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Articoli in luglio, 2005

Addii

Finiti gli esami. Tempo di addii.
Vi rivedrò a settembre, quando verrete a vendere i libri usati (non vendete, vi prego, lo Strumia). Poi vedrò solo qualcuno sempre più saltuariamente o, magari, vi incrocerò al supermercato e ci saluteremo con la fretta di chi è pressato dal correre della vita.
così ve lo dico adesso: è stato bello!
Ringrazio Dio e voi per il dono ricevuto: tre anni gioiosi, anche quando fingevo di voler cambiar mestiere.
Ora, andate e non lasciatevi intimidire da nessuno: meritate tanto. E non dico per i risultati scolastici; quelli sono secondari: un voto non vi misura.
Vale anche per chi non ha avuto il successo sperato e dovrà pazientare ancora per un anno: anche ottimi colleghi, amatissimi dai loro studenti, hanno impiegato più tempo del previsto per concludere la scuola superiore.

Commenti

Vatti a fidare…

Caricatura del prof. Paganini in forma di ragno al centro della tela con computer - opera del prof. Nello Colavolpe

Vatti a fidare degli amici…
Colavolpe mi ha ridotto che neanche Gregor Samsa.
Nemmeno Kafka sarebbe arrivato a tanto.
E poi dicono delle armi! Le matite sono più pericolose. Bisognerà introdurre un permesso speciale: il porto di matita.
Almeno, però, mi ha lasciato il computer: mi consolerò pensando che sono al centro del web.

il Paga

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ADDIO QUINTE!

Dario Passaro
E così anche loro, i grandiosi studenti di quinta lasciano l’istituto. “Finalmente!” griderà la maggior parte, “In fondo mi dispiace” svelerà la rimanente. Io come neopromosso in quarta ho potuto vivere questi momenti dall’esterno sebbene mi sia interessato di ogni cosa che accadeva agli orali con vivo interesse (chiedete ai prof che mi hanno dovuto sopportare sebbene fosse finita la scuola!), ma di una cosa sono certo ovvero che di loro avrò spero per sempre uno splendido ricordo. Ho passato 3 anni a convivere con questi ragazzi, ad imparare a conoscerli chi più chi meno, ma comunque quasi tutti. Sono cresciuto con loro e grazie a loro, ho visto i loro successi ed ero felice, gli insuccessi ed ero triste ma ho sempre cercato di tirarli su per quanto ragazzino sia, sforzandomi in ogni occasione di fare del mio meglio per dargli forza perché erano, sono e saranno sempre parte di me. Figuratevi agli occhi di quando ero un primino che miti dovevano essere per me, beh, dopo 3 anni non è cambiato nulla. Vivendo la mia vita soprattutto a scuola sono diventati loro la mia famiglia, si intenda, di amici, ma con questo rispetto ed ammirazione che penso non proverò più nell’ambito scolastico perchè per me sono valsi così tanto che so che questo articolo non esprimerà che un millesimo di quello che realmente sento. A loro devo di essere pieno di gratitudine, contento per le loro future carriere e studi ma ancora di più, triste per il vuoto incolmabile che lasceranno nella scuola. In particolare vorrei ringraziare Zotti, Pieri, Gianluca, Seppe, Klaude, Colo, Beno, Spada, Zacca, Gil, Varone, Spiazzi, Schiavone, Pecar, Ivan, Paolo, Eina, Wany, Ogliari, Cirella, Capo, Soldini, Cattaneo, Maca, Cristina, Teo, Borreca, Montanari, Schilli, Fesce, Aronne, Mordini… . So di non averli citati tutti e che sicuramente qualcuno non è stato scritto ma solo perchè sono in tanti e vorrei poter ringraziare ognuno di questi, anche chi mi conosce solo di vista. Voi avete dato tanto alla scuola e a me, statene certi, e questo scritto in realtà rappresenta niente di più che il dolore ed il rammarico di non vedervi più l’anno venturo, siete le migliori quinte e le miglior persone che abbia mai conosciuto, non smettete di esserlo anche per quelli come me: BUONA FORTUNA RAGAZZI!

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viva viva la matura!

Ebbene sì, sono passati i primi due giorni di orale della 5B… e già è tempo di bilanci
il più richiesto: Zotti (leggi Lorenzo Bagnoli) al cui orale ha partecipato un’intera squadra di basket+compagni di classe+amici vari+Passaro (che passava di lì per caso)
il megalomane: Maurisscio Capone, che ha distribuito opuscoli, immagini, locandine (e secondo alcuni anche caramelle…) a tutti i professori
il più sportivo: Federico Benolli, che è uscito dall’orale conciato come dopo il mitico test dei mille del Calda
grandissimo record: di Sahamahantaha Sanzani, che è riuscita a pronunciare, durante la sua tesina di 15 minuti, ben 1.457.982 parole
il “golpe”: di Riccardo Spada che si dice abbia cercato di ipnotizzare il corpo docente con la sua tesina sul nazismo esoterico, tentativo miseramente fallito…
il più fortunato: Andrea Natale, sorteggiato l’ultimo giorno…da solo…GRANDE WANY!
Particolare attenzione merita infine lo strano caso del prof. Colavolpe, fotografato da paparazzi mentre palleggiava col pallone di Pieri in una classe non meglio identificata…

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l’uomo felice…

il prof. Paganini
Sono anni che propongo al Consiglio di Classe un lavoro di approfondimento interdisciplinare sul tema della Felicità: niente da fare. Mi prendono anche un po’ in giro, come se la mia richiesta fosse motivata dalla personalissima esigenza di non affogare nella sfiga.
Forse gioca tra i colleghi anche la paura di dover riconoscere le proprie infelicità: 40, 50, 60 anni e una piega amara sulla bocca; molto meglio non parlarne.
Eppure tutti abbiamo provato la felicità. Com’è che ci vien difficile definirla? Perché il “che cos’è” della felicità sembra sfuggire alla nostra presa?
I più sembrano pensare che abbiano ragione gli inglesi, che la felicità sia happiness, qualcosa che accade (to happen) e dunque non è in nostro potere. La fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo…
Altri pensano, credono, sperano che la felicità si possa costruire o si possa raggiungere.
Altri ancora…
Come sarà?
Anche quando sono felice, non so ben rispondere. però voglio proporvi una storia: la storia dell’uomo felice, una storia raccontata da Italo Calvino, che faccio un po’ mia e, dunque, mi permetto di cambiare, ma poco poco.
Eccola. Leggi il resto »

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