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Articoli in ottobre, 2006

Ebbene, a che cosa serve il latino?

il professor Paganini
«Ebbene, a che cosa serve il latino?» si chiedeva uno studente di prima qualche giorno fa.
Ci ho pensato e, per una volta, non credo sia possibile cavarsela dicendo: «Diccelo tu, che hai scelto questo tipo di scuola». Come se non si sapesse quanto poco consapevole e quanto casuale sia spesso la scelta della scuola superiore: «É vicina a casa»; «Me l’hanno consigliata i prof delle medie»; «Ci teneva tanto la mamma»; «Pensavo che la sperimentazione di fisica si facesse in palestra…».
Certo, lo studente in questione diceva che il latino gli piace, ma niente è più aleatorio degli interessi di un quattordicenne e ciò che oggi dà piacere, domani pesa come una montagna: ci vuole qualcosa di più.
Ovvio che la domanda «A che cosa serve il latino?» possa essere considerata ingenua e incompleta. Potremmo chiederci anche a che cosa servano la filosofia, gran parte della storia, la storia della letteratura italiana, la storia dell’arte, la letteratura inglese, la geografia astronomica e, a volte, persino la matematica e la fisica (che per alcuni alunni sono più misteriose dei dogmi della fede).
Il problema è che nella nostra cultura e nella nostra scuola si incontrano e si scontrano due tradizioni: quella antichissima, greca, del sapere per il sapere e quella baconiana – cartesiana del sapere che deve essere utile. Ma perché non parlarne?

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Sogno

Il sogno in fondo amo
che illumina e nasconde.

Ma è un gioco che continua,
con il passar del tempo.

Ritorno dell’uguale,
in ogni tuo momento…

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Apple a Rozzano?

logo apple

Qualche studente è un appassionato di Macintosh, come me? Ho notato che in Lombardia c’è poca gente che apprezza l’arte di Apple..magari però fra più giovani ci s’intende!! :-)

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Notizie dal Web Master Lab

Per il secondo anno di seguito è incominciato il Web Master Lab e ho pensato (!) che inviare informazioni saltuarie sui lavori di questo laboratorio sarebbe stato utile a tranquillizzare qualche professore allarmista circa esperimenti biologici o nucleari condotti nel sottosuolo dell’Istituto.

Infatti, il laboratorio si tiene il lunedì ed il mercoledì dalle 14 alle 16 nell’aula informatizzata dell’ITC, cioè al primo piano e non negli scantinati.

Sono circolate voci fraudolente che il laboratorio fosse riservato solo alla 2A, ed infatti al corso sono presenti ben 10 studenti delle due 2A dell’Istituto, la 2A Liceo e la 2A dell’ITC.
Il WML, in realtà, è aperto a tutte le classi, dalla prima alla quinta.

I lavori del laboratorio sono appena iniziati e chiunque volesse prenderne parte può sempre farlo.

Il prossimo appuntamento è lunedì pomeriggio: ci occuperemo dell’acquisizione dei contenuti per la creatività mediante fotografia digitale.

Per sapere quali siano questi “contenuti”, suggerisco di recarsi in 2A.

A presto,

Davide Currò

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Marta Di Noia

il professor Paganini
La professoressa Marta Di Noia: notturna, pallida, evanescente.
Non è una donna, è un sonnifero.
Comincia a parlare e la cadenza sempre uguale del suo pedante enumerare ti culla, ti stordisce, ti spinge all’evasione, alla ricerca di un altrove in cui rifugiarti.
E già sonnecchi, quando un suo miagolio lamentoso ti percuote: non puoi neppure dormire…
Oh cara, tu sei Marta e noi siamo morti, Di Noia.

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Il Latino… davvero utile?

So che con il titolo avrò già attirato l’attenzione di molti studenti e l’ira di molti professori, ma d’altro canto il Blog nasce come desidero di condivisione dei pensieri, no?

Innanzi tutto mi presento: mi chiamo Giuseppe, ho 14 anni e frequento la 1a B del Liceo Scientifico Sperimentale a Rozzano (l’ultimo dato era abbastanza scontato! :-D )

Bene, cominciamo subito con il dire che la domanda che ho posto come titolo si tratta di un piccolo “seme” da cui cominciare la discussione. Ebbene, a che cosa serve il Latino?

Parto subito con il dire che adoro questa materia, mi piace molto (forse perchè sono solo all’inizio :-D ), ma mentre negli altri studi vedo sempre un fine materiale dove poter esercitare ciò che apprendo, nel Latino non riscontro la stessa cosa.
Tanti mi hanno spiegato che è un modo per riuscire a leggere in lingua originale i capolavori Latini e questo mi fa piacere perchè so esattamente che nella traduzione di un qualsiasi romanzo si perdono tanti particolari densi di emozioni; ma possibile che a parte questo non ci siano altre possibilità di usare nella vita ciò che impariamo curvando per ore la nostra schiena, finendo l’inchiostro della nostra biro, consumando la punta della nostra matita, finendo i nostri evidenziatori??

Quest’appello a una discussione serena e senza scontri è rivolta a Studenti e Professori.

Saluti..

Giuseppe

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Un cinismo che non mi convince.

Non solo gli alunni devono saldare i debiti: io sono in debito di una risposta a Dario e ora è tempo di saldarlo.
Come per Alex, mi limito a considerare solo un punto del ragionamento, laddove tu dici che “l’egoismo dell’io vale tanto quello del noi”. Non sono d’accordo. Tu spesso sostieni – e lo sottintendi anche nel tuo commento sul blog – che ciò che muove tutti i comportamenti umani è sempre e comunque un fondamentale e inestirpabile istinto egoistico: anche le forme apparentemente più disinteressate di amore o altruismo mascherano sapientemente quel sentimento naturale invincibile. Non è così, a meno di assegnare al concetto di “egoismo” un significato così generico da renderlo inutilizzabile. Ma se anche così fosse, cosa cambierebbe? Rimarrebbe il fatto che c’è egoismo ed egoismo, radicalmente diversi nelle loro manifestazioni: l’avarizia e la generosità, l’ipocrisia e la sincerità, la slealtà e la lealtà, l’indifferenza e la sensibilità, e via enumerando coppie di opposti. Ora ti chiedo, preferiresti avere per amico un “egoista” generoso, sincero, leale e sensibile o un “egoista” avaro, ipocrita, sleale e indifferente?
Venendo all’”io” e al “noi”, resto convinto che lo scarso senso etico-civile è uno dei mali cronici della società italiana. Penso che condividere con altri un comune orizzonte di idee, progetti e valori per rendere un po’ migliore il mondo in cui viviamo sia una delle esperienze che possono davvero arricchire l’esistenza di una persona. E penso anche che dovremmo coltivare un po’ più di gratitudine per quanti hanno sacrificato tempo, energie e talvolta anche la vita per costruire una società più libera, giusta e umana, a vantaggio di tutti e soprattutto dei più deboli. Del resto, caro Dario, hai scritto tu stesso al Preside (riferendoti all’attuale protesta degli studenti del nostro istituto) che “ci teniamo a farci sentire più che per noi…per le generazioni future”. D’accordo, non è in gioco il destino dell’umanità, però non confermi in tal modo che può valere la pena impegnarsi per qualcosa che va oltre il proprio angusto tornaconto personale? Se comunque ti dà gusto interpretare la parte del cinico, fà pure; ma i fatti mi dicono, finora, che lo sei molto meno di quanto vuoi far credere. E va bene così, sia chiaro.

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Slegami!

Ti prego, ti scongiuro
lasciami andare!
Non lo merito nè sono
degno di tale morbo .

Sì, morbo : perchè
ciò che mi affligge
succhia tutte le mie
forze vitali, invade
le mie vene, i miei
pensieri, i miei gesti.
Si serve di questi
per riprodursi, ingigantirsi
ogni giorno che passa.
E’ una strana cosa, come
un atavico istinto maligno
che nasce dall’ io più
profondo, mentre ha una causa
esterna e ben delineata.

Perciò te ne prego, liberami!
Liberami da quella soave vista,
fonte di gioia e di delizia
di dolore e di patimenti.

Troppo tempo oramai
è passato, da solo non
posso vincere una tale forza
che mi strugge l’ anima,
che mi fa odiare,
che mi riduce a suo zimbello
anche se ne sono
pienamente cosciente.

Non voglio più essere
felice per Lei, mentre io
patisco le pene dell’ Inferno.
Tu lo sai, questa tortura
fa sì che l’ unica cosa
importante sia vederla
sorridere, nonostante
io stia scomparendo
giorno dopo giorno,
sorriso dopo sorriso.

Catene sono per me,
prigioniero e schiavo
sofferente di una dura
padrona senza pietà.

Ti prego, Cupido : slegami!

Luca Palma

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Balla…e tutto finirà

La colpa forse è mia:
testardo come sempre
credevo che quella scia
svanisse in un istante.

Ti penso ancora lì
assopita e malinconica
un odore di stantio
risuona come una eco.

Non credevo tu patissi
e perciò mi ripropongo,
come mai io feci prima,
di aiutarti a rinsavire.

Guarda, leggi, scrivi,
ridi, piangi, urla, sbuffa,
sogna, credi, soffri, prega :
balla…e tutto finirà.

Luca Palma

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Un “ex” impertinente.

E bravo Mordini, che non solo fotografava abusivamente il prof. durante l’attività didattica, non solo mette in rete l’immagine del deprimente decadimento fisico del suddetto prof., ma offre anche inopportuni premi a chi riesce a identificarlo. Per tutta risposta ingiungo al Mordi: 1°, di distruggere tutte le mie foto in suo possesso; 2°, di presentarsi in classe per sottoporsi a una verifica retroattiva di filosofia (conosco i suoi punti deboli, eh eh…); 3°, di smetterla di giocare con la sirena dell’ambulanza.
La verità è che Mordini non mi ha ancora perdonato per avergli messo fuori uso il videoproiettore un attimo prima che cominciasse a esporre la sua tesina multimediale all’esame di maturità. Dico io, si può essere così permalosi?

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