolo di Dario[ Darietto dai che Riccione ci aspetta
]ho voluto commentare anche io questi esami. Sinceramente sono dell’idea che la delusione generale, la mia in primis, derivi da una mancanza di oggettività nelle valutazione; c’è quasi la sensazione che i voti fossero stati già decisi primi che ci sedessimo sulla sedia per l’orale. L’amarezza non viene dunque dalla delusione per il voto in se, ma nel percepire che non tutti siano stati valutati allo stesso modo.
Spero che in un futuro prossimo arrivi un lungimirante ministro che capisca che gli esami, se si pensa ancora che gli esami possano essere davvero utili, necessitano di una commissione interamente esterna, dove ogni alunno è solamente un numero, uno fra tanti, un po’ come in università, oppure che vengano eliminati del tutto, perché cosi sono praticamente inutili.
Sono convinto che chi ha sgobbato per tutti questi anni sui libri è giusto che riceva i giusti riconoscimenti, e forse proprio per questo gli esami dovrebbero essere eliminati.
Ma se si è convinti dell’importanza di un esame, della necessità di testare una persona alla fine di un percorso, è giusto che nessuno venga minimamente avvantaggiato.
La vita è piena di esami, e chi in questi anni ha conseguito qualche certificazione extra-scolastica sa che nessuno valuta il tuo passato, le tue esperienze, ma solo cosa in quel momento sei capace di fare, come sai combattere l’agitazione e la pressione, come ti sai rapportare con un mondo nuovo.
Nonostante tutto, sono fiero del mio esame, e questo è ciò che conta; fiero in questi cinque anni di avere espresso sempre il mio parere, anche se contro corrente, fiero di avere vissuto la scuola, di non avere solo studiato, fiero di aver capito che nelle vita l’importante è camminare a testa alta e sapere che spesso bisogna saper mandare giù bocconi molto amari…
Lorenzo
-Giudizi e pregiudizi
Come al solito, capisco più o meno il 50% di quello che scrive DarIO (beato Leo Missi che capisce e sottoscrive tutto, persino la punteggiatura!). In ogni caso dice di aver fatto un esperimento lungo tre anni trovando alla fine conferma alla sua ipotesi; di avere costruito con tenacia il suo punteggio finale, di cui è orgoglioso; di essere convinto che i suoi compagni e amici sappiano benissimo quello che vale, molto meglio di quegli ipocriti e incompetenti che hanno valutato la sua preparazione; dunque di che si lamenta? Ah già, è per gli “altri”. Ma, caro DarIO, non hai sempre teorizzato un sacrosanto egoismo? Cosa sono questi discorsi sulle ingiustizie del “sistema corrotto” e sulla “normalità malata”? Atteggiarsi a vittima del sistema non è da te, lasciatelo dire, a meno che non sia l’ennesima trovata per gratificare il tuo inguaribile narcisismo. Forse un po’ di modestia e di senso della realtà ti aiuterebbe a vedere meglio i tuoi limiti (scolastici, naturalmente). E vorrei anche aggiungere che ti vedo molto condizionato da quei pregiudizi che attribuisci ai tuoi esaminatori: chi ti dice infatti che la loro valutazione delle prove d’esame non sia stata serena e obiettiva, se non sulla base di un tuo pregiudizio nei loro confronti? Se invece hai delle critiche circostanziate da fare, ebbene esponile. Magari in italiano corretto.
Comunque non te la prendere: il punteggio dell’Esame di Stato non ha mai impedito a nessuno di arrivare dove voleva. I veri problemi sono altri. In bocca al lupo!
-OBBIETTIVO: VOTO 60
No, non è una propaganda fascista a mo’ di “lira 90″, ma bensì il risultato dei miei esami. Ebbene ci sono riuscito, voto: 60.
Basso, direte, ma in fondo me lo sono cosrtuito, almeno, negli ultimi 3 anni di scuola. Sapevo che le ipocrisie e il mio modo di atteggiarmi nei confronti della scuola e dello studio mi avrebbero portato a questo risultato. Già perché (che lo crediate o no) in 3a mi sono prefisso di vedere se le impressioni ed i giudizi delle persone avrebbero valicato i veri risultati dati dai miei compiti e delle mie interrogazioni; beh, tutto confermato.
Non sto qui a giudicare ma solo a dare impressioni su questo mio…”esperimento”. Posso dire che non è stato fatto niente di più di quello che mi aspettavo. Le persone si fanno tradire dai loro giudizi prima ancora che dai risultati. Ed è quello che aspetta una persona nel mondo esterno; già, quella “normalità” malata che regna sovrana nell’ambito lavorativo e della vita. Pensavo però che arrivati al termine di un percorso lungo 5 anni, nessuno avrebbe avuto il coraggio di lasciarsi nuovamente dominare dai pregiudizi, compromettendo così parecchi voti. Invece è stato così.. mi chiedo con che faccia. Perché non è questione di voto in sè, perché un 60 o un 61 non cambiano l’idea che ha di te un università e neppure tra 69 e 70 c’è poi questa grande differenza.
I compagni di classe sanno quanto valgono gli altri e sanno quindi quanto può essere differente anche un solo punto. Con che faccia si presenteranno poi di fronte agli alunni che hanno penalizzato? Con la stessa faccia felice ed indifferente che hanno ogni volta, perché se è il metodo “malato”, lo sono però anche i suoi burattini.
Con questo non sto a discutere il mio voto, perché ne sono fiero e l’ho costruito proprio su quel sistema “corrotto” che oggi vi pongo davanti. Pensate però che non sono tutti come me e c’è gente che quel punto magari se lo meritava in pieno a discapito degli stupidi pregiudizi e ci è rimasto male, giustamente. Ma così va il mondo e non è neanche vero che tutti i frutti sono bacati.
Grazie ancora e scusate per la lunghezza,
DarIO
-Retroscena…

Ora che finalmente è tutto finito (con un bel 65 cucito sul petto) si può svelare un clamoroso episodio che riguarda un membro della mia commissione. Per rispetto della privacy lo chiameremo Arcangelo Naganipi…
Ebbene, mentre il sovracitato professore si recava nella sala torture in cui veniva martoriato il povero Peneff, forse per fretta di recarsi in tale luogo, o forse perchè voleva tenere fede al suo nome celeste, si è smaterializzato davanti ai nostri occhi increduli…
Questa maturità verrà ricordata, oltre che per i miracoli nei voti che sono stati dati (io sono il primo!), anche per le manifestazioni celesti…
P.S. Notare anche la beata espressione mentre Egli pensa a sè stesso pensante…
-E’ finita!
Si giunge così al termine degli esami di maturità 2006/2007 al Calvino!
Ultima interrogata del giorno e dell’anno è stata la mitica Dea che ora potrà godersi le vacanze estive come i suoi compagni che hanno finito nei giorni precedenti…attendendo ovviamente i risultati finali!
Aria di vacanze è ancora lontana in segreteria dove le efficientissime impiegate dovranno attendere ancora qualche settimana prima delle sospirate ferie.
Auguro a tutti buone vacanze.
Marco Mordini, ex-studente Liceo Scientifico.
-6.16
Sono le ore 6.16 della mattina prima del mio orale sto cercando di ripassare ogni tipo di materia……sicuramente un operazione inutile….essere l’ultimo della scuola con eriano mi mette una tristezza assoluta…..
speriamo di nn fare asinate……..
cerco intanto di pregare ogni tipo di divinità…….
Setti
-Serie riflessioni

Finalmente il dolce far niente, il nulla mischiato con il niente… Sono felicemente sdraiato sul divano di casa mia, incollato contro lo schienale. L’unica fatica che mi permetto è quella di respirare, ma senza troppa fatica, ovviamente…
Poi decido di compiere uno sforzo estremo e mi lancio con la velocità di un bradipo tridattilo sulla poltrona distante da me ben 30 centimetri, al solo scopo di afferrare il telecomando.
Una volta preso, accendo la televisione senza la minima intenzione di guardare alcunché, perciò attivo il mediavideo sulle notizie sportive; comincio a leggere senza troppo interesse che la Federcalcio brasiliana, in occasione della Coppa America, ha vietato ai calciatori impegnati in tale rassegna, di utilizzare la Play Station, mentre l’unica cosa concessa era la visione dei DVD. Mi colpisce in negativo l’ultima frase dell’articolo:
Tra i più gettonati Blood Diamond, un film con Leonardo di Caprio che parla della guerra in Sierra Leone; non era meglio la play?
Ecco, ora sono veramente sveglio, disgustato da ciò che ho appena letto. Questo presunto giornalista compatisce i giocatori brasiliani perché anziché utilizzare la Play station, preferiscono guardare un film a mio parere interessante (anche se ammetto che non l’ho visto, ma l’argomento è comunque molto delicato).
Pensavo, evidentemente sbagliando, che schifezze di un certo calibro si trovassero solamente a Studio Aperto (che continuo a non ritenere un telegiornale), mentre a quanto pare anche TgCom ha deciso di darsi alle informazioni davvero importanti…
Non ho parole…


