-La “cobra” colpisce ancora

Archiviato in: Generale, vita scolastica — Federico Cavaliere: 4:34 pm - sabato, 30 settembre 2006

É ormai noto a tutti che la “cobra” –società specializzata nel disturbare le lezioni di inglese ma soprattutto quelle del professor Pigni– si sia stabilita a Rozzano in via definitiva già dall’anno scorso.
Quest’anno, però, l’attività si è intensificata fin dall’inizio dell’anno scolastico così tanto, che ritengo giusto scrivere qualche riga per dire al mio caro prof. d’Inglese che sono dalla sua (così magari mi mette anche 9 perché l’ho reso eterno).
Spero con questo articolo di rendere un’idea di ciò che accade nelle sue ore.

Mercoledì 27 settembre 2006 ore 8.10. Dopo una lunga ricerca dell’aula in cui fare lezione (l’aula 108), la 5C si ricompone e la lezione può cominciare.
Non passano nemmeno cinque minuti che già la “cobra” si mette d’accordo con il parroco dell’oratorio della parrocchia di S.Ambrogio per far suonare le campane alle 8.15, possibilmente per un quarto d’ora e possibilmente ad un volume alto, da disturbare la lezione del Pigni. Terminate le campane il prof. si appresta a parafrasare un ode di Keats –un romantico, un ribelle, proprio come i capi della “cobra”– la lezione sembra andare avanti normalmente, quando la porta si apre di scatto ed un tizio dall’aria mezza addormentata entra in classe. Vedendo che non c’è nemmeno uno dei suoi simili, sbarra gli occhi e sparisce sbattendo la porta con la calma di Galliani quando il Milan segna.
Dopo questo spiacevole inconveniente la spiegazione continua… ancora per poco, visto che in un arco di trenta minuti passa un’ambulanza a sirene spiegate, un tagliaerba truccato da Fat-Joe per “Pimp My Ride International” ed un camion dell’amsa che con Rozzano ha poco a che fare.
Non fa in tempo nemmeno la campanella a suonare, che entra in classe un altro tizio che sulla soglia esclama “Questa non è la mia classe!” e chiude la porta con un gesto delicato quanto un elefante in corsa.

Pensate che sia finita qui? Beh, vi sbagliate… c’è ancora un’ora di racconto!

Ore 9.08: entra una bidella, ma nella classe sbagliata e guarda a caso nella nostra. Ora il dubbio che degli infiltrati della “cobra” abbiano raggiunto l’edificio scolastico si fa certezza. Un minuto dopo la bidella lancia il segnale da un telefono anti-intercettazioni e una betoniera comincia a girare cemento, sparando rumori a migliaia di decibel proprio fuori dal parcheggio antistante la scuola.
Dieci minuti di tranquillità, anzi quindici e poi un altro attacco. Questa volta un colpo basso ai danni del Pigni: un AB405 (per i comuni mortali un elicottero) passa sul tetto della scuola.
Altri cinque minuti di Keats vengono interrotti da una musica fievole che presto si rivela essere la musica del cellulare del professore (come, la “cobra” conosce anche il suo numero di telefono?!?). Qualche secondo e la bidella membro della “cobra” con il suo collega (agente con licenza doppio zero) anche lui della “cobra” fanno capolino nella classe e fanno uscire il professore con una motivazione fittizia.
La bidella chiude la porta. La paura prende il sopravvento.
Un’esecuzione?
No, nulla di grave: era solo suo figlio (altro membro della “cobra”) che aveva dimenticato il libretto dell’università.

Alla fine, però, la spiegazione viene conclusa e come in ogni spiegazione che si rispetti, come colonna sonora, c’è la sirena di un’ambulanza: la stessa di prima.

Come potete vedere ci sono delle vittime del sistema…

…della “cobra”

-Ragionando con Alex

Archiviato in: Generale — s.cappellini: 11:38 am - sabato, 30 settembre 2006

Ringrazio Alex e Dario per i loro commenti. Difficile affrontare problemi così complessi in poche righe, ma proviamo almeno a fare luce su qualche punto.
Comincio da Alex. Tu dici che l’indifferenza che manifestano i giovani verso le grandi questioni di interesse generale deriva “dallo sbagliato utilizzo delle tecnologie di cui oramai disponiamo”. Io viceversa penso che l’uso passivo, acritico, consumistico degli strumenti tecnoloigici è solo uno degli effetti prodotti da un modello sociale che ha nel mercato e nella sua logica il valore fondamentale di riferimento, plasmando comportamenti pratici e atteggiamenti mentali. Il mercato ci rende fin dall’infanzia consumatori di merci e più tardi anche produttori di profitto, integrandoci in un meccanismo che ci vuole il più possibile avidi e competitivi. Chi rifiuta questo gioco spietato viene emarginato, escluso, considerato un “perdente”, e allora è meglio imparare alla svelta a sgomitare, arrampicarsi sopra gli altri senza inutili scrupoli, godendo del piacere di possedere ed esibire tante belle cose, costose ancorché superflue. Avere ed apparire, questo è lo scopo del gioco, e per raggiungerlo occorre molta ambizione, poca solidarietà, cinismo quanto basta; e oscurare gli altri, o al massimo usarli. Badando bene – ma non è difficile – che la coscienza ipnotizzata non si svegli. L’indifferenza, caro Alex, trova qui la sua radice sociale che fa di noi degli atomi ciechi, sordi e dis-umani.
Io penso che sia possibile cambiare le regole del gioco, o addirittura cambiare il gioco stesso; ma credo anche che fin quando rimaniamo atomi isolati sia difficile persino concepire questa possibilità.
Alla prossima. Con Dario.

-Atomi

Archiviato in: Poesia — Luca Palma: 6:25 pm - giovedì, 28 settembre 2006

Atomi

Roteano veloci
per la città.

Si guardano
ma non si osservano.

Non si curano
dell’ atomo accanto,
respinti dalla sua
carica che credono
opposta, ma che
in realtà è la
stessa per tutti.

Frenesia, viene
chiamata.

Solitudine, dice
il saggio.

Luca Palma

-Liberi dentro

Archiviato in: Generale — Leo Missi: 9:52 pm - martedì, 26 settembre 2006

Torna a far parlare di se monsignor Milingo, dopo l’ennesima ribellione parte la scomunica da parte del Vaticano. Infatti pochi giorni fa l’esorcista scatenato avrebbe nominato a Washington 4 sacerdoti sposati. Non è il primo colpo di testa di Milingo, evidentemente l’esilio a Zagarolo, alle porte di Roma, non gli ha fatto dimenticare Maria Sung agopunturista sposata qualche anno fa secondo il rito del reverendo Moon, alla quale era stato stappato dal vaticano, ma dalla quale è ritornato nello scorso maggio. A quanto pare il monsignore più godereccio del vaticano ha ceduto alla vera fede, la fede dell’amore.

-Cassetti…

Archiviato in: Vita da prof. — a.colavolpe: 4:41 pm - lunedì, 25 settembre 2006
i cassetti di alcuni docenti con la domanda «A chi appartengono?» - vignetta del prof. Colavolpe

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-Dal “noi” all’ “io”.

Archiviato in: Generale — s.cappellini: 7:04 pm - martedì, 19 settembre 2006

Cerco di chiarire quanto ho voluto dire intervenendo nel dibattito seguito alla relazione dell’avvocato Franco Scarpelli questa mattina in auditorium.
Non penso affatto che i giovani di oggi siano “peggiori” di quelli della mia generazione; credo però che negli ultimi vent’anni si siano drammaticamente indebolite forme fondamentali di coscienza collettiva. Un tempo, partiti, sindacati, associazioni di ogni tipo costituivano un ricco tessuto attraverso il quale il singolo entrava in relazione con le istituzioni, col mondo del lavoro, con la società civile, partecipando alla vita collettiva, maturando un punto di vista, magari critico, sulla realtà, prendendo posizione nei confronti delle grandi questioni di interesse pubblico, etico, politico. Oggi le cose sono molto diverse. Il processo di atomizzazione della società da un lato omologa in modo impressionante i comportamenti, dall’altro ci isola come individui regalandoci un’apparente libertà. A parte i personali legami affettivi o di amicizia, le uniche forme di vita sociale sono rappresentate da eventi spettacolari (la partita di calcio o il concerto) o, nel migliore dei casi, da attività solidaristiche o di beneficienza. Anche nei rapporti di lavoro alla cultura dei diritti si va sostituendo quella dei favori: ognuno tende a risolvere il proprio problema senza collocarlo in un orizzonte più ampio. E riferendosi alla scuola, da quanto tempo gli studenti hanno rinunciato a pensarsi come un soggetto collettivo, portatore di proposte anche critiche, limitandosi a subire l’esistente nella logica dell’ “ognuno per sé e Dio per tutti”? E lasciamo perdere l’autogestione, che al massimo è una riproduzione sgangherata della scuola in formato ridotto, soltanto con più ricreazione…
Sul perché abbia potuto accadere tutto ciò ho le mie idee, ma non è il caso di esporle qui ed ora. Piuttosto mi interessa molto conoscere qualche altro punto di vista. Non siete d’accordo? A voi la replica.

-Conferenza sulla CGIL – a Pello

Archiviato in: vita scolastica — Administrator: 12:16 pm - martedì, 19 settembre 2006

il professor Paganini
Caro Pello,
sicuramente durante il periodo fascista è stato fatto qualcosa di buono per i lavoratori. Il fascismo ha dominato l’Italia per un periodo molto lungo e sarebbe ben strano se non avesse fatto nulla di positivo. Non dimentichiamo che il fascismo si connotava in senso antisocialista ed anticomunista e, per conseguenza, faceva tesoro della novità derivante dal carattere di massa di questi partiti e doveva tener conto delle loro rivendicazioni. Già Bismarck, per esempio, aveva introdotto in Germania un’avanzata legislazione sociale anche per sottrarre la classe operaia all’influenza delle forze di ispirazione socialista.
Quando ne abbiamo parlato in classe non ho avuto difficoltà a riconoscere al regime il merito di aver creato, ad esempio, INPS e INAIL (allora si chiamavano INFPS e INFAIL dove la F stava per “fascista”), l’OMNI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) e gli ECA (Enti Comunali di Assistenza). A Mussolini si deve anche la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a quaranta ore (per combattere la disoccupazione).
Tutto questo, come vedi, non ho difficoltà ad ammetterlo, ma ebbe un prezzo: la soppressione di partiti e sindacati non fascisti e l’annullamento di ogni ruolo politico popolare e di ogni libertà di opinione individuale al di fuori di quanto voluto dal partito.
Quanto alla relazione del dottor Fiume, non dimentichiamo che parlava di storia sindacale. Ovvio, quindi, che abbia parlato del contesto in cui si preparò la nascita del sindacato ed ovvio anche che abbia trascurato il periodo fascista in cui il sindacato fu praticamente spazzato via con la violenza e con la repressione.
Se proprio vogliamo rimproverare qualcosa al dottor Fiume (che aveva, comunque, la scusante del poco tempo a disposizione per presentare un lungo periodo storico), possiamo

  • rilevare come abbia dato l’impressione che la CGL (alla nascita si chiamava così) sia sorta e si sia sviluppata in una specie di vuoto sindacale: non una parola sulla Rerum Novarum, sul sindacalismo cattolico, sulla CIL, sull’USI, sulla CISL, la UIL, ecc.
  • rimarcare che ha presentato la CGT francese come strettamente legata al partito socialista, mentre sin dal tempo del Congresso di Amiens (1906) aveva fieramente proclamato la propria autonomia dai partiti.

-Incontro studenti-sindacato 13/09/06

Archiviato in: vita scolastica — Pello: 5:37 pm - lunedì, 18 settembre 2006

Nella mattinata del 13 settembre ’06 si è svolto nella nostra scuola il primo dei tre incontri tra studenti delle classi 4 e 5 e membri della CGIL. In questo primo incontro è intervenuto, oltre al sig. Ferdinando Perrucci, sindacalista dalla ventennale esperienza, il Dott. Fabrizio Fiume ricercatore della facoltà di Scienze Politiche dell’università di Milano.
All’inizio dell’incontro il sig. Perrucci ha esposto all’auditorium la due principali motivazioni che hanno spinto gli organizzatori a preparare un simile evento: in primo luogo, il 1 ottobre ’06 ricorrerà il primo centenario della CGIL che organizzerà una serie di manifestazioni, mostre e spettacoli per celebrare questa importante data. Inoltre con questi tre incontri si pensa di avvicinare gli studenti degli ultimi anni della scuola superiore al mondo del lavoro, mondo nel quale, presto o tardi, tutti dovranno immergersi. Dopo la breve introduzione, caratterizzata da frasi a sfondo politico, ha preso parola il Dr. Fiume. Costui ha tenuto un discorso di circa 45 minuti raccontando la storia dell’Italia tenendo conto anche della situazione di altri importanti stati europei dal 1870 al 1970 occupandosi principalmente dell’aspetto lavorativo in questo lasso di tempo. Ha iniziato parlando di club di elettori, per arrivare poi agli inizi del ‘900 con la formazione della CGL che aveva anche una parte politica nel panorama italiano essendo legata ai partiti socialisti, fino poi ad arrivare al Secondo Dopoguerra (1944) in cui si rifondò la CGIL questa volta una vera e propria associazione dei lavoratori su scala nazionale.

il dottor Fiume parla agli studenti, con lui il signor Perrucci e il preside Marco Parma

Tirando le somme del primo incontro, non credo che gli studenti abbiano approfondito la propria conoscenza circa i sindacati se non sotto il profilo storico di questi ultimi: l’argomento generale intorno alle associazioni dei lavoratori, quindi chi sono e come operino nel dettaglio, saranno argomento dei due prossimi incontri. Nonostante questo l’incontro è stato interessante, soprattutto per gli appassionati di storia, sebbene a tratti si noti l’influenza del credo politico del Dott. Fiume: egli ha infatti liquidato il periodo fascista in poco meno di un minuto, tralasciando tutti i tangibili vantaggi di cui i lavoratori hanno goduto sotto il Duce, e si è soffermato, a mio parere eccessivamente, su avvenimenti meno carichi di eventi come la politica interna di Giolitti o i primi anni ‘900.

il pubblico attento segue la conferenza del dottor Fiume

-Nuovo sito Ministero Pubblica Istruzione: bello ma da migliorare in accessibilità

Archiviato in: Generale — Administrator: 4:27 pm - lunedì, 18 settembre 2006

Nel Blog di Porte Aperte sul Web possiamo leggere un interessante articolo di Alberto Ardizzone sul nuovo sito del ministero della pubblica istruzione.

http://www.porteapertesulweb.it/blog/?p=178

-Il disio fugace svanisce

Archiviato in: Poesia — Luca Palma: 10:22 pm - venerdì, 15 settembre 2006

A volte accade
quando meno te l’aspetti:
è un sospiro che cade
soave, neve sui tetti.

Lei siede, tediata,
stanca pel grave lavoro:
chiede di esser ascoltata
da Me, non da loro.

Una parola, un sorriso
e la voglia di fuggir
s’incendia sul dolce viso.

Ma l’incantesimo ratto finisce :
il reo tempo scorre,
il disio fugace svanisce.

Luca Palma

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